Alessandro fa cantare e suonare San Basilio

“Sono nato, cresciuto e vivo a San Basilio. Ho fatto tutte le scuole qui. Io promuovo il bene che c’è, consapevole del male che vedo dal balcone, dalla macchina, a piedi. E’ una lotta continua. Ci sono risorse incredibili: qui soni nati artisti, scrittori, sportivi. Si ha voglia di fare cultura perché si vuole fare emergere ciò che ci circonda di positivo.”
alessandro suona“Se non sei nato qua non lo puoi spiegà, se non sei stato qui non lo puoi capì.” E’ un verso di A Sanba c’è, l’inno di San Basilio, periferia nord est di Roma. Lo ha scritto, composto e cantato Alessandro D’Orazi, cantautore, polistrumentista, insegnante di musica, cittadino orgoglioso e appassionato del suo quartiere, tanto da fondare a Torraccia, l’Accademia di musica per ragazzi, Sotto i raggi del sole. Insieme, nella sua avventura, Edoardo Vianello e poi comitati, associazioni, oratori, mamme, ragazzi di un territorio che vuole uscire dalla cronaca per finire nelle pagine della cultura. L’obiettivo è vicino se c’è chi, come Alessandro, decide di curare le sue radici, di difendere i fiori che ci crescono, senza dimenticare il male che c’è. La sfida è far prevalere il bene, raccontandolo come in Itaca, il suo lavoro che uscirà a febbraio del 2019. La storia che segue è quella di una piccola comunità che resiste felice e guai a chi pensa siano solo canzonette.

La traccia: musica, canzoni, radici e semi

“In periferia ti senti protetto dal tuo luogo, conosci le persone che ti vogliono bene e condividono il tuo stesso percorso. Sono nato, cresciuto e vivo a San Basilio. Ho fatto tutte le scuole qui. Io promuovo il bene che c’è, consapevole del male che vedo dal balcone, dalla macchina, a piedi. Non è tutto questo disastro. La maggior parte di coloro che ci vivono sono brave persone che lavorano e vivono nella legalità, ma c’è quella piccola percentuale di criminali che offusca. E’ una lotta continua tra bene e male. Ci sono risorse incredibili: qui soni nati artisti, scrittori, sportivi. Si ha voglia di fare cultura perché si vuole fare emergere ciò che ci circonda di positivo.”

“Si deve sconfiggere la nomea con il valore del bene che si fa e che c’è anche a San Basilio. Purtroppo la cronaca ci sfida come anche l’approssimazione di chi scrive: tutto ciò che di violento accade in periferia, dalla Tiburtina alla Bufalotta, succede a San Basilio. Titolo forte e si attribuisce alla pecora nera di Roma. Succedono cose brutte, spacci e sparatorie, però non più che in altri luoghi.”

Dai comitati di quartiere a Ciao Rino
alessandro ritratto ok 2“Io ho attinto energie da questo posto, mi ha dato tanto a livello di umanità: dall’oratorio, ai comitati, ai vari movimenti e associazioni del territorio.
Anche da ragazzino, a 10 anni, andavo a dare una mano per organizzare il Natale: stavo sempre in mezzo, ho un carattere allegro e disponibile. I miei genitori mi osservavano, mai ossessivi, ma sempre presenti. Lo sono stati anche per la musica, sapevano quanto la amassi e mi hanno incoraggiato. Da bambino, grazie ai miei nonni, suonavo la fisarmonica. Poi, da solo, ho recuperato la chitarra di mio padre lasciata sull’armadio. Ho cambiato le corde, imparato a strimpellare, così, dal giorno alla notte, hanno scoperto che sapevo suonare pure questo strumento. A 13 anni ho formato il primo gruppo con i ragazzi della domenica nella Chiesa di San Basilio. Da qui è partita l’avventura.”

