Corso Italia 25: difendere e ripartire insieme

La sera stessa dell’assalto fascista alla sede nazionale della CGIL di Roma, un gruppo di dirigenti e di iscritti al sindacato è venuto a mettere a posto quanto era stato distrutto. Alcuni di loro sono rimasti la notte per proteggere quella che viene percepita come una estensione della propria casa. Davanti all’ingresso, 24 ore su 24, si è formato uno spontaneo presidio democratico. Andrea Malpassi, Presidente di ITACA e Coordinatore dell’Area Migrazioni e Mobilità Internazionale dell’INCA CGIL, di ritorno dal turno notturno, racconta perché sia fondamentale l’appartenenza collettiva a difesa della democrazia, soprattutto in questo periodo storico. ( Le foto sono state prese  da Collettiva che ringrazio)

“Le immagini del portone divelto, i corridoi distrutti, le stanze messe sottosopra: non si poteva resistere, bisognava superare la rabbia del momento ed andare a sistemare. La CGIL è la casa dei lavoratori, da sempre la sento come la mia. Non è stata una reazione machista, di dimostrazione di forza o di vendetta: sabato sera eravamo in sede per rappresentare i nostri milioni di iscritti. Io sono rimasto fino alle due, poi alle sette di mattina ero di nuovo all’ingresso per la manifestazione, anch’essa spontanea, di solidarietà.”

“E adesso che facciamo?” Ci siamo sussurrati, domenica sera. “Ci organizziamo per rimanere!” Quattro turni di sei ore, divisi tra dirigenti e militanti: la scorsa notte è passato anche il segretario Landini, a sorpresa, per portarci i cannoli caldi. Per noi è normale essere qui: ruoli e generazioni che si incontrano. Principalmente passiamo il tempo, chiacchierando, ragionando su come si possa affrontare insieme la situazione.”

“Questa mattina alle sei ci siamo presi il caffè, dandoci appuntamento al pomeriggio: riunioni organizzative per la manifestazione di domani. Un altro turno mi aspetta domenica, dalle 18 alle 24: ascolterò come se la cava la Roma con la Juve insieme ai compagni. E’ il tifo bello, non quello degli estremisti che si portano a casa il simbolo degli avversari, come hanno fatto i fascisti, appropriandosi, con perizia, del nostro striscione dedicato a Luciano Lama, senza ancora restituirlo.”

“C’è bisogno di stare insieme e rispondere pacificamente con la forza delle idee alla violenza squadrista dell’ignoranza. Si è innescata una gara di partecipazione: abbiamo coperta già tutta la prossima settimana. Si sono creati anche presidi davanti alle sedi delle camere del lavoro territoriali.”

“Ho ricevuto da subito messaggi da diverse delegazioni europee, sconvolte dall’attacco subito. Oggi scenderanno in piazza, in segno di solidarietà, le compagne e i compagni di Ginevra e di Barcellona: a Bruxelles manifesteranno davanti la sede del Parlamento Europeo. Non solo: domani, sin dalla prima mattina arriveranno, fisicamente, i rappresentanti per partecipare al nostro corteo.

E’ netto il messaggio che si debba essere uniti contro ogni forma di attacco alla democrazia. Questo hanno fatto i gruppi di neofascisti che hanno assaltato la Camera dei Lavoratori, proprio nel centenario del 1921, una data che non possiamo e dobbiamo dimenticare: prima delle redazioni dei giornