Riaprite l’Oncologia pediatrica dell’Umberto I!

Il reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma, chiuso durante l’emergenza covid, deve riprendere la propria attività, in sicurezza. Serve una risposta certa per le famiglie di ragazzi e bambini che hanno bisogno delle cure e della quotidianità con la quale, in quella che è riconosciuta come una struttura sanitaria di eccellenza, si riesce ad alleviare la loro sofferenza.

reparto dueNei mesi che sembrano appena trascorsi, la sanità italiana si è scoperta fragile, ha resistito appoggiandosi sulla forza e la determinazione di donne e uomini che si sono prodigati, spesso senza mezzi, e in tanti, troppi casi, fino a sacrificare la stessa vita. Si è focalizzato sull’emergenza, bloccando tutto ciò che, all’apparenza, pareva non esserlo, fino all’invito pressante a non recarsi nelle strutture ospedaliere se non strettamente necessario. Chi proprio non poteva deferire terapie urgenti per altre patologie che il virus certo non ha fermato, come quelle oncologiche o il diabete, ha dovuto adeguarsi a percorsi più accidentati e lunghi per riuscire a continuarle.

Da qualche settimana la situazione sembra essere tornata alla normalità, nel bene con la ripresa di controlli, visite ed interventi, ma anche nel male con l’emergere di alcune contraddizioni, difficilmente accettabili. Ci sono poi storie che sono rimaste in bilico come quella del Reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma, chiuso da fine febbraio per un caso di sospetto covid, ancora non si sa, se e quando verrà riaperto. Restano appese a questa eventuale data le sorti dei bambini e ragazzi che sono seguiti o chiedono di farlo, in quella che è un’eccellenza sanitaria riconosciuta a livello nazionale e mondiale, delle loro famiglie e del personale.

A cercare di capire e velocizzare le pratiche perché ciò avvenga, si stanno dando da fare anche le associazioni che si occupano delle attività quotidiane di scuola e sostegno psicologico all’interno della struttura. Anna Maria Festa Abbruzzetti, presidente dell’Associazione “Amici di Marco D’Andrea Onlus”, da più di venti anni, operativa con i suoi numerosi volontari nel reparto, consapevole della necessità di restituire uno spazio vitale a chi sta soffrendo oltre alla malattia, anche l’assenza di certezze delle terapie e della cura, ha scritto al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, all’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, alla Direzione Sanitaria e a quella Generale del Policlinico.

Lo ha fatto a nome di altre Associazioni, come la ALTI-IO DOMANI, impegnata nella ricerca e nella formazione oncologica e la Mary Poppins. Le sue parole sono posate e dirette così come è chi, ogni giorno, ha guardato il dolore negli occhi di bambini e genitori e ha provato a trasformarlo in speranza. Anna Maria sa bene, perché glielo stanno anche scrivendo madri e padri, che non si può considerare la storia clinica dei pazienti nello stesso modo: ognuno di quei dodici posti della UOC è un nome, un volto, un percorso che non si deve interrompere a lungo, lasciando ancora più solo chi ne è protagonista.

I pazienti sono stati dislocati al Bambin Gesù, dove sicuramente non sono stati abbandonati, ma dove i numeri sempre più elevati non consentono certo l’assistenza costante che potevano trovare nel reparto diretto dalla professoressa Amalia Schiavetti, considerato una delle strutture pubbliche all’avanguardia, proprio per questa empatia oltre che per le riconosciute competenze nella cura.

Il personale medico e infermieristico in questi mesi è stato dislocato nell’ospedale.

reparto disegno bambiniAd oggi, che il periodo dell’emergenza sembra passato, c’è un reparto di eccellenza chiuso: le attività ferme, le cure sospese, le richieste di accedervi bloccate. Come scrive Anna Maria: “Tutto tace sia per i ricoveri di bambini ammalati di tumore sia per eventuale disponibilità del Reparto stesso ad accogliere bambini soggetti ad eventuali terapie pediatriche. Si rasenta un episodio di malasanità e di totale disinformazione verso chi come il Terzo Settore ha un ruolo fondamentale ed essenziale nella quotidianità ospedaliera.”

Nel profilo Facebook dell’associazione cominciano ad essere pubblicati i messaggi di alcuni genitori che hanno paura perché la malattia dei loro figli purtroppo non si è fermata durante la pandemia ma è progredita, mentre sta mancando tutto il sostegno che riusciva a rendere la sofferenza sopportabile.

Conosco Anna Maria, l’associazione, i meravigliosi volontari che sono certa avrebbero proseguito la loro attività con i dispositivi di sicurezza necessari; ho frequentato il reparto, osservando il lavoro prezioso, accurato e sensibile di tutto il personale; ho incrociato gli occhi di tanti bambini e ragazzi, delle loro madri e dei loro padri: credo sia necessaria dare loro una risposta al più presto.

reparto copertinaIl reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma deve riaprire, in sicurezza, almeno si risponda a chi ha solo, gentilmente chiesto, di poter riprendere a dare il proprio supporto a chi ne ha bisogno.

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