“Nel 99 è nato, per gioco, il progetto Ciao Rino dedicato a Rino Gaetano. In quel periodo vedevo che non c’erano libri, cd, strumenti per ricordarlo: chi lo amava si doppiava le cassette e le ascoltava. Era il ventennale della sua morte, allora ho chiesto ai miei amici “perché non facciamo qualcosa per Rino?” Ed ecco il gruppo. Ci dedicarono mezza pagina sul Messaggero. Il primo concerto all’Horus c’erano 2500 persone. Il prossimo anno festeggeremo anche noi il ventennale del progetto che io porto con me come un gioiellino. Non ho mai imitato Rino, lo reinterpreto con il mio stile.”

alessandro ale 2“Parallelamente al mio percorso artistico, il diploma al Conservatorio di Frosinone, l’uscita di un cd, Alè nel 2011, la realizzazione di colonne sonore per importanti film italiani ( Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno ) continuavo a lavorare per il mio territorio. Ho iniziato ad insegnare chitarra ad alcuni ragazzini, in una stanzetta dell’Associazione Torraccia. Avevo l’attitudine giusta per stare con i bambini: le mamme si fidavano ed anzi mi chiedevano se potevano portarne altri a suonare con me. Lo spazio però era piccolo, cominciava a venirmi l’idea di trovarne uno più grande. “

L’incontro con Edoardo Vianello
“E’ il 2010, giravo con il gruppo, componevo le mie canzoni ed anche le filastrocche per i piccoli. Non sembravo un cantautore impegnato come molti miei colleghi, alcuni anche del territorio: capisco che mi consideravano uno da canzonette. Ecco perché, un pomeriggio, mi ha colpito un’intervista, fatta durante Domenica In, da Pippo Baudo ad Edoardo Vianello. Il Re Mida dell’estate raccontava la sua storia e come negli anni 70, gli artisti colti lo sfottessero perché faceva solo pezzi da ballare, per far divertire, senza impegno.”

alessandro edoardo“Il caso ha voluto che il giorno dopo aver ascoltato ed essere rimasto suggestionato da questo racconto, abbia incontrato la mia amica Claudia che ha collaborato ad alcuni cori di Alè. Mi ha detto che doveva scappare per andare a Ostia dove avrebbe partecipato ad un concerto con Edoardo Vianello. “Posso venire pure io?” Sono andato con lei ed ho regalato un mio disco a Vianello, non senza rivelargli che anche io ero considerato un cantante da canzonette allegre. “Ma lasciali parlare!” Mi ha risposto ed è nata la nostra amicizia ed anche una collaborazione artistica. “

“Rimaneva però il tarlo della mia idea di trovare un luogo nel quartiere dove fare musica con i ragazzi. C’era un negozio un po’ fatiscente, da tempo vuoto. Ho chiesto ai proprietari, ma mi hanno chiesto una cifra che non potevo permettermi. Ho provato a coinvolgere altri colleghi, niente: nessuno che condividesse la mia follia. A cena, senza nessun secondo fine, ne ho parlato con Edoardo. “Andiamolo a vedere” mi ha detto. Io non volevo mi prestasse denaro, e anche lui era in imbarazzo. Abbiamo deciso insieme il percorso: “apriamo un’associazione culturale, prendiamo un finanziamento in banca e poi ci mettiamo qualcosa noi.”

“Abbiamo preso il negozio; la banca ci ha dato trenta mila euro; noi abbiamo investito dai nostri conti e poi gli associati della Torraccia, ognuno per quello che poteva, ci hanno aiutato a sistemare i locali. Chi ha verniciato, chi ha messo i condizionatori: tutti volontari.“

 

L’Accademia e passa la paura
alessandro sol“Il 28 gennaio del 2014, giorno del mio quarantesimo compleanno, ha aperto Sotto i raggi del sole, la nostra Accademia della musica. Oggi ci sono 230 ragazzi che imparano a suonare il piano, la chitarra, la batteria e a cantare. Dai due anni e mezzo in su. Sette insegnanti di cui due formati per lavorare con bambini autistici. C’è anche un logopedista. Quando si suona tutti insieme, non ci sono differenze. Ora frequentano i nostri corsi tre ragazzi autistici ed uno ipovedente che è un genio della batteria. Le famiglie si passano parola e sono la nostra migliore pubblicità. I nostri prezzi sono popolari e se non ci si può permettere di pagare un mese, non importa, ogni anno poi rilasciamo 6 o 7 borse di studio. Se io vedo il fuoco negli occhi dei ragazzi, li coinvolgo nei laboratori senza pensare ai soldi. Il nostro è anche un luogo di aggregazione, con la scusa della musica si sta insieme, come l’8 dicembre che andremo al cinema a vedere il film su Freddy Mercury.”

