Maurizio riporta il Giro a L’Aquila

“L’Abruzzo offre al giro tappe spettacolari perché possono toccare sia la montagna sia il mare. Il 17 maggio, sarà più leggera, ma a 10 anni dal terremoto che ha sconvolto il nostro capoluogo, si partirà da Vasto per arrivare proprio a L’Aquila.”

maurizio bici l'aquilaQuando ero piccola, ricordo, che c’era solo un momento nel quale non si doveva disturbare mio nonno Manfredo: durante il Giro d’Italia. Si posizionava con la sua poltrona in salotto e, proprio negli orari nei quali i bambini diventano più inclini alla insubordinazione, ordinava il coprifuoco. Noi pensavamo si addormentasse, cullato dai movimenti dei ciclisti sulle strade, invece si animava e si appassionava sempre più. Era anche un’occasione per vedere luoghi cari della sua regione, l’Abruzzo, dove si svolgevano tra i passaggi più affascinanti e ripidi della gara. Almeno così penso fossero queste le caratteristiche di quei percorsi, perché, purtroppo, nonno non mi ha passato questa sua passione che invece è arrivata intatta in uno dei suoi nipoti, Maurizio Formichetti. Ho scoperto che uno dei cugini ritrovati, dirigente della Prefettura di Chieti, oltre ad essere un ciclista, dal 2006 organizza proprio le tappe abruzzesi del Giro. A dieci anni dal terremoto che distrusse L’Aquila, per l’edizione numero 102, ha organizzato un traguardo nel capoluogo. Un modo per ribadire come lo sport possa portare attenzione e visibilità positiva ad un territorio, coinvolgendo i cittadini e i tifosi che si scoprono uniti e appassionati nel passaggio dei corridori e nella esaltazione delle bellezze della propria terra. Maurizio, reduce da un incidente in sella alla sua bici, si sta riprendendo ed ha accettato di raccontarmi perché riuscirà a farlo prima degli altri. Il 17 maggio non perderà nemmeno uno dei 187 chilometri della tappa Vasto  – L’Aquila.

La traccia: l’organizzazione della tappa abruzzese del Giro d’Italia.

 “Tutto nasce dalla mia passione per la bicicletta e dall’amicizia con Palmiro Masciarelli, ex corridore professionista. Nel 2006, mi chiese: “Devo organizzare l’arrivo di una tappa a Passo Lanciano. Mi aiuti?” Da allora non ho più smesso di occuparmi di ogni dettaglio del passaggio del Giro nella mia regione.“

“Sin da quando ero bambino amavo andare in bici. Ho iniziato a farlo in maniera seria per curarmi da un problema di salute. Non mangiavo molto, ma ingrassavo: pesavo 100 chili. Un giovane medico del mio paese, Pratola, mi portò a fare maggiori controlli a Roma, dove scoprirono che soffrivo di una disfunzione ghiandolare per cui serviva una terapia specifica. In pochi mesi persi 30 chili e mi raccomandarono di andare in bici: così è nata la mia passionaccia.”

“Come diceva Marco Pantani : “ dove c’è fatica, c’è gioia.” Ed io ero felice di arrampicarmi sulle strade, quasi mai in pianura, delle mie zone. La prima gara cui ho partecipato è stata in terza media: ho vinto i giochi della gioventù provinciali e poi sono arrivato terzo ai regionali.”

maurizio bici in bici 2“Il mio amore per la bicicletta per qualche anno l’ho coltivato di nascosto, perché a Chieti dove sono cresciuto, i ragazzi dovevano giocare a pallacanestro. Quando ho avuto l’età per sentirmi libero, ho iniziato a farlo come attività sportiva principale. La maratona delle Dolomiti nel 1995 è stata una delle gare per me più importanti: siamo partiti in diecimila ed io sono arrivato nono.”

Dalla bici all’organizzazione

“Fino al 2006 ha portato ovunque la mia passione in gare nazionali ed europee, nel frattempo lavoravo, diventando uno dei dirigenti della Prefettura di Chieti; ho messo al mondo due figli e mi sono preso cura di mia mamma che purtroppo si è ammalata di Alzheimer. Oltre a pedalare, amavo assistere alle tappe del Giro d’Italia. Mi ha instradato mio padre che, da giovane poliziotto, si occupava del servizio d’ordine nei passaggi abruzzesi della gara.”

“Nel 2006 sono passato dall’altra parte, la RCS mi ha dato fiducia e da allora mi occupo di organizzare le tappe abruzzesi. Il 17 maggio, a 10 anni dal terremoto che ha sconvolto il nostro capoluogo, si partirà da Vasto per arrivare proprio a L’Aquila.”

maurizio bici rosa“La mia professione mi aiuta in questo impegno: conosco bene il territorio e sono conosciuto. Quando da Milano mi dicono che posso partire nell’organizzazione, mi metto in movimento alla ricerca di comuni interessati a veder passare la gara nel proprio territorio. Vado a parlare con gli amministratori, faccio capire la valenza della manifestazione e li convinco con il mio pragmatismo.”

“Quest’anno, visto il triste anniversario, ci tenevo che si arrivasse a l’Aquila: la tappa conta 187 chilometri. Nel 2010 era stato il Presidente Giorgio Napolitano a volere che si passasse da qui per tenere alta l’attenzione su queste zone.”

“Il Giro dà ulteriore visibilità e consente anche di richiamare fondi che consentano lavori di risistemazione per i luoghi nei quali gareggiano i corridori. Anche quest’anno sono riuscito ad ottenere dei finanziamenti per il rifacimento delle strade, non solo quelle che saranno attraversate dalle bici durante la tappa. La Regione è sotto la lente dell’opinione pubblica, non può certo apparire con il territorio in dissesto.”

L’energia della bici

“L’Abruzzo offre al giro tappe spettacolari perché possono toccare sia la montagna sia il mare. Quella del 17 maggio sarà più leggera per evitare lunghi spostamenti, ma passerà lo stesso lungo le meraviglie della nostra terra.

Storica e indimenticabile è stata la tappe del centenario, nel 2017: la Chieti – Blockhaus. L’ho voluta con tutto il cuore. Durante la prima edizione del giro, Chieti è stato il secondo traguardo dopo Bologna. Era quindi giusto, per rispettare la storia, ripassare dalla città. La carovana toccò la costa, si addentrò verso Chieti per poi raggiungere il traguardo del Blockhaus, una delle pendenze più dure. Misi insieme il panorama del mare e delle nostre vette. Come sempre una vetrina eccezionale per le bellezze del nostro territorio.”

“Ogni volta, sono così appassionato che, dopo averla organizzata, durante la tappa me la vivo tutta, percorrendola in macchina e mi commuovo. Sì: mi emoziona vedere la gente che incita i ciclisti lungo il percorso.

La bicicletta è così, ti prende e ti dà una forza, un’energia inspiegabile. Grazie a tutti i chilometri percorsi e alla voglia di tornare in sella, sto recuperando, con una velocità superiore alla media, dopo l’incidente che ho avuto prima di Natale. A causa di una fessura sulla strada, dalle parti di Cepagatti, sono caduto rovinosamente. Per fortuna mi ha assistito un automobilista che mi ha portato in ospedale a Chieti. Risultato: frattura della clavicola destra e del bacino. Sono uno sportivo e voglio riprendermi il più in fretta possibile: i medici mi hanno detto che a breve potrò tornare a pedalare. Non mi farò fermare da un certo timore che, devo ammettere un po’ ho, a tornare su strada.”

maurizio bici vignetta“Sarò sicuramente in forma il 17 maggio quando ci sarà la nostra tappa abruzzese. Purtroppo non sono riuscito a trasferire la mia passione ai miei figli, forse hanno patito la mia eccessiva attenzione alle due ruote, però sono due sportivi e si occupano degli altri, quindi lo spirito del ciclismo, in qualche modo, è passato.”

La traccia volante: Potere della mente. E’ da lì che si trova la forza per fare tante cose o per distruggersi. Nel mio garage ho appeso un poster con scritta questa frase che comunque non dimenticherei.

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