Gianluca e le verità scolpite

“Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo. Fabrizio De Andrè, Pierpaolo Pasolini ed ora Anna Magnani: sono personaggi che hanno aperto una breccia nella mia anima e ho sentito l’esigenza di rappresentarli con le mie sculture.”

gianluca pasolini

Quanto riesce e vuole rivelare di sé un artista attraverso la sua personalità? Il confine tra l’apparenza e l’essenza è una frontiera affascinante, nella quale si avventura chi non teme ciò che andrà a scoprire. Gianluca Bagliani tenta questo viaggio con le sue sculture. Romano, modella l’argilla da quando è bambino: la sua arte si vuole porre al confine tra l’illusione e la realtà. Qui dà forma alle sue opere: figure immaginarie che evocano filosofie e credenze esoteriche, ma anche ritratti di personaggi reali. Scrittori, eroi civili, cantanti e attori, nel suo laboratorio di Soriano del Cimino, hanno ripreso vita le anime di Luigi Pirandello, Fabrizio De Andrè, Eduardo De Filippo e Pier Paolo Pasolini. Il 25 ottobre a Trastevere scoprirà la statua di Anna Magnani, identità femminile forte dopo quella già rappresentata di Anita Garibaldi. La sua è una storia che viaggia parallela a quella delle sue argille e dei suoi bronzi: un artista sospeso tra la quotidiana ricerca di una verità possibile e l’abbandono a dimensioni altre, nelle quali rintracciare echi di una cultura cresciuta tra libri e commedie, insieme ad una madre guida con cui ha mantenuto la promessa.

La traccia: statue e bronzi da Pirandello ad Anna Magnani

“La chiamata dall’arte è arrivata quando avevo 5 anni. Mi trovavo sulla spiaggia di Tarquinia. Quasi in riva al mare, notai un signore con gli occhiali e la barba: stava modellando una leonessa con la sabbia. Mi misi accanto a lui e provai a seguire i suoi stessi movimenti. In quel momento ho capito che avrei voluto fare questo nella vita: lo scultore. Cominciò da allora anche quella che è stata la mia scuola più importante l’osservazione degli altri: ho frequentato il liceo artistico e l’Accademia di belle arti, ma mi hanno insegnato molto di più gli artigiani o gli altri scultori a cui andavo a rompere le scatole, rimanendo nelle loro botteghe finché non mi mandavano via.”

“Sono sempre stato curioso e attento a tutto ciò che mi circonda. Più che dai libri di scuola ho attinto dai tantissimi testi di esoterismo, filosofia e astrologia che avevo in casa: da Giordano Bruno a San Tommaso D’Aquino. Mia madre era un’insegnante di lettere, profonda cercatrice: leggeva di tutto, ponendosi continue domande. Si è laureata con indirizzo teologico. Non è casuale che la prima opera che ho realizzato, mentre ancora frequentavo l’asilo, sia stata un ritratto del Dio Anubi su una tavoletta di argilla. Mi aveva affascinato questa figura che pesava le anime degli esseri umani per decidere se potessero andare o meno dall’altra parte del mondo.”

“La prima scultura che però ha avuto significato profondo per me l’ho creata a 16 anni per poi riprodurla a 25. E’ un triangolo, che rappresenta lo spirito, nel quale è racchiusa la donn che è la materia. La prima versione l’ho fatta seduto sul letto della mia stanza con davanti uno sgabello su cui poggiavo una tavoletta: da lì prendevano anima e corpo le mie opere in argilla. E’ stata la mia postazione di lavoro per molto tempo fino a quando, nel Natale dei miei 20 anni, mio padre non mi regalò una grande cantina vicino alla casa dei nonni a Soriano nel Cimino per farla diventare il mio laboratorio. “

gianluca studio

Ritratti oltre le apparenze

“Qui sono libero di seguire il percorso dell’istinto che mi spinge a scolpire per cercare di ritrovare la verità, superate le apparenze. Mi piace andare oltre l’aderente vero che opacizza le sostanze. E’ il mio obiettivo, perseguito, sia attraverso le sculture degli archetipi, sia nella ritrattistica. Voglio provare a capire cosa c’è al di là di quei volti. I primi ritratti che ho modellato sono stati quelli di Nietsche e di Osho. Ho indagato molto sulle loro figure, analizzando teorie e scritti per ritrovare in essi ciò che vedevo e sentivo anche io. Due opere commissionate che sono stato felicissimo di realizzare.”

