Paola libera tra i libri

Nella libreria Garbolino si chiacchiera liberamente, come se si venisse a trovarmi a casa, uniti da una comune e sincera passione. Non mi è sembrato di aver commesso nulla di straordinario nel dichiarare pubblicamente che non avrei venduto la biografia del ministro Salvini. Ho la mia vetrina reale e quella virtuale su Facebook, in entrambi ribadisco il mio diritto di esprimermi, sempre rimanendo nei confini del rispetto verso gli altri.”

paola chivasso scrittaC’è una forma di resistenza civile che avanza nel paese. I protagonisti, armati di cultura e sensibilità, conducono una battaglia pacifica per ribadire idee semplici e necessarie. Accoglienza, libertà di espressione, condivisione nella conoscenza, dialogo sono gli obiettivi di insegnanti, artisti e librai. Nell’era della quasi apparente sconfitta della carta, c’è chi difende le coscienze con i libri. Pare l’impresa meno conveniente del secolo, ma bisogna esser grati a chi rischia e investe nelle parole, nei disegni, nei versi e nei saggi. Tra gli scaffali delle librerie indipendenti si respira la voglia di non arrendersi alla massificazione di chi vuole acquistare un romanzo e un paio di ciabatte nello stesso momento, con pari intensità. Le storie degli eroi contemporanei che animano questi luoghi, infondono speranza, mescolata all’incoscienza. Paola Piolatto a Chivasso è una di loro. Gestisce da quattro anni la Garbolino in via Roma, libreria storica dove ha lavorato ventenne e ha deciso di tornare per ridare un senso alla sua vita. La sua professione la intende come uno scambio sincero con chi sceglie di entrare e confrontarsi, tanto da sperimentare una forma di reso per i libri consigliati e non apprezzati. Il suo impegno quotidiano a diffondere storie e riflessioni che diano senso al valore libero della lettura, non avrebbe fatto notizia, se non avesse deciso di ribadirlo con un foglio appeso sulla vetrina: “ho scelto di essere una libraia indipendente e con orgogliosa indipendenza decido di non dare spazio nella mia libreria ad una casa editrice di dichiarata ideologia fascista”. La biografia del ministro dell’Interno alla Garbolino non è in vendita. Se questo è stato un pretesto per alcuni ignoranti per attaccarla, e mi ha spinto a conoscerla, la sua traccia racconta molto di più, con una sorpresa finale che regala veramente un respiro largo di speranza a chi vuole portare i propri sogni fino in fondo.

La traccia: diffondere cultura e libertà attraverso i libri

paola chivasso giovaneDa piccola sognavo di fare la libraia. Mentre le amichette giocavano ad insegnare; io a consigliare e vendere libri. La Garbolino esiste da 26 anni, ci venivo a comprare i testi scolastici. Un giorno, mentre ero all’Università, ho visto il cartello: cercavano una commessa, Non ho dormito la notte prima di candidarmi e iniziare a lavorare. Dal 2001 al 2006 ho passato le miei giornate tra gli scaffali, a sistemare classici e nuove uscite. Ho smesso perchè volevo avere più tempo per studiare e laurearmi.”

Nel curriculum si sono aggiunte diverse esperienze come commessa: dai negozi di abbigliamento a quelli del caffè. Ero proprio impiegata in questo settore, quattro anni fa. Mi sentivo abbastanza demoralizzata, ma per una piacevole coincidenza ricominciai a scambiarmi messaggi con la titolare della Garbolino. Avevano deciso di cambiare vita e trasferirsi in Portogallo. “E la libreria?” Mentre ponevo la domanda, formulavo la mia risposta: sarebbe diventata mia.”

L’incoscienza di un grande sogno

paola chivasso copertina possibileOvviamente, in 10 anni di lavori da commessa, non avevo messo da parte quanto potesse servirmi per comprarla. Abbiamo fatto un accordo: avrei corrisposto un mensile fino al pagamento finale. Mi sono lanciata: nella totale inconsapevolezza mi sono fatta il regalo più grande della mia vita. Ogni giorno impiego 45 minuti di macchina per arrivare da Torino dove abito, ma sono felice.