 

“Edoardo passa spesso qui. Il sabato mattina dirige il suo coro: il Coredo. “Questo luogo diventerà il mio museo” scherza. Intanto anche lui ha capito che venire a San Basilio non è pericoloso. “

sanba“Non hanno avuto paura gli artisti che hanno aderito all’iniziativa del movimento Sanba di Simone Pallotta nel 2014. Sono arrivati da diversi paesi per realizzare i loro murales sulle facciate di 6 palazzi dei lotti. Un’idea bellissima. Ogni artista è stato accolto dalla strada nella quale avrebbe realizzato la sua opera, gli hanno offerto da mangiare e tutto quello che potesse servirgli. Comitati, associazioni, singoli cittadini insieme hanno visto e giudicato quello che sarebbe stato dipinto. Sono stati presentati tutti e 6 con una grande festa, erano presenti anche le istituzioni pure se non hanno finanziato. Per quell’occasione ho composto l’inno “A Sanba c’è”, ispirato al murales del Rastrello. E’ raffigurato proprio un rastrello che porta via il vecchio( ferri, macerie) dalla terra da cui nasce un fiore per la nuova San Basilio: emerge una speranza.”

“Purtroppo non sempre i progetti belli vengono compresi da tutti. Dopo qualche mese abbiamo dovuto affrontare un gruppo che ha realizzato di notte, senza dirlo a nessuno, un murales nel quale ritraevano San Basilio che rompeva i lucchetti di una casa e sotto i poliziotti rappresentati come pecore e maiali. Come comitato ed io in prima persona, mi sono schierato contro questa rappresentazione, soprattutto per San Basilio che è stato un santo importante, un’icona che non si poteva disegnare tra l’altro, come era stato fatto, ricoperto di simboli di estrema destra ed estrema sinistra. Il nostro messaggio aveva voluto essere culturale non politico. Ha fatto male a tutti i cittadini di San Basilio. Per ricordare Fabrizio Ceruso il ragazzo ucciso durante l’occupazione delle case di San Basilio, non serviva quell’immagine, avremmo potuto organizzare un concerto. E’ stata una violenza. Io non ho potuto stare zitto, perché io faccio parte di questo territorio e quindi lo rappresento.”

alessandro murales“Me lo hanno ricordato con un altro murales, inaugurato pochi giorni fa nell’ambito della manifestazione Il miglio d’arte. Sui muri di Torraccia, per mia sorpresa, Nero Opaco mi ha ritratto tra due celebrità: Ultimo e Fabrizio Moro. Hanno vissuto entrambi qui, Fabrizio è un amico, spesso torna; Ultimo un po’ meno, ma sono due ragazzi di San Basilio che ora sono famosi ovunque. Io voglio stare al mio posto e far parlare le cose che faccio.”

dozb“Nell’Accademia ho creato anche uno spazio come studio di incisione ed ho la nostra etichetta con cui sto producendo i ragazzi che lo meritano. Il duo DOZB ad esempio. Sono due fratelli che abitano vicino casa: la mamma mi ha chiesto di dare loro una mano. Sono forti, fanno reggaeton, per questo, per loro mi sono messo in contatto, tramite internet, con le etichette dei paesi nei quali va di più il genere: soprattutto il Sud America. Li aspettano in Cile per un concerto. E poi il gruppo Hip Pop “I hope”, bravissimi, hanno 19 anni, ma punto molto sulla nuova Amy Winehouse, Anna Cacciatore, 18 anni, voce strepitosa. Io lo faccio come lavoro ma mi piace aiutare i ragazzi ad emergere, a dimostrare che da San Basilio possono arrivare altri talenti, altri fiori da curare bene. “

Itaca
“A febbraio del 2019 uscirà il mio nuovo lavoro, Itaca: è il risultato dell’esperienza nella mia borgata di questi 5 anni. 12 canzoni, 12 storie, 12 personaggi del quartiere e anche 12 tavole della disegnatrice Miriam Piro. Attraverso di loro non racconto solo la periferia, Itaca è l’isola della felicità, rappresenta il desiderio di tornare a casa: è la storia di Ulisse. Ed io conosco Giuseppe Ulisse che fa il robivecchi per vivere. Raccontando lui ed altri, canterò la nostra Itaca. “

La traccia volante: Entusiasmo e passione. Ciò che ripeto sempre ai ragazzi: “trovate ciò che sapete fare, amatelo e fatelo con entusiasmo perché se manca quello, bisogna cambiare strada.”

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