gianluca pirandello monumento“Lungo la strada dello svelamento della verità nascosta, ho deciso di omaggiare chi nel teatro ha rappresentato la multipla personalità di ognuno: Luigi Pirandello. A 24 anni è stato il mio primo monumento pubblico: un busto di bronzo nel centro di Soriano nel Cimino. Ho dovuto compiere un viaggio per tirarlo fuori: ho fatto una copia, poi l’ho distrutta e creata l’attuale. Proposi il progetto al comune che lo accettò. Pirandello era legato a Soriano, nelle sue giornate in cui veniva qui a trovare degli amici, durante l’estate, si era ispirato per alcune delle sue novelle. Un altro personaggio amava molto trascorrere del tempo in questi luoghi: Fabrizio De Andrè. I testi delle canzoni erano stati il suo modo per analizzare e rivelare l’anima umana. Li ho sentiti così profondamente, da voler realizzare il suo busto. Quando l’ho esposto è venuta anche Dori Ghezzi.

“Sono personaggi che hanno aperto una breccia nella mia anima e ho sentito l’esigenza di rappresentarli. Penso ad Eduardo De Filippo che ha fatto parte del mio percorso di crescita. Una volta a settimana guardavamo le sue commedie con la mia famiglia. I protagonisti, i dialoghi, le battute hanno caratterizzato una parte della mia quotidianità con la loro apparente semplicità che racchiudeva la complessità dell’essere umano. Da Eduardo a Pasolini. Il poeta aveva la sua casa castello a Chia, una frazione di Soriano. Qui ha girato Uccellacci e Uccellini e scene del Vangelo secondo Matteo. E’ un luogo magico. Mi affascinavano i racconti che mi facevano i paesani delle sue passeggiate in paese. Il busto che ho voluto dedicargli è nella piazza principale di Chia.”

Dopo Anita, Anna Magnani

“Dopo tante figure maschili ne cercavo una femminile forte, ho ritratto Anita Garibaldi, ma cercavo una donna contemporanea. Come spesso mi è accaduto, ho chiesto consiglio a mia madre che ha sempre seguito il mio lavoro.

“Fai la Magnani!”

Mi ha risposto senza pensarci nemmeno troppo. Ho rivisto i suoi film, letto tutte le interviste a disposizione per comprenderne meglio la complessità che le ha permesso di interpretare personaggi iconici non solo per il cinema.

Ho continuato a scolpirla anche mentre mia madre si ammalava. E’ morta il 28 febbraio dello scorso anno, ma prima si è fatta promettere che avrei completato l’opera.”

gianluca anna magnani

“Volevo che fosse esposta in un luogo significativo: ho pensato a Trastevere. Tramite alcuni amici ho contattato il presidente del consiglio municipale a cui è piaciuta molto l’idea. Abbiamo individuato una nicchia perfetta a via della Pelliccia, dove dovremmo posizionarla il 25 ottobre. Con me ci saranno due attrici, Lidia Vitale e Kasia Smutniak. Ho deciso di fare delle copie per raccogliere contributi da devolvere alla onlus dell’interprete polacca che realizza progetti per l’infanzia disagiata.”

gianluca violino“Non faccio lo scultore per diventare ricco. Faccio arte per fare arte. Mi basta avere quello che mi serve per pagare le bollette e consentirmi di vivere le mie giornate tra le mie passioni: oltre alla scultura, si è aggiunto anche il violino che sto studiando in maniera seria. Per il resto continuo a leggere e a pensare alle mie future opere. Progetto da molti anni di realizzare le sculture degli Arcani maggiori, amo l’esoterismo, ma sono affascinato dai tarocchi. Sono consapevole ci sia bisogno di molto studio. Intanto ho in cantiere anche altro come la realizzazione di un monumento ai caduti, diverso da quelli che si realizzano in questo periodo.”

La traccia volante: modellare forme e immagini sulla linea di confine tra l’illusione e quello che ci circonda.

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