Persone non statue

Le mie parole sono e rimarranno dalla parte di chi non si arrende per colpire le ingiustizie vere che sono molto più resistenti di un marmo e di una pellicola. La sfida dovrebbe essere comune, determinata, in difesa di milioni di persone che vorrebbero, solo, essere considerate tali.

borgo mezzanoneUn altro, questa mattina, all’alba, un uomo, forse un padre, un bracciante, morto avvolto dalle fiamme nella sua baracca. A Borgo Mezzanone in quel groviglio di lamiere nel foggiano, dove cercano di sopravvivere vite che ogni giorno si trascinano nei campi per provare a mettere insieme pochi euro da mandare alla famiglia. Un incendio che ha ucciso, in questo stesso posto, la quarta persona dall’inizio dell’anno.

naufragioPersone, come le 53 che sono naufragate al largo della Tunisia la notte tra il 4 e il 5 giugno: un bilancio di esistenze perse che aumenta, aggiungendo la strazio della presenza di bambini partiti verso la speranza, affogati nella disperazione.

migranti greciaPersone come quelle che insieme a Nawal Soufi stanno subendo violenze alle frontiere con la Grecia, commesse da altre persone in divisa, autorizzate ad impedire che si possa scappare dalla privazione di ogni diritto.

Nomi, cognomi, un passato, un presente, un incerto o assente futuro. Uomini, donne e bambini. Sembrava che quella che rimane una delle tragedie più visibili del secolo, si fosse fermata per il virus: abbiamo solo avuto un’emergenza che ci ha consentito di non vedere.

Ed ora mentre si attaccano le statue, simboli di chi si è macchiato di colpe gravi che i meriti non riescono a bilanciare; si cancella la memoria cinematografica; va in scena l’ipocrita restauro della comunicazione sociale e politica: si assiste impotenti alla lotta per l’esistenza di persone, nate in luoghi segnati solo da tracce di dolore, violenza, disumanità.

Non manca chi cerca di mostrare e lottare per la loro visibilità, ma sono pochi e fanno meno tendenza nei social. Le mie parole sono e rimarranno dalla parte delle persone che non si arrendono per colpire le ingiustizie vere, molto più resistenti di un marmo e di una pellicola.

Ho paura che chi, da sempre ha calpestato diritti e prosperato sull’indifferenza, alla fine si godrà la battaglia tra coloro che manifestano per forme di diseguaglianza, apparentemente diverse, generate dalla stessa matrice, mentre ci si dovrebbe unire in una sfida comune, determinata, in difesa di milioni di persone che vorrebbero, solo, essere considerate tali.

(ringrazio Valerio Nicolosi per avermi concesso la sua foto, tratta dal suo reportage “Open Eyes” che racconta la missione 47b della Proactiva Open Arms e per il suo impegno continuo a documentare)

persone non statue di valerio nicolosi

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