Che cos’è l’amor

“Si sono rivestiti, lei lo ha aiutato, senza che lui nemmeno se ne accorgesse, con movimenti rapidi, teneri, collaudati e sono usciti via, spargendo frammenti della loro ipnotica complicità.”

cuore danteSono entrati nel rifugio in tenuta da sci. Tolto il casco, hanno rivelato i capelli bianchi e, sfilata la mascherina, gli occhi, entrambi, brillanti. Lei alta, atletica, con una falcata fiera si è subita diretta a salutare i titolari; lui si è andato a sedere. La voce profonda di lei mi ha istintivamente portato a guardarli: mi sono accorta che lui aveva un tubicino collegato dal naso ad una macchina, credo necessaria per respirare meglio.

“Fammi il piatto speciale che il Gino ha fame, abbiamo camminato troppo!” Ha ordinato l’ufficiale gentildonna, mentre dava un bacio vero al suo uomo. So che non si fa, ma non riuscivo a smettere di osservarli. Hanno condiviso un immenso piatto di tagliatelle salsicce e funghi, ridendo e prendendosi in giro sulla resistenza reciproca fino all’ultimo boccone. Lei è riuscita anche a sbafarsi salsicce e polenta, facendone solo assaggiare un pochino a lui, stessa forchetta, pulendogli le labbra con il tovagliolo.

“Lo strudel si prende dopo, ora torniamo a camminare!”, ho sentito dire da lui ad uno dei camerieri con cui dovevano essere in confidenza. Si sono rivestiti, lei lo ha aiutato, senza che lui nemmeno se ne accorgesse, con movimenti rapidi, teneri, collaudati e sono usciti via, spargendo frammenti della loro ipnotica complicità.

cuore anne40 minuti sono bastati per dare un altro senso all’amore. Non negherò mai la necessità costante di provare passioni: l’eccitazione di minuti da bere fino all’ultima stilla di sapore, “all’impazzata”, così come ne scriveva Francoise Sagan.

Quanto scalda, però, la cura di una carezza, in grado di generare appartenenza e donare gioiosa libertà rispetto al mondo circostante!

Le mani che sanno riconoscersi tra migliaia, le uniche che possono chiudere la giacca senza pizzicare il mento. Il sorriso che illumina le difficoltà, senza sminuirle. Quel tono di voce, capace di indirizzare, con la forza del verso di una poesia, conosciuta a memoria solo da chi l’ha scritta insieme.

cuore vignettaHo riflettuto. Forse l’origine del potere del sentimento unico,  in grado di muover il sole e le altre stelle, risiede proprio nella naturale, eppur coraggiosa, meravigliosa ostinazione a condividere. Così rara da far voltare lo sguardo per essere ammirata. Negli ultimi mesi l’ho vista anche in tante madri vicine a figli bisognosi di sostegno costante, pronte a risolvere ogni loro esigenza, senza far mancare la levità di una risata, così dura, ma tanto fondamentale. L’ho sentita respirare nelle parole di figli che stanno accudendo genitori, tra un semolino, una consapevolezza e il desiderio di creare, fino all’ultimo, ricordi indimenticabili. E’ palpabile nella determinazione di una ragazza che soffre dentro di sé il dolore di ogni migrante incontrato e prova ad alleviarlo.

Condivisione per sentire viva, nel profondo, l’essenza dell’amore.

Al battesimo di Luca, Don Matteo Zuppi, conoscendo il mio scetticismo per i riti canonici, mi chiese di scrivere una preghiera. Non senza titubanze, ricordo che lessi, con fierezza, soprattutto una richiesta e un auspicio, lanciandoli, laicamente, nella navata di Santa Maria in Trastevere: “che tu possa amare sempre, chi vorrai e come vorrai, senza alcuna costrizione, liberamente e con intensità.”

L’amore non è solo negli innamorati, icone delle feste; nelle scene finali dei film, seppure in grado sempre di commuovermi; tra le pagine dei romanzi; nelle convenzioni religiose; nelle apparenze senza più emozione: mai sarà nella violenza e nel possesso. Se si vuole celebrarlo, anche se si è soli, basta osservare, ascoltare, e perdersi in quei segnali che sa diffondere e donare a chiunque voglia farsene stupire.

cuore wallas
opera di Wallas

La tentazione di chiedere al cameriere “ci porti quello che hanno ordinato i due signori!”, c’è stata, ma io e Gian la disinvoltura di lei dopo la porzione di taragna, non credo proprio ce l’avremmo avuta.

Però, che belli, mentre camminavano sottobraccio, a passo svelto, sostenendosi nella neve!

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