Non è stato tutto semplice. La libreria in 15 anni era cambiata, come il mercato e la clientela. Dovevo imparare la gestione pratica a partire dal rapporto con i fornitori e soprattutto connotare l’offerta con uno stile che mi corrispondesse. Ho tolto le cartine stradali e anche i libri scolastici per modificare l’immagine di una libreria principalmente di servizio. Dovevo comunque pensare alle entrate con cui poter coprire le spese: i guadagni non sono alti, data la concorrenza.”

paola chivasso scelta libriHo deciso di puntare sul mio modo di rapportarmi con gli altri che è dettato dalla mia spontaneità e sincerità. Se mi chiedono l’opinione su un libro che non mi piace, dico la verità. Allo stesso modo, quando consiglio un titolo, do la possibilità di restituirlo se non è stato apprezzato. Capita raramente, ma se succede sta nel patto che mi lega a chi entra in libreria. Qui si chiacchiera liberamente, come se si venisse a trovarmi a casa. Chi passa, non deve avvertire la sensazione di inferiorità come se si fosse piccoli nel tempio della cultura, bensì stare insieme, uniti da una comune passione.”

Libera di non vendere la biografia di Salvini

Per questo non mi è sembrato di aver commesso nulla di straordinario nel dichiarare pubblicamente che non avrei venduto la biografia del ministro Salvini. In molti hanno manifestato la mia stessa scelta. E’ stata una presa di posizione in questo periodo nel quale, ammetto, può essere impopolare. Lo avevo già fatto ogni 25 aprile o quando c’è stata la grande manifestazione di Verona per il rispetto dei diritti delle donne. Ho la mia vetrina reale e quella virtuale su Facebook, in entrambi ribadisco il mio diritto di esprimermi, sempre rimanendo nei confini del rispetto verso gli altri.”

Mi dispiace soprattutto che la mia volontà, scritta sul foglio davanti la libreria, sia stata interpretata come un tentativo di farmi pubblicità: non avevo proprio questa intenzione e non mi serve. Anzi mi ha creato più problemi: sinceramente non mi aspettavo nemmeno la violenza nei miei confronti che ne è seguita. C’è chi è entrato in negozio e ha sputato a terra, chi mi ha attaccato nei social al grido di “vergognati!”. Non mi pento, credo siano mossi principalmente da ignoranza. Non è mancata la solidarietà di chi aveva letto di me nelle cronache locali o i clienti che mi conoscono: sono passate molte persone a farmi i complimenti o ribadire che la pensavano nel mio stesso modo.”

Mi ha colpito che non ci siano stati giovani tra coloro che sono venuti a trovarmi, come ce ne sono pochi tra i clienti. La fascia di età di affezionati lettori alla Garbolino è tra i 30 e 50 anni. Non penso che i ragazzi non leggano, ma privilegiano altre forme di acquisto. In questi quattro anni, però, sono riuscita a far crescere l’attività nelle vendite e nell’offerta con presentazioni e altri eventi. Tanto che sono riuscita a ripagarla ai titolari e ora a venderla per comprarne una nuova mia a Torino.”

paola chivasso

Mi dispiace perchè si sono creati rapporti per me molto importanti, alcuni mi hanno promesso che verranno a trovarmi. Non potevo però non rispondere ad altri segnali che mi sono sembrati determinanti. La libreria sotto casa l’avevo puntata da tempo, quando è stata messa in vendita non pensavo che avrei potuto permettermela, invece in tre giorni ho trovato gli acquirenti per la Garbolino. Non l’avrei data via se non mi avessero garantito che rimarranno libri sugli scaffali e non altri prodotti. Ai nuovi proprietari ho consigliato di dare la loro impronta come farò io nel mio nuovo spazio. Fino ad agosto sarò a Chivasso: da ottobre inizia questa mia altra emozionante avventura.”

paola copertina due

La traccia volante: Se si vuole una cosa e ci si impegna per averla, alla fine si ottiene. La mia vita con i libri è un esempio concreto.

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