Alle nove di una domenica mattina, dopo una serata di festa, in cui mi sono fatta persino coinvolgere in un trenino danzante che avevo giurato avrei rifuggito anche sotto costrizione in un villaggio guidato da Fiorello: con i capelli indomabili per la salsedine e l’occhio mezzo aperto, mi sono sentita pesante. Continua a leggere “Il senso di colpa dell’estate”