Il vestito di Francesca Morvillo

“Una persona così importante come il giudice Morvillo, aveva scelto di mettere più volte lo stesso vestito con un colore così acceso. Per noi l’arancione è un simbolo, quasi un presagio. Abbiamo ricreato l’abito, ma non ci sentiamo all’altezza nemmeno di toccarlo.“ La 3 A Moda dell’IPS G. Medici di Legnago ( Verona) in memoria di Francesca Morvillo. 

Ci sono diversi modi per trasmettere la memoria ai ragazzi. Nonostante le difficoltà e le polemiche, ogni giorno, insegnanti appassionati alla loro professione si adoperano per trovare i percorsi più efficaci che attivino la voglia dei loro studenti di ricordare e di conoscere. La professoressa di diritto Maria Luisa Mele, leccese, da 30 anni a Legnago in provincia di Verona, ha trovato la sua strada per creare consapevolezza negli alunni dell’Istituto professionale Giuseppe Medici, partendo dalle loro abilità pratiche. Con il sostegno di associazioni e professionisti esterni, insieme ai suoi colleghi, ha ideato progetti originali per tenere alta l’attenzione su un tema centrale per la crescita di cittadini attivi: la lotta contro le mafie. Dall’incisione di un rap, alla piantumazione di un albero, la creatività ha seguito i diversi indirizzi della scuola, fino alla realizzazione di un abito speciale: il tailleur arancione di Francesca Morvillo. Un abito che, per gli studenti della 3 A indirizzo moda, si è trasformato nel simbolo della forza di una donna. Questa sera ci sarà una sfilata nel cortile dell’istituto, il vestito sarà protagonista: nessuno si è sentito all’altezza di indossarlo, ma rappresenterà, nel manichino sulla passerella, l’omaggio e il ricordo speciale del magistrato Morvillo, compagna di Giovanni Falcone, uccisa insieme al giudice e a Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, proprio il 23 maggio di 27 anni fa, in un agguato di mafia. La professoressa, alla fine di una giornata impegnativa, poco prima dell’evento serale, racconta con un entusiasmo che emoziona, la sua volontà di proseguire su sentieri particolari che condurranno i suoi ragazzi a diventare donne e uomini responsabili e consapevoli.

La traccia: progetti scolastici per la memoria e l’impegno contro le mafie

“Il 23 maggio di due anni fa, chiesi ai ragazzi chi fosse Giovanni Falcone. Nessuno mi ha saputo rispondere. Ho capito che stavamo dando per scontata la conoscenza degli studenti riguardo a pagine fondamentali della nostra storia recente.

Nell’Istituto nel quale insegno, si formano eccellenti abilità pratiche. Ho pensato che dovevo procedere attraverso una didattica laboratoriale per trasmettere non solo la teoria di quanto era accaduto il 23 maggio. Volevo che arrivasse il senso di quanto era stato fatto da chi aveva combattuto contro le mafie per provare a trasmettere, a distanza di tanti anni, il significato di quella tragedia.”

“Con il sostegno del dirigente scolastico, il professor Stefano Minozzi e l’appoggio dei miei colleghi, ho ideato un laboratorio interattivo di diritti e di regole. L’ho strutturato in modo che riuscisse a coinvolgere gli studenti di tutti gli indirizzi in maniera progettuale. Ho chiesto la consulenza di un’associazione speciale come Avviso Pubblico che ha messo a disposizione competenze e conoscenze attraverso testimonianze importanti di chi contro le mafie continua a combattere quotidianamente.”

“E’ la mia modalità di lavoro: alternare teoria e pratica. Avevo già cominciato anni prima a fare dei cineforum con film sull’argomento, ma la creatività ha permesso di unire le due strade. L’anno scorso i ragazzi dell’indirizzo alberghiero hanno composto un rap dedicato a Emanuela Sansone, prima donna vittima di mafia. “

“Per il programma del 2019 abbiamo cercato, insieme alla classe di indirizzo moda, un’altra figura femminile su cui focalizzare l’attenzione. Ci siamo confrontati e sono rimasti colpiti da alcune foto che ritraevano proprio Francesca Morvillo.
In particolare, seguendo la loro speciale prospettiva, hanno notato come indossasse in diverse occasioni un tailleur con una giacca arancione. E’ iniziato un lavoro collettivo nel quale sono stati coinvolti l’insegnante di italiano Nunzia Galoppo che ha fatto approfondire loro la conoscenza del personaggio, e poi la professoressa di moda, Filomena Farina e il prof di metodologie operative, Sebastiano Bucca per studiare nei dettagli e realizzare il vestito. “

il vestito ragazzi

“I colleghi mi hanno seguito perché mi conoscono, sanno quanto mi dedichi al mio progetto. Sono rimasta particolarmente colpita dalla dedizione dei ragazzi. Hanno studiato a fondo la figura, sia da un punto di vista storico, sociale, sia da quello stilistico, Con dei software specifici sono risaliti alla taglia e lo hanno riprodotto identico a quello del magistrato. Solo che nessuno può indossarlo.”

“Questa sera, non è una casualità la scelta della data, ci sarà la sfilata di fine corso. Abbiamo deciso di trasmettere un video che ricorda la strage di Capaci: sulla passerella ci sarà il tailleur creato dagli studenti. Non sfilerà indosso ad una modella, perché, ci hanno tenuto a precisare: non vogliono banalizzare il senso del loro lavoro. Io spesso li prendo in giro e li chiamo “modaioli”, questa volta mi hanno colpito nella loro motivazione. “Una persona così importante come il giudice Morvillo, aveva scelto di mettere più volte lo stesso vestito con un colore così acceso, per noi l’arancione è un simbolo, quasi un presagio. Non siamo all’altezza nemmeno di toccarlo.“

il vestito sfilata.jpg

“Si sono interrogati, non sembri banale e hanno concluso: il risultato del loro lavoro deve diventare un emblema. Due anni fa con la sezione dell’agrario avevamo piantato un albero di melograno, intitolandolo alla memoria di Giorgio Ambrosoli. Anche in quel lavoro si sono dedicati ad ogni aspetto: dalla scelta della pianta alla cura, nel corso dei mesi, dei frutti. Quando è venuto Umberto Ambrosoli in classe, è stata un’altra emozione forte, mostrare il simbolo del loro impegno per onorare la memoria del padre.”

il vestito copertina ok“In questo modo hanno fatto loro un concetto. Non mi sorprende, ma sicuramente mi inorgoglisce quanto mi stanno riferendo in questi ultimi giorni di scuola: i ragazzi di quinta che devono presentare un resoconto per mostrare come abbiano acquisito competenze di cittadinanza e costituzione, stanno centrando l’attenzione sui nostri progetti, sull’impegno nella conoscenza delle mafie. E’ una consapevolezza che ormai hanno trasferito nella quotidianità. Quando leggiamo i giornali in classe, prima non rimanevano colpiti da alcune notizie, ora si interrogano quando vedono di indagini e arresti legati a connivenze mafiose anche nella nostra regione.

Il lavoro degli insegnanti è trasferire competenze, ma anche rendere i nostri ragazzi, protagonisti del loro presente e futuro attraverso una rielaborazione attiva del passato.”

 

La traccia volante: Ogni vento è favorevole per chi sa.

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