Il filo di Dina da Ostia a Kilis

Il 25 settembre partirò, sapendo di non trovare mia mamma al ritorno: questa volta sarà con me tutto il tempo, ne lascerò una parte importante a Kilis, tra quei piccoli che ha sempre amato e che hanno bisogno del nostro amore.”

dina bambiniQuali possibilità ha un bambino che ha visto gli orrori e vissuto le privazioni della guerra, di continuare a sognare? Costretti a lasciare le loro case, le loro scuole, le strade, devastate, trascinano pensieri semplici, travolti da dolori complessi, alla ricerca di un rifugio sicuro. Il conflitto in Siria ha creato un popolo di piccole anime in cammino: sole o con ciò che rimane delle loro famiglie, a volte si fermano in posti nei quali sembra sfumare solo l’idea della speranza, altre, arrivano in luoghi dove possono provare a ricominciare. Un’aula con una lavagna e dei banchi, una stanza con un tappeto di gomma, dei giochi e delle persone che si impegnano a stare con loro, ad insegnare, dimostrano che c’è un futuro diverso da costruire. Uomini e donne, molto spesso ragazze e ragazzi, decidono di dedicarsi a questa piccola, necessaria missione di umanità. A Kilis, in Turchia, a cinque chilometri dal territorio siriano, da due anni opera, attraverso l’associazione Joy for Children di cui è socio fondatore, Marco Severa. 32 anni, impegnato in progetti di alternanza scuola lavoro ad Ostia, nella città lungo il confine turco siriano, si occupa di un asilo e sta per realizzare il sogno di sua madre. Il 25 settembre andrà per iniziare a strutturare la ludoteca, dedicata a Dina Ceccarelli, per la quale ha raccolto le offerte e la fiducia di chi crede che tutti i bambini abbiano diritto a sognare.

La traccia: una ludoteca al confine con la Siria

Joy for Children è nata l’11 settembre 2017, una data non casuale. E’ un giorno che tutti ricordiamo con terrore, per noi rappresenta la missione della nostra associazione: la rinascita di tutti quei bambini che non riescono ad immaginare un futuro, che hanno vissuto e vivono l’orrore della guerra o della violenza, anche solo nel ricordo. Io sono socio fondatore, insieme ad un gruppi di amici, conosciuti durante un’esperienza in Serbia con un’altra organizzazione. Mi occupo da diversi anni della difesa dei diritti umani. Ho una formazione storica: a Ostia, dove vivo, seguo principalmente progetti legati alla memoria nelle scuole, rivolti sia agli studenti, sia agli insegnanti. Ho in uscita un saggio storico sulla mia città. Nel tempo libero mi occupo delle attività dell’associazione e, quando posso, vado direttamente nei luoghi in cui operiamo. Il 25 settembre sarà la mia sesta missione.”

Un segno nel tempo

dina marco scuola.jpgSiamo a Kilis, città turca a 5 km dal confine siriano, dove risiedono 130mila rifugiati siriani,  di cui solo il 10% ha trovato accoglienza nei campi profughi: il 53% è costituito da bambini e ragazzi in età scolastica. A loro ci rivolgiamo principalmente, aiutando un asilo. Oltre a raccogliere e portare vestiti, giocattoli e scarpe, grazie a mercatini che organizziamo in diverse città d’Italia, ci occupiamo concretamente della struttura, fornendo tutto ciò che è necessario alla didattica e facendo formazione alle maestre. Sappiamo che la realtà nella quale ci troviamo risponde a logiche culturali lontane dalle nostre, cerchiamo di intervenire con consapevolezza.”

I bambini che frequentano l’asilo sono per la maggior parte siriani, anche se sono ben accolti i coetanei turchi, appartengono a famiglie che vivono fuori dai campi profughi. Abitano in case che, pur essendo un po’ fatiscenti, ambiscono a sistemare per starci per un lungo periodo. I genitori cercano un lavoro per potersi permettere un affitto ed una vita più decorosa. In molti ci dicono che vogliono tornare in Siria e contribuire alla ricostruzione del loro paese. Noi sentiamo la responsabilità di dare un contributo per far crescere i loro figli verso questo obiettivo.

dina marco e i bambiniVogliamo aiutarli ad essere bambini, ad avere il tempo, lo spazio e il modo per sviluppare le loro abilità anche attraverso il gioco. Da qui l’idea di affiancare all’asilo, una ludoteca. Abbiamo fatto delle missioni anche nei campi in Grecia, montando cucine e letti, ma in quel caso si tratta di strutture che andranno a perdersi nel tempo, si spera finisca l’emergenza: l’asilo e la ludoteca lasciano un segno più importante che dura nel futuro.”

Non solo una targa

Per me ha un valore ancora più profondo perchè ho chiesto che questo piccolo sogno porti il nome di mia madre Dina. Mamma se ne è andata il 20 maggio, dopo aver combattuto per molti anni contro un tumore, senza mai aver fatto mancare la sua attenzione e collaborazione alle nostre raccolte e al destino dei piccoli di Kilis. Al funerale ci è sembrato giusto che, al posto dei fiori, si raccogliessero offerte per l’associazione. Oltre all’acquisto di materiali e giochi, di legno non di plastica, i fondi serviranno a rendere una parte dell’asilo adeguata allo scopo e per formare personale. Deve diventare un progetto a lunga scadenza, non mi va di mettere una targa e basta.”

dina locandina

Partirò il 25 settembre, porterò le risorse raccolte e cominceremo a lavorare concretamente. I nostri referenti di Kilis e i bambini ci riservano sempre un’accoglienza commovente. Ci aspettano perchè sanno che non portiamo solo aiuti immediati, ma creiamo anche opportunità di lavoro per traduttori, autisti, insegnanti. Quella prossima sarà la prima missione da quando mia madre non c’è più. L’ultima volta che sono partito sapeva di stare male, ma ha insistito perchè io andassi. Sono tornato il 19 aprile, lei è morta il mese dopo. Mi sono sentito un egoista, ma so che lei ha preferito che io continuassi il lavoro a cui anche lei ha dedicato tante energie.”dina braccialetti

Sono cresciuto vedendo quanto per lei fossero importanti gli altri: andava spesso in ospedale a supportare i malati. Non mi stupisce che ora tutto questo suo amore stia tornando indietro in forma di fiducia nei miei confronti. Abbiamo raccolto una cifra importante: nonostante ad Ostia si sia vissuto un periodo molto difficile, di grossa diffidenza anche nei confronti di chi opera nel nostro settore, le persone credono nel nostro progetto. Abbiamo fatto realizzare dei braccialetti di silicone per lasciare un ricordo di questa condivisione. Stiamo organizzando dei gemellaggi tra le scuole del territorio e il nostro asilo, continueremo a farlo con la ludoteca. Portiamo nei nostri zaini i disegni dei bambini di Ostia e torniamo indietro con quelli dei coetanei di Kilis.”

Il 25 settembre partirò, sapendo di non trovare mia mamma al ritorno, questa volta sarà con me tutto il tempo e ne lascerò una parte importante tra quei piccoli che ha sempre amato e che hanno bisogno del nostro amore.”

dina e marco bella

La traccia volante: Ricordare sempre di mettere le emozioni contrastanti sul piatto della bilancia, determinerà le nostre scelte di vita.

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