Enrico e Claudio: non una famiglia qualunque

“Il Mondo che li circonda, fatto di persone vere e non di assunti ideologici, ma di donne, uomini, vecchi, bambini li considera una cosa sola.”

verona lilli 5

Ci sono amici che la vita ti regala, perché riescano a leggerti e ad aiutarti a capire cosa si senta. Enrico per me è stato questo dono. Incontrato all’inizio del mio primo e unico lavoro serio, mi ha guidato con la sua ironia e non si è limitato a consigli professionali: grazie a lui, ho deciso di andare a vivere da sola e di dare un senso più importante alla mia storia d’amore, oltre le mille fantasie romantiche che l’ho costretto ad ascoltare. In cambio, a volte, Enrico, ha chiesto qualche sguardo di intesa, un abbraccio senza voler spiegare il motivo, e genuine risate, anche con quel pizzico di sana crudeltà. Per lui sono stata Iskra che poi è il soprannome che ha passato a Viola e soprattutto è stato il primo a intuire l’Adelaide che è in me, chiamandomi “cocca” come la splendida Monica Vitti in Dramma della gelosia. Enrico è un fratello premuroso di sorelle affezionate; un nipote prezioso di una nonna geniale che ci ha lasciato, non senza regalarci pillole di saggezza; un figlio sempre presente con due genitori forti e calorosi; l’amico essenziale di chi ha avuto la mia stessa fortuna e il compagno, custode di una stessa anima, di Claudio, il suo alter ego alto. Quando penso ad una coppia che si ama, ho in mente i miei nonni e poi loro (in due ere diverse) per quella complicità inesauribile e la voglia di stare insieme, anche quando sono distanti. Ad Enrico, che pure se non lo sento da mesi è come se ci fossimo appena salutati, ho chiesto di spiegarmi il loro segreto: “scrivimi perché siete una famiglia tu e Claudio.” Quanto segue, è un suo ennesimo regalo. Mi sono commossa, ho sorriso e alla fine avuto la conferma: Enrico e Claudio sono una famiglia, ma non una come le altre, sono tantissimi e loro due, l’esempio di un amore che farebbe tanto sognare Adelaide…

La traccia: 23 anni di amore

enrico e claudio 2“Enrico e Claudio eccoli. Presenti. Coppia di ferro, in giacca di velluto e cravatta di seta e lana, da ventitré anni.

Da allora attaccati, incollati, incastrati l’uno a l’altro. Claudio guida l’Opel, Enrico chiacchiera o, viceversa, Enrico corre con l’auto d’epoca e Claudio freme per i cigolii.

Uno cucina, l’altro mangia. Uno stira le camicie ministeriali e l’altro ferma i bottoni dei paltò.

Insieme in India, in Patagonia, in Islanda o non so dove. Insieme si son perduti di notte sul Monte Pellecchia e, accoccolati su un pietrone, hanno atteso, sempre insieme l’alba.

Il Mondo che li circonda fatto di persone vere e non di assunti ideologici, fatto di donne, uomini, vecchi, bambini li considerano una cosa sola.

E dopo molti anni – pur non soffrendo alcuna carenza di riconoscimento sociale – hanno pigliato cappello e si sono sposati ad Oporto, in Portogallo, in barba al legislatore italiano.

Di lì a poco, grazie alla sensibilità politica di una parte del Parlamento, approvata la legge sulle unioni civili, son passati alla registrazione dell’ atto.

La Repubblica democratica li ha riconosciuti. Questa loro storia, comune a quella di molte altre coppie, non assume solo un significato privato ed intimo ma ne evoca uno politico, importantissimo.

E’ la declinazione dell’ idea di comunità che i Padri della Repubblica di cui sopra si immaginavano: intessuta con i fili dei recenti dolori, ma anche con le fibre giovani della libertà, dell’ uguaglianza, dei diritti.

Gli strappi, gli sfregi a quel delicatissimo e prezioso ordito da parte di coloro che asseriscono delle verità assolute – chi è buono chi non lo è, chi vive nel giusto e chi nell’ errore, chi, come e quando può far l’amore – li inquietano.

L’inquietudine impone almeno per loro la critica, la difesa, il confronto, l’impegno civile.

Ed alla tenzone ancora in due, insieme. Come una famiglia qualunque.”

La traccia volante: “Quante lacrime! Quanta felicità! Avete mai amato? Avete mai sofferto per amore? No? E allora che state a guarda’?” Adelaide Ciafrocchi ( Dramma della Gelosia, tutti i particolari in cronaca. Ettore Scola)

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