Davide nel segno di Lucio

Ha più di un significato che la strada per lanciare i miei pezzi, passi dal Navile. E’ il senso della mia vita: raccogliere da chi mi ha preceduto, nutrirmi delle loro opere e poi metterci tutta la creatività per rendere mio quel patrimonio.”

Non tutti i posti dove un artista è chiamato ad esibirsi hanno lo stesso valore. Non è una questione di fama, numero di spettatori o eventi di richiamo, ma di energie, emozioni, memorie, significati che un palco, anche minuscolo, può attivare. Il Teatro Navile di Bologna è sicuramente uno di questi. Fortemente voluto da Lucio Dalla insieme a Nino Campisi e Marcello Balestra come spazio a disposizione degli artisti emergenti: dal 1998 è una vera e propria fucina per la musica, il teatro e l’arte visiva. Sabato ci risuoneranno le note e la voce di Davide Pagnini, cantautore pesarese. Un concerto per lanciare il terzo album e segnare una tappa importante di un percorso che parte da una famiglia di artisti della parola e approda ad un talento particolare nel cesellarla e restituirla all’ascolto. “E’ già straordinario che qui le scale si scendano anziché salirle. Poi lo spazio ridotto e quasi nascosto favorisce l’esplosione da basso dei talenti. In più qui si genera quella fusione tra musica e parole che è essenziale per la teatralizzazione. Insomma può proprio diventare il centro di quella rinascita che istituzioni non distratte, ma curiose dovrebbero favorire anche per formare il nuovo pubblico, quello dei giovani, che oggi manca.(…). Chi scrive poesie deve poter venire qua a leggerle, qui deve esserci il punto di partenza per tutte le grandi storie.” Lucio Dalla descriveva con queste parole il teatro nel 2011, in una intervista al Resto del Carlino, cosa si prova a ritrovarsi qui un sabato di ottobre del 2019, lo racconta Davide Pagnini nella sua traccia che invita a perdersi in quelle delle sue sonorità.

La traccia: parole e musica pensando a Lucio

Il teatro del Navile è sotto casa di Lucio Dalla, si scendono le scale e si arriva nel luogo nel quale, insieme ad alcuni amici cantautori, condividevano e provavano le nuove canzoni. E sappiamo chi fossero i nomi di quel periodo! C’è un salottino dove si può immaginarli fumare un sigaro o chiacchierare. Poi c’è il teatrino in cui si esibivano. Dal 98 lo stesso Dalla insieme a Nino Campisi e Marcello Balestra hanno voluto trasformare questo scantinato in uno spazio per la città, da offrire soprattutto ai talenti emergenti. E sabato succede che mi ci esibisco io.”

Lo avevo già fatto come ospite in concerti di altri artisti, per due, tre pezzi, ma ora avrò due ore per far ascoltare le mie canzoni. Devo ringraziare la mia casa discografica PMS di Alfonsine, Ravenna, che mi ha coinvolto sin dalle prime esibizioni in questo luogo speciale: evidentemente sono state apprezzate dai gestori del teatro e dal pubblico, tanto da regalarmi questa emozione particolare. L’inverno scorso ne avevo provata una simile quando ho ritirato, sempre al Navile, il riconoscimento per miglior testo e presenza scenica al premio “Bologna una città per cantare.”

Porterò brani tratti dai due album che finora ho inciso: Schizzi e Maschere, ma anche alcuni inediti del terzo Rivoluzione artistica, che uscirà a fine anno. Si possono ascoltare due singoli di cui sono online i video, ma per sabato ho tenuto alcune anticipazioni. Andrò solo, in realtà accompagnato dalla mia fedele chitarra, ma anche da una pedaliera e una tastiera. Ricreerò grazie ad esse degli effetti sulla voce e sulle note, che possano immergere, chi verrà, in un ambient originale: è un tipo di musica in voga in Inghilterra e Nord Europa. E’ il mio genere, pop ma non commerciale: canzoni popolari con suoni larghi e distensivi.”

Studio e libertà

Scrivo sia i testi, sia la musica, da sempre. A dieci anni sono entrato in Conservatorio, iscritto ai corsi di chitarra, già dagli otto suonavo il pianoforte. A 16 ho dovuto scegliere: preso il primo diploma, proseguire per quello da conseguire al decimo anno o fermarmi. Ho capito che non volevo essere solo un esecutore ed imparare la tecnica suprema per confermarmi tale: volevo scrivere e suonare i mie pezzi. In questo percorso di libera creatività ho avuto la fortuna di incontrare Francesco Gazzè che scrive molti dei testi del fratello Max. E’ di Roma, ma ha scelto di abitare, da tempo, nella mia città, Pesaro. Ha visto in me un talento di scrittura da coltivare e mi ha insegnato, aiutandomi ad allevare con devozione questo mio dono.”

davide chitarra 2Ho firmato il mio primo contratto con la casa discografica, la PMS, a 22 anni, grazie al mio produttore, grande musicista e amico, Raffaele Montanari. Eravamo un duo. L’album, Schizzi, è andato bene, spingendo a realizzare il secondo, Maschere, ma da solista. E’ andato ancora meglio. Siamo arrivati alle major e con il prossimo disco si punta in alto.

Ha più di un significato che questa strada per lanciare i miei pezzi, passi dal Navile. E’ il senso della mia vita: raccogliere da chi mi ha preceduto, nutrirmi delle loro opere e poi metterci tutta la creatività per rendere mio quel patrimonio. Sono cresciuto in una famiglia che mi ha fatto conoscere l’arte, la scrittura e la lettura soprattutto, che è un’arte anch’essa. Da piccolo leggevo cento libri l’anno: vincevo i concorsi a scuola per questo.”

Chitarra e libri

Più leggevo, più veniva naturale e facile scrivere. Leggendo, la mente si sblocca: si allena l’immaginazione e si crea. Devo ringraziare mia mamma in particolare, che mi ha trasferito questa passione per le parole lette e scritte. La musica ce l’ha messa mio padre: sono stato abituato a vederlo con chitarra e armonica. E’ il mio country man. Quando sono entrato in conservatorio mi si è aperto il mondo musicale che poi è sfociato nuovamente nell’immaginazione, riportandomi, in maniera raddoppiata, agli effetti provocati della lettura. Non solo scrivere parole, ma anche musica. Ho aggiunto lo studio del canto e allora: immaginare, scrivere, suonare, cantare si susseguono in un percorso di creatività per cui ringrazio coloro da cui è partito. La mia famiglia mi ha sostenuto e soprattutto ispirato, senza dimenticare l’esempio prezioso di mio nonno Carlo, poeta e attore. Porterò tutto questo sul palco del Navile: non sono solo emozionato, sono felice.”

davide locandina

La traccia volante: Vivere per sopravvivere. E’ il titolo di una canzone che ho scritto da tempo, ma è ancora nel cassetto, non sarà nemmeno nel prossimo disco. E’ ciò in cui ho imparato a credere in questi anni: per sopravvivere bisogna vivere con intensità e non il contrario.

 

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