Mi costituisco: leggo quindi inquino

A questo punto, diamo una ulteriore spinta di coraggio ad una campagna che finalmente ha la forza di ammettere l’unico destino possibile per il nostro paese, nel prossimo cartello, scriviamolo a lettere 3 D: “Non leggete più che non serve a niente anzi fa male a sé e al prossimo!” Io però mi consegno alla polizia provinciale di Corato.

corato

Gli amministratori di Corato, comune del nord barese, hanno capito come sconfiggere l’inquinamento: basta libri! Inutile stare dietro alla sfida della raccolta differenziata; bandire le stoviglie di plastica dalle mense; potenziare messaggi e campagne per la responsabilizzazione al rispetto dell’ambiente. La soluzione è stampata su enormi cartelloni pubblicitari affissi dalla Azienda Servizi Igienici e Pulizia: eliminare quei pericolosi oggetti inquinanti composti di pagine, a volte, con pervicace odio della resistenza degli habitat marini, da molte pagine, e copertine, persino di cartone più pesante. Basta: durano poco, il tempo di avvelenare l’aria, disboscare foreste, uccidere irrimediabilmente specie animali e spingono anche ad un’attività ormai inutile, pensare, richiedente ossigeno da impegnare più proficuamente in una bella corsa.  

Come si è fatto a non pensarci prima? E’ stato svelato Il complotto di ricercatori, professori, biologi, chimici, rei di essersi formati e di continuare ad utilizzare proprio quelle armi inquinanti senza arrivare mai all’unico  strumento vincente per sconfiggere l’inquinamento: l’e book, il kindle.

Da Corato l’appello è chiaro: vogliamo garantire un futuro ai nostri figli, chiudiamo quei luoghi sterminanti che sono le librerie e interveniamo all’origine sui produttori di morte, gli editori.  Al loro posto, nelle città, decretiamo che si aprano sale giochi o ancora meglio sigliamo accordi istituzionali con catene di elettrodomestici dove, se proprio non si riesce a smettere con questa malata fissazione per la lettura si possono acquistare supporti video e dove si regalino ai nostri figli le possibilità di emozionanti avventure nelle quali, altro che capitoli e capitoli per sapere cosa ne sarà del protagonista, altra perdita di tempo inutile, vince chi arriva prima ad ucciderlo o a salvarlo. La fantasia non serve a nulla, siamo pratici.

Lentamente fermiamo quella storica barbarie di sale piene di ciò che negli anni ci ha portato ai cambiamenti climatici, agglomerato di ego di colpevoli indenni che hanno conquistato la loro fama vergando storie, poesie, emozioni su pagine di distruzione. Aboliamo proprio l’istituzione delle biblioteche che vorrebbero sfatare il mito della resistenza, mentre basterebbe un incendio per spazzarle via.  

A questo punto, diamo una ulteriore spinta di coraggio ad una campagna che finalmente ha la forza di ammettere l’unico destino possibile per il nostro paese, nel prossimo cartello, scriviamolo a lettere 3 D: Non leggete più che non serve a niente anzi fa male a sé e al prossimo! Così si risparmia anche sul coltan che serve per realizzare computer, i phone, presidi elettronici che non si sprecherebbero per essere oggetti di diffusione di storie, leggi, insegnamenti, teorie, versi, ma trionferebbero nell’unico utilizzo che può salvarci dallo scioglimento della calotta artica: chattare.

comodinoIo però mi consegno alla polizia provinciale di Corato, ci ho provato, non ce la faccio: chiedetemi di rinunciare ai bicchieri di plastica; costringetemi a separare nei rifiuti l’etichetta di carta dalla bottiglia di vetro della salsa e dal tappo metallico; obbligatemi a spiegare ai miei figli che nel mare non si butta nulla e ad incaponirmi per insegnare loro che si comincia dal rispetto e dalla cura del proprio spazio, tenendomi in tasca fazzoletti impiastricciati di gelato e pacchetti di figurine vuoti; toglietemi il sogno di capelli vaporosi con lacche spacca ozono; impeditemi di circolare con l’auto 4 giorni a settimana ( tanto non ho la patente); imponetemi di aggiornarmi sulle reali condizioni delle foreste e dei ghiacchiai e di dare il mio contributo a ricerche serie per comprenderne i motivi; sfinitemi con la verdura da mettere nei sacchetti di carta invece di trovarla già bella imbustata; ma no, non chiedetemi di rinunciare ai libri!

 Io posso giurarvi che ne ho alcuni dei miei nonni, mentre negli ultimi due anni ho rotto diversi computer e i phone. Posso smentirvi prima di costituirmi. Io difendo i libri, sì, pagine, carta, inchiostro, anima, fatica, generosità, emozione di chi vuole dare un contributo di pensiero al futuro migliore.

Se volete, sono con voi per combattere la battaglia contro la proliferazione di testi per dimagrire in cinque giorni, bevendo centrifugati di mango; l’avanzata dei patinati volumi di consigli per vivere bene, dettati dalla saggezza di soubrette televisive; la divulgazione dei trattati di volgari strategie amorose impartiti da uomini squallidi; il diffondersi incontrollato dei vademecum per invecchiare bene, mangiando solo sedano e curandosi con la curcuma.

E’ carta sprecata, quasi come quella utilizzata per i vostri cartelloni pubblicitari, che si potrebbe risparmiare per infiniti quaderni dove far scrivere i nostri bambini.

Consiglierei una frase: leggere salva il futuro del mondo.

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