Libri umani nella Biblioteca Vivente

Abdoulie, Hassan, Sajjad, Zahra sono uomini e donne reali che si trasformano in pagine per raccontarsi a chi ha voglia di ascoltare. Sono i protagonisti della Biblioteca Vivente, progetto ideato dalla cooperativa milanese ABCittà, che ha dato un titolo alle loro vite, riassumendole in quarte di copertine per consentire che vengano scelte e narrate in contesti diversi. Sabato pomeriggio, grazie alla cooperativa COOS di Jesi, erano nel Mercato delle Erbe di Pesaro. Con Viola abbiamo scelto di prendere in prestito “Lingue” di Sajjad.

biblioteca vivente sceltaSedute su due sedie comode davanti ad un tavolino con tre mele ed una bottiglia d’acqua, abbiamo aspettato il nostro libro, emozionate. Le regole richiedono che si debba avere il massimo rispetto, ponendo domande o ascoltando da subito la storia, sentendosi liberi nel dialogo.

Sajjad arriva dal Pakistan e conosce ben sette lingue, oltre all’italiano e l’inglese, il pashtum, l’urdu, l’indiano, il farsi, il dari.

Viola era affascinata e ha chiesto subito dove e perchè le avesse imparate tutte. Lo sguardo del nostro libro, sembra un paradosso, ma è lecito dato il contesto, ha mostrato un registro affabile, scorrevole nella risposta, senza nascondere gli accenti di amarezza e malinconia.

Ho studiato all’Università e facevo un lavoro per il governo del mio paese per cui parlavo spesso con persone di diverse nazionalità.”

Bello e ti piaceva?”

La giovane lettrice ha sussurrato, mentre il racconto è entrato immediatamente nel vivo.

Sì: amavo il mio lavoro, come pure il mio Pakistan che è bellissimo”

Quanti ci vuole ad arrivare?”

La trama ha alternato il romanzo, alla guid65ia di viaggio al reportage di cronaca.

In sette ore di aereo ci stai. Io, però, ci ho messo un anno per arrivare qui, con varie soste necessarie.”

Inevitabile il “perchè” che ha distolto dall’immagine possibilmente avventurosa e riportato in un vortice di realtà ancora più tortuoso, mirabilmente svolto dall’autore protagonista.

Nel mio lavoro si doveva arrivare fino alla pensione senza scegliere di smettere o cambiare. Le regole erano precise. Ero una specie di poliziotto solo che i criminali che prendevamo dovevamo ucciderli.”

Se fosse stato un film avrei deciso di chiudere gli occhi a Viola, in tv avrei cambiato canale, ma nel mercato delle erbe, la realtà, benchè dura, si è imposta ad ogni perifrasi possibile: una lettrice di dieci anni ha dimostrato di voler continuare a seguire, senza interruzione, lo svolgersi degli eventi.

Io non volevo farlo più, i miei superiori avevano stima di me, ma non potevo rimanere, sarei stato considerato un disertore. Avrebbero ucciso anche me e sono dovuto scappare. Lasciando la mia famiglia per evitare che rischiassero pure loro. Da due anni sono qui, faccio il venditore ambulante: sogno di riuscire ad avere al mio fianco i miei figli e mia moglie.”

biblioteca recensioniIl tempo è passato veloce, i 30 minuti a disposizione sono finiti. Abbiamo stretto forte le mani profumate del nostro libro. Come previsto dal regolamento, abbiamo scritto una recensione, attaccandola con una molletta insieme alle altre, sul filo dove di solito sono appesi i ganci delle piante rampicanti della fioraia del mercato.

E’ stato bellissimo!” il commento di Viola. Era entusiasta anche una delle bibliotecarie, giovane operatrice della cooperativa di Jesi che mi ha spiegato alcuni dettagli dell’iniziativa.

Gestiamo il progetto SPRAR ( sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che ha come capofila il comune di Jesi. E’ un’accoglienza diffusa attraverso diversi appartamenti dislocati in alcuni comuni della zona. Ospiti sono soprattutto uomini singoli provenienti da Pakistan, Afghanistan, Nigeria, Ghana. Da maggio 2018 abbiamo deciso di aderire a questo progetto della cooperativa ABICittà di Milano. Hanno formato sia i ragazzi come libri umani, sia noi operatori, come bibliotecari. Questa è la quarta iniziativa con il nostro gruppo: è un modo diverso per far conoscere, oltre pregiudizi e stereotipi, le persone, ciò che hanno vissuto e vivono, attraverso episodi che a volte riescono anche a strappare un sorriso. Finora abbiamo notato che principalmente viene a leggere chi ha già una certa sensibilità al tema, ma non sono mancate sorprese. Una famiglia di Chiaravalle è rimasta così colpita che ha deciso di continuare il rapporto con i libri noleggiati. Il padre aveva un circolo velico dove abbiamo organizzato una giornata con i ragazzi ed ora hanno chiesto di poter organizzare delle cene per far imparare l’inglese ai figli attraverso di loro. “

Sulla lavagna dei prestiti le prenotazioni erano molte. In un pomeriggio di ottobre ci si è fermati ad ascoltare. Lo ha fatto anche una giovane donna di dieci anni che ha deciso di voler sapere di più su chi come Sajjad è stato costretto a lasciare il proprio paese, pur amandolo molto, la propria famiglia, il lavoro, ci ha messo un anno per arrivare e ora aspetta di avere ciò che gli spetta di diritto: un capitolo sereno con coloro che ama.

Per conoscere nuove edizioni della biblioteca si può consultare il sito bibliotecavivente@abcitta.org .

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