Alessandra porta libri e cuore a Tor Bella Monaca

“Volevo lasciare un segno diverso del mio percorso in un posto che mi aveva dato tanto in termini professionali e di vita. Il destino mi ha regalato un’amica speciale, Elisa, una giornalista, una donna che amava leggere, scrivere, studiare e approfondire lo sguardo di chi incontrava. Se dovevo trovare un modo per arrivare a capire cosa fare, come proseguire nella mia strada, non potevo che farlo assieme a lei. Una libreria, intesa non solo come una rivendita di testi e di materiale di cancelleria, ma come spazio di incontro dove poter passare del tempo a conoscere storie nuove, a ritrovarsi in esperienze diverse, a confrontarsi. “alessandra elisa

Negli anni in cui ho vissuto a Trastevere, ricordo il piacere di poter scegliere tra varie librerie, da Bibli alla Libreria del cinema. C’erano poi luoghi del centro nel quale andavo a cercare testi diversi come la Libreria del Viaggiatore o i classici, da Croce a Corso Vittorio. Nel tempo le ho viste chiudere, provando grande dolore: ho lottato per la loro resistenza con proteste e richieste alle amministrazioni. La libreria è un ingresso silenzioso verso i sogni; un’isola, dove, anche in mezzo al traffico, ci si può perdere in altre dimensioni, ere temporali e sensazioni. Per questo, quando ne chiude una, si nega un’opportunità. A chi, invece, ha la forza e l’entusiasmo di aprirne si deve la gratitudine per l’offerta di un mondo. A Roma stanno cominciando a rinascere alcune piccole oasi di cultura, e, in una di quelle periferie, note troppo spesso solo per fatti di cronaca e di degrado, a maggio è stato inaugurata la prima libreria: Booklet Le Torri, ed è grandissima. 160 metri quadri, accessibili a tutti, in via Aspertini dove è cresciuta e si è realizzata l’idea di due donne, due amiche: Elisa Costanzo e Alessandra Laterza. E’ proprio Alessandra a raccontare un progetto e una storia che ha perso una delle due anime, ma continua a respirare con una doppia energia, facendo battere forte il cuore di un territorio. Tor Bella Monaca risponde: tra presentazioni e laboratori, si scopre e si presenta in maniera diversa.

 La traccia: spazi di cultura e accoglienza in periferia

“Sono entrata nel Centro Le Torri a 18 anni. Non sono nata e cresciuta a Tor Bella Monaca, ma il mio percorso umano e professionale è cominciato qui. La libreria è il punto di arrivo e di partenza di una strada sulla quale ho incontrato e conosciuto le persone di questo territorio. Un viaggio collettivo che parte da una ragazza che, dopo la maturità, va a fare i pacchetti in un centro commerciale, prosegue in un’idea condivisa con un’anima speciale e si concretizza in un progetto da vivere insieme al quartiere. “

“Ho lavorato nella lavanderia dei miei zii con mia sorella fino a quando non l’abbiamo rilevata. Sono così entrata nel consiglio d’amministrazione del consorzio che gestisce il centro Le Torri e, come in un sogno americano, dopo qualche anno ne sono diventata presidente, ed ora sono tre che ricopro questo incarico. “

libreria anne

“Dai pacchetti alla presidenza: non solo una carriera, ma anche una crescita umana per cui mi sentivo in dovere di dimostrare la mia riconoscenza ai luoghi e alle persone con cui l’avevo condivisa. Volevo lasciare un segno diverso del mio percorso in un posto che mi aveva dato tanto in termini professionali e di vita. Il destino mi ha regalato un’amica speciale, Elisa, una giornalista, una donna che amava leggere, scrivere, studiare e approfondire lo sguardo di chi incontrava. Se dovevo trovare un modo per arrivare a capire cosa fare, come proseguire nella mia strada, non potevo che farlo assieme a lei. L’idea era quella di restituire quanto avevo compreso di un posto e di chi lo viveva. Bisognava testimoniare concretamente quell’entusiasmo, quell’affetto, quella voglia di migliorarsi che avevo incontrato negli occhi di venti anni di attività nel Centro.

Una libreria, intesa non solo come una rivendita di testi e di materiale di cancelleria, ma come spazio di incontro dove poter passare del tempo a conoscere storie nuove, a ritrovarsi in esperienze diverse, a confrontarsi.”

“E’ chiaro che Elisa avrebbe curato la parte culturale, io quella commerciale: mi diceva che potevo vendere ghiaccio agli eschimesi, quindi anche libri a Tor Bella Monaca. Questo era il nostro modo di scherzare, conoscendoci profondamente e sapendo quanto, in realtà, stavamo investendo entrambi nella nostra idea.  E’ la forza che l’ha spinta, anche quando si è ammalata, a ripetermi di continuare, di non fermarmi fino quando non avessi potuto cominciare a realizzare questo nostro viaggio, diverso e profondo, nel quartiere.”

libreria anne 2“Volevamo un luogo grande e centrale per poter gestire gli spazi in maniera funzionale e per essere raggiungibili in un luogo di passaggio. Abbiamo scelto un locale che prima ospitava un negozio di articoli orientali. Come diceva Elisa, l’unica parola forte che le ho sentito dire, era “sventrato”: dovevamo rifarlo completamente. Il mio istinto commerciale mi diceva che dovesse essere lì: vicino al Liceo Amaldi, il più grande della zona e alla fermata dell’autobus, di fronte al parcheggio che il mercoledì diventa mercato. Certo: erano e sono 160 metri quadri da rifare. Purtroppo Elisa non ha potuto vedere come sono stati trasformati: ad ottobre ci ha lasciato. La libreria è stata inaugurata a maggio.”

“Abbiamo voluto che fosse completamente accessibile, anche se, per fare un bagno per i disabili nel nostro paese, bisogna spendere il doppio. E’ fondamentale che tutti possano venire in libreria. L’accoglienza deve essere massima perché corrisponde al nostro concetto di cultura: per Elisa, specialmente, non era sinonimo di libro, ma significava la possibilità di ascoltare, seguire, appassionarsi e creare. Per questo, sin dall’apertura, è stato chiaro che qui si possono trovare diverse attività: tutte quelle che in qualche modo mancano in questo territorio.”

“Protagonisti fondamentali sono i bambini, perché per loro la cultura deve raccontare che si può investire nel sogno, e non ci sono differenze per provare a realizzarlo. I laboratori d’arte, rivolti anche ai più piccoli, provano a seguire questo percorso. Partecipano pure le mamme, alle quali offriamo anche uno spazio relax, dove possono prendersi un caffè, senza sensi di colpa.“

Il grande cuore di Tor Bella

“La libreria è pronta ad organizzare e mettersi a disposizione per ogni evento che rispetti la nostra idea di accoglienza. Per questo non è sembrato strano aprire le porte dei nostri locali al cenone di Capodanno, organizzato insieme a Sant’Egidio. C’ è stata una mobilitazione inattesa: hanno portato teglie di cibo da Ponte Milvio e dalla Balduina. Alla fine eravamo oltre 60 a tavola: ognuno con una storia diversa, intensa e profonda. Tra di loro c’era anche Serena che proprio il 31 dicembre compiva 8 anni. E’ arrivata in Italia nel pancione della sua mamma che ha affrontato, incinta, il duro viaggio in un barcone fino a Lampedusa. Le abbiamo fatto trovare un pacco con 4 regali: un cappellino di lana, una borsetta, un gioco per colorare ed una barbie. E’ stata lei, però a farci il dono più prezioso. Subito dopo la torta, Serena ha preso la barbie e l’ha data a mia figlia Ginevra: “Tieni, non hai avuto nessun regalo, prendila tu.” E’ stata una scena di una bellezza disarmante che avrò per tanto tempo davanti agli occhi: l’immagine dell’accoglienza e anche del grande cuore che batte in questo territorio.”

“E’ l’anima di un luogo che io ormai riconosco, dove ci sono molti problemi, ma soprattutto tante persone belle che li affrontano. So quanto valga la loro fiducia. I cittadini di Tor Bella Monaca ci hanno osservato per poco, poi sono entrati ed ora, se non apriamo in tempo, si preoccupano. Qualche giorno fa sono arrivata in libreria alle 9 e 45. C’era un signore davanti alla saracinesca che mi aspettava. “Mi scusi!” gli ho detto, capendo che fosse lì dal solito orario di apertura. “Non si giustifichi – mi ha risposto – ero solo in ansia: finalmente abbiamo un presidio, se chiude dove incontro un autore, anche se non mi piace quello che scrive, è un’opportunità.” E’ stata una conferma, forse anche un piccolo segnale dall’alto, che la nostra libreria aveva intrapreso veramente il viaggio che volevamo.”

alessandra cena

“Nel quartiere c’era il bisogno di interessarsi, di sapere, di confrontarsi ed ora chi li ferma più! Quel cittadino era preoccupato per la libreria, per loro e forse pure un po’ per me. Lo so che sto parlando di un progetto che è anche commerciale, ma se non ci fosse la prova di un guadagno diverso che fa capo ad un investimento emotivo, non si potrebbe andare avanti.”

“In qualche modo, sono coinvolti nel percorso anche gli autori che non sono mai venuti in questa zona, magari nemmeno ne conoscevano l’esistenza, e poi rimangono stupiti. Colpisce il fatto di trovare spazi ampi, tante sedie occupate e di ricevere domande puntuali di chi partecipa, anche di molti bambini e ragazzi.”

“Si parte da lì, dai più giovani. Il senso sta nel riuscire a coinvolgerli. E’ una lezione che ci consegnano gli eccezionali insegnanti delle scuole del municipio. Grazie alla loro capacità di iniziativa, alla loro volontà e alla loro fiducia nel valore dei libri, possiamo organizzare qui in libreria degli incontri con gli studenti. L’obiettivo è sempre dimostrare come si possa cambiare una vita a partire da un libro. Il riscontro più bello lo ha dato la terza F della scuola media di via Merope: i ragazzi hanno chiesto di poter tornare il pomeriggio per approfondire alcuni argomenti. Verranno il 18 gennaio dalle 16.30 con la loro professoressa che li accompagnerà, fuori orario di lavoro.”

“Un’altra conferma dell’amore per la cultura degli abitanti di Tor Bella Monaca. Un dato che riscontriamo anche nella vendita dei libri. Non manca la curiosità, acquistano parecchi testi: dall’esoterismo ad Elena Ferrante. Il trionfo lo abbiamo raggiunto con la presentazione del libro di Samantha Cristoforetti: 130 copie vendute in due ore, da competere con la Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi.”

 “L’interesse è attivo per ogni iniziativa che si propone. Oltre ai laboratori di arte per i bambini, da poco è partito il corso di fotografia con Fabio Moscatelli e a breve inizierà quello di inglese con un insegnante madre lingua. Continueranno i nostri incontri con gli autori. Il 19 gennaio ci sarà la presentazione di “Scrivo una città” di Ivan Mattei con Paolo Quinto e Paolo Masini.

Un programma intenso per cui si sta dal lunedì al sabato, dalla mattina alla sera, in libreria. E’ una passione che in qualche modo si tramanda. Mia figlia Ginevra, quando esce da scuola, viene qui e, se ci sono i corsi d’arte, mi aiuta con i suoi coetanei o con i bambini più piccoli.”

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“La libreria è la nostra casa, aperta a chiunque voglia entrare, anche a chi mi dice “certo ci potevate fa’ un kebabbaro…”. E’ il modo con cui provo a ringraziare ogni giorno questo quartiere a cui sono legata da più di vent’anni, dove continuo la mia strada, senza distrarmi, ma guardando spesso il cielo che è bellissimo anche da qui.”

La traccia volante: “Bisogna cambiare il mondo in cui vivi, e questo lo puoi fare soltanto togliendo la N.” E’ una frase contenuta nel libro Scrivo una città di Ivan Mattei. C’è un modo per ogni cosa, io lo trovo ogni giorno per proseguire questo mio percorso che parte dal cuore di Elisa ed arriva a quello di Tor Bella Monaca.

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