Gabriella e le infinite risorse di una biblioteca

“Tutto quello che posso utilizzare per dare la possibilità di un’altra vita, diversa da quella di remissione che spesso gli altri decidono per loro, lo metto in campo. Spesso manca il coraggio per adattare al proprio scopo le caratteristiche naturali di un posto. Io ho preso come esempio le biblioteche inglesi.”

gabriella la bellaCi sono persone che incarnano la forza della natura, un’energia che vuole contagiare e irradiarsi su chi ha la fortuna di trovarsi sul loro cammino. Spesso prendono questo slancio dalle difficoltà che hanno dovuto e devono superare: una resilienza mutata in entusiasmo. Gabriella La Rovere rappresenta il prototipo già nella difficoltà di definirla: medico, autrice, attrice, scrittrice, coordinatrice, ideatrice. Ha portato in ogni sua attività la voglia di non permettere a nessuno di controllare il sorriso, la serenità, le possibilità e il futuro di sua figlia Benedetta e di tutti i ragazzi con disabilità mentali come lei. La sua quotidianità è condivisa, senza retorica, negli articoli che scrive per il sito http://www.pernoiautistici.com, ora diventati un libro “Mi dispiace suo figlio è autistico” Gruppo Abele con prefazione di Gianluca Nicoletti (segue al primo testo autobiografico sul tema “L’Orologio di Benedetta” e ad una raccolta di racconti “Alice e le altre storie” Augh edizione), ma l’ha anche interpretata a teatro in Storia di una attinia e del paguro Bernardo, riuscendo nell’impresa di commuovere e di far ridere sulla convivenza con l’autismo. E’ un impegno che sembra infinito, pronto ad essere investito sempre in nuove iniziative. Lo sanno bene a Marsciano, il comune in provincia di Perugia nel quale vive e dove ha sperimentato diverse idee per dimostrare quanto sia facile superare i limiti del pregiudizio. Centro di vari progetti è la biblioteca del centro storico, la Luigi Salvatorelli che, da cinque anni, ospita attività rivolte a malati psichiatrici e disabili mentali. Da domani, sarà inaugurata come la prima biblioteca autism friendly d’Italia. Alle 10 con Gabriella e Benedetta ci saranno anche Alfio Todini, sindaco del Comune di Marsciano, Valentina Bonomi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Marsciano, Donatella Porzi presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Giusto il tempo del taglio del nastro e si riparte per altre strade perché “basta volerlo e si può fare”.

La traccia: la prima biblioteca autism friendly d’Italia

“Bisogna sperimentare perché poi la cosa si possa replicare. Questo è sempre il punto di partenza. La biblioteca è un luogo che offre vari spunti e soprattutto molte chances a chi la frequenta. Ci sono i libri, strumenti fondamentali di conoscenza del mondo, che spesso, nel caso di chi deve affrontare già diverse spese legate alle problematiche della disabilità, possono diventare un lusso. E’ uno spazio di sperimentazione delle abilità. Ed è poi il luogo della socializzazione per eccellenza: la gente c’è già nelle sale ed è più facile entrarci in contatto. Spesso manca il coraggio per adattare al proprio scopo le caratteristiche naturali di un posto. Io ho preso come esempio le biblioteche inglesi.”

gabriella la inglesi

“Il mio comune è abituato e forse teme anche un po’ le mie idee. Sono 5 anni che sperimento diverse attività nella Luigi Salvatorelli. Ho cominciato con le letture ad alta voce per i malati psichiatrici che hanno trovato il coraggio, grazie a questa iniziativa, di uscire. Da leggere siamo passati a fare filosofia: io ormai mi sento Socrate tra di loro. Mi devo mettere a studiare per stare dietro alle loro riflessioni.”

gabriella la letture ad alta voce

“E’ un luogo di trasformazione se non si ha paura di cambiare. Io cambio insieme a coloro per cui conduco i laboratori. Per diventare una biblioteca accessibile agli autistici, si è dovuto procedere a piccoli accorgimenti. Abbiamo chiesto al personale di seguire una formazione per capire principalmente cosa non fare. E’ stato adattato il linguaggio per quello che riguarda le regole da rispettare: scritte e immagini per chi sa leggere, per chi non è in grado di farlo, sono state invece tradotte con la comunicazione aumentativa. Abbiamo modificato le piantine per orizzontarsi: dove c’è la bibliotecaria, è affissa la foto della persona a cui rivolgersi. C’è poi una sala per il relax con luci, pouf e tablet per i momenti nei quali c’è bisogno di maggiore tranquillità.”

opuscolo biblioteca autism friendly

“E’ bastata la volontà e la mancanza di paura. Marsciano ha 20 mila abitanti, nel centro ci conosciamo un po’ tutti e l’Umbria è sicuramente una regione particolarmente sensibile e attenta alle esigenze delle persone fragili, ma non mi sarei fermata nemmeno in una grande città. E’ fondamentale la mia determinazione ad andare avanti anche da sola. Se avessi chiesto di cercare i finanziamenti per ogni progetto, mi avrebbero già fermato, io me li cerco, li trovo e chiedo solo gli spazi per mettere in pratica le mie idee.”

 

Dai corsi di disegno all’informatica

“Da due anni tengo il corso di disegno rivolto sempre ad adulti con disabilità mentali: ci ho creduto e l’ho realizzato perché sapevo che avrebbe fatto emergere le competenze nascoste. Infatti dal gruppo è venuto fuori un artista: ora sta seguendo un percorso in tal senso che gli permette di controllare meglio le sue psicosi. Non si sente più un malato, non si vergogna, perché è un artista.”

“Spesso è accaduto che mi aiutasse il destino, unito alla mia caparbietà. La biblioteca aveva aderito al progetto regionale Digipass. Finanziato con fondi europei, dotava di postazioni e personale per aiutare i cittadini nell’utilizzo di servizi digitali. E’ attivo da giugno scorso. Non potevo perdere l’occasione: ho organizzato dei corsi di alfabetizzazione informatica sviluppati su tre comuni della zona. Un ragazzo autistico da utente si è trasformato già in tutor con tutti i benefici di autostima che questo ha portato: insegnerà ad altri come lui, utilizzando un linguaggio comune. E poi ci sono coloro che ho definito, con affetto: “il trio Lescano di Todi”. Tre donne che non sapevano neanche cosa fosse il computer, ora arrivano sicure alla postazione: accendono e navigano con un grande sorriso di soddisfazione.”

“Tutto quello che posso utilizzare per dare la possibilità di un’altra vita, diversa da quella di remissione che spesso gli altri decidono per loro, lo metto in campo. Con le letture ad alta voce insieme al comune abbiamo vinto anche una menzione speciale come buona prassi al Premio Persona e Comunità. E’ stato riconosciuto ufficialmente che si tratta di pratiche necessarie e che non è più accettabile credere che un disabile mentale non capisca nulla.”

 Competenze e abilità per il futuro

“Lavoro con adulti, dai 20 anni in su, coloro per cui ci sono sempre meno attività e progetti. Alcuni hanno ancora i genitori che sono contenti di queste opportunità. Non mancano le perplessità di alcuni miei colleghi, abituati a considerare i disabili mentali non degni di lavorare ed essere impiegati. Ci sono centri diurni nei quali pensano che far acquisire loro la competenza di fare il caffè, significhi insegnare a prenderlo alla macchinetta. Bisogna far cambiare questo atteggiamento e muoversi verso l’esempio del progetto Tortellante di Modena, dove le nonne hanno trasmesso il loro sapere a ragazzi, uomini e donne fragili, rendendoli più capaci di loro nel fare i tortellini.

gabriella la tortellante

“La mia idea futura va proprio in questo solco. Vorrei far trasferire il sapere dell’artigianato, di mestieri che stanno per sparire alle persone con disabilità. Tramandare queste competenze che soprattutto in Umbria vedo ancora presenti.
E’ il mio prossimo impegno, dopo l’inaugurazione di domani a cui parteciperà ovviamente Benedetta, anche se ormai mi dice sempre che io sono famosa grazie a lei. Tutta colpa del film “Tommy e gli altri” di Gianluca Nicoletti di cui è stata protagonista. Un giorno mentre giravamo in alcune ville durante la giornata del FAI, una ragazza l’ha fermata “Sei proprio tu, Benedetta, ti ho visto nel film!“ Da allora ogni volta che litighiamo, ha 26 anni quindi succede spesso, ha la risposta pronta: “te vorrei dì che a me, me fermano per strada, a te no.”

gabriella la e benedetta

“La biblioteca è un luogo caro e accogliente per lei. Ha partecipato ai corsi di disegno e alle letture ad alta voce, diventando pure tutor. Domani saremo insieme con il sindaco e le autorità che ringrazio. Sanno bene che non mollo e sarei andata avanti anche da sola, preferisco sempre mantenere il mio controllo diretto, ma loro sono pronti ad ascoltare ogni mia idea. La prossima, per quanto riguarda la biblioteca, sono dei corsi di scrittura creativa perché sono sicura che nel gruppo ci siano soggetti pronti ed anche qualche futuro scrittore.”

gabriella la libro

La traccia volante: Niente è impossibile, basta volerlo. Mi sono messa in gioco tante volte e non ho mai mollato.

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