Olimpia con Gabriele per Sofia

“Nel bauletto del motorino di Gabriele c’era un accappatoio per Sofia ed una bottiglia di champagne per festeggiare il suo arrivo. In nome di quella sua voglia e gioia di vivere, così contagiosa fino all’ultimo, mi impegno a sistemare le due aiuole sulla piazza, a raccogliere le firme per far installare un semaforo, ad andare avanti, non arrabbiata, ma risoluta a fare il mio compito.”

olimpia e gabriele

La morte improvvisa dei giovani lascia sgomenti perchè è come se si privasse un’intera comunità di una parte di futuro. Chi resta è stordito, perso tra l’ansia di dimenticare un dolore così indefinibile e l’impegno a mantenere viva la memoria di chi non c’è più. Gabriele aveva solo 28 anni, un’alba di un giorno di febbraio di due anni fa. Dopo una notte di lavoro come barman nel suo pub, tornava a casa dalla sua compagna e da sua figlia, nata da 24 ore. Percorreva Corso Vittorio quando, la manovra insensata di un taxista, ha portato via i suoi occhi nocciola e il suo sorriso a tutti coloro che si erano abituati a trovare in essi conforto, energia e gioia. Un’ingiustizia che non merita però la risposta nell’odio verso chi l’ha provocata, ma un possibile risarcimento nella volontà di impedire che altre giovani esistenze possano essere troncate in maniera tanto assurda ed evitabile. Così Olimpia Riccardi, mamma di Gabriele, sta cercando di resistere e di continuare, nel nome dello sguardo e dell’abbraccio sempre aperto di suo figlio. E’ un architetto, ha voluto disegnare e realizzare un’ aiuola intorno all’albero all’altezza del quale è avvenuto lo scontro; ha chiesto di poter sistemare anche le altre due della piazza ed ora si sta muovendo affinché si possa mettere un semaforo per rendere più sicura tutta la strada. Per sua nipote Sofia sogna un mondo più civile ed educato nel quale crescere con la luce dentro di un papà, principe, che non la lascerà mai.

 

La traccia: decoro e sicurezza su Corso Vittorio in memoria di Gabriele

“Dove è morto Gabriele, l’albero venne subito ribattezzato con il suo nome. Alcuni amici misero una sua foto e portarono dei fiori. Io non volevo nemmeno passarci. Un giorno mi sono fatta forza: ho preso la bicicletta e sono andata. E’ così strano spiegarlo: mi sono sentita bene, perchè ho capito che dovevo fare qualcosa di bello per il mio ragazzo così amato da tutti, per dare seguito al suo gran senso civico. Sono riuscita ad andare a parlare con un assessore del primo municipio, Anna Vincenzoni che mi ha accolto con estrema generosità, dandomi l’autorizzazione a ridisegnare l’aiuola e a mettere la targa con la frase di Gabriele sull’albero.”

olimpia inaugurazione

“Il 21 novembre del 2017 abbiamo organizzato una piccola festa di inaugurazione, nello stile di mio figlio: è venuta a cantare la voce di usignolo che si esibiva nel locale in cui lavorava, c’erano i suoi amici e la sua compagna. Purtroppo non è facile tenere lo spazio curato, per questo ho chiesto di potere occuparmi anche delle altre due aiuole della piazza. Magari vedendo pulito, curato e fiorito si resiste alla tentazione di buttare bottiglie e cartacce.”

“L’altro progetto sui cui ci siamo impegnati, nel nome di Gabriele, è la richiesta di un semaforo, sempre all’altezza di quel punto di Corso Vittorio. Poco dopo il suo incidente, un’altra ragazza è stata uccisa da un pullman solo per esser scesa inavvertitamente dal marciapiede. Corrono come fossero su di un’autostrada e siamo nel cuore di Roma. A piazza della Chiesa Nuova i taxisti continuano a fare pericolose inversioni a U, anche davanti a me che protesto.”

“Nel marzo del 2017 rassicurarono il mio ex marito che si sarebbero occupati del semaforo: sono passati due anni, ma non demordo. Mi ha colpito la grande solidarietà e l’attenzione di chi mi è accanto. Ho stretto un’amicizia speciale con Graziella Viviano che ha perso la sua Elena sempre per colpa della strada, sulla Pontina. Insieme vogliamo portare avanti delle battaglie di civiltà che impediscano ad altri ragazzi, una morte tanto assurda. Io vivevo in motorino quando ero giovane: ci andavo a scuola, ricordo che percorrevo la Colombo senza timore. Ora si muore nel centro della città.”

“Non è accettabile, non si può rimanere indifferenti davanti allo spettacolo dell’incuria e dell’inciviltà. Io sento l’esigenza di impegnarmi nel mio piccolo, con il mio lavoro di architetto, per fare del bene per la nostra Roma: da corso Vittorio alle periferie. Stiamo portando avanti un progetto di riqualificazione al Quartiere Alessandrino: mi commuovono le reazioni del comitato di quartiere per la passione che ci stiamo mettendo. E’ come se sopravvivessi alla tragedia di Gabriele, sforzandomi di rendere le persone felici di vivere.”

“Vorrei che mia nipote Sofia trovasse un mondo più civile ed educato nel quale crescere.

Gabriele rispettava l’ambiente e aiutava tutti.

parco monte ciocci

Nel giardino di Monte Ciocci, dove portava il suo cucciolo Blu, scelto per crescere insieme a sua figlia, hanno piantato una magnolia con una targa per lui e sono riusciti a dedicargli tutta l’area cani. Le signore, che lo amavano tanto, annaffiano tutti i giorni, si prendono cura dello spazio che è più rigoglioso dell’aiuola di Corso Vittorio.”

“Qui, però, resiste il suo albero, detto della Regina. Questo è il nome della pianta: non è un caso, come ha detto la compagna di Gabriele, che sia dedicato ad un principe. Ci ha lasciato troppo presto, io non pensavo di rimanere su questa terra senza di lui. La sua perdita è un dolore indescrivibile che però mi spinge a fare qualcosa, perchè ci sono altri figli a rischio.”

olimpia e sofia“Nel bauletto del motorino di Gabriele c’era un accappatoio per Sofia ed una bottiglia di champagne per festeggiare il suo arrivo. Quando l’ho visto all’obitorio, era sorridente. Dopo due anni non ho più quella sua immagine fissa, ma lo ricordo sorridente. In nome di quella sua voglia e gioia di vivere, così contagiosa fino all’ultimo, mi impegno a sistemare le due aiuole sulla piazza, a raccogliere le firme per far installare un semaforo, ad andare avanti, non arrabbiata, ma risoluta a fare il mio compito.”

La traccia volante: “La vita deve essere sempre piena, di sì, di positività, di felicità, perchè è questo quello che ci meritiamo.” Gabriele Simonacci

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