L’altalena di Arianna

Tutti i bambini hanno diritto di giocare nel modo che li rende più sereni. Gli adulti hanno il dovere di rendere effettivo questo diritto, ascoltando realmente le loro esigenze. Arianna è una bambina autistica di 7 anni: ha la sua altalena davanti casa, costruita da mamma e papà, in uno spazio pubblico nel comune di Palazzo San Gervasio. Vogliono farla spostare.  Firmiamo la petizione e impegniamoci perché ciò non avvenga.

ariannaNon si tratta di problemi di ordine pubblico, nemmeno della concessione ad una richiesta privata: impedire uno svago libero e sicuro ad una bambina autistica è una cattiveria senza giustificazioni. Consentire ad Arianna di prendere il vento sul viso, dondolandosi serena davanti le finestre della sua casa, in luoghi per lei protetti, significa garantirle momenti di possibile, reale felicità.

Per questo, la mamma e il papà di questa bellissima bimba di Palazzo San Gervasio in provincia di Potenza, hanno deciso di montare l’altalena sull’albero che si trova nel marciapiede adiacente la porta del loro palazzo.

Due corde ben tese e un asse di legno, certo non un luna park. In cambio la luce di un sorriso che riempie le foglie e lo sguardo di coloro che frequentano il giardino. Ci sono, però passanti con lo sguardo obliquo, rivolto all’ottusità di regole insensate, a cui quella gioia non va bene: l’altalena è nel suolo pubblico, va rimossa.

E’ vero: il gioco che rende felice Arianna non si trova in un ambito privato, ma per lei è fondamentale averlo lì. E’ nello spazio in cui può avere risposte immediate ad ogni esigenza (bagno, eventuali crisi, attacchi di panico), un luogo deve poter rientrare nella “protezione del suo nido” non appena serve.

E poi: è la sua altalena. Basterebbe per una volta provare a sentire con un briciolo della stessa sensibilità ciò che prova Arianna, per comprendere che anche il dondolo più fantasmagorico e avveniristico non le accenderebbe il sorriso certo che la illumina ogni volta che sale e si libra su quel seggiolino costruito dal suo papà.

La chiarezza me la dona il pensiero di Irene Gironi Carnevale, giornalista e mamma di Tommy: “un autistico ha le sue manie e potrebbe benissimo non salire mai su quella nuova altalena, questo bisogna far capire a chi, troppi, non lo capiscono. Non si può pensare di risolvere problemi di persone neurodiverse seguendo percorsi “normali”, per loro uno non vale l’altro, anche se l’altro è quasi uguale. E’ il “quasi” che fa la differenza.”

altalena 3C’è una petizione che ha messo online Federica De Serio proprio per anticipare quella che potrebbe essere la risposta dell’amministrazione, volta a trovare altre collocazioni per l’altalena.

“Si chiede si sensibilizzare la cittadinanza, il sindaco, gli assessori comunali verso questa disabilità, l’autismo (che a quanto pare risulta non essere ancora conosciuta fino in fondo dalle persone), ma prima di tutto verso i bambini. Sì verso i bambini, perché Arianna prima di essere autistica, è una bambina, una bambina di 7 anni, che come tutti i bambini ha diritto ad un’infanzia felice e serena. Non spezziamo la sua felicità! Non tocchiamo la sua altalena.”

ariannaFirmiamo, perché piccoli gesti lasciamo grandi tracce. Il sorriso di ogni bambino è la gioia del mondo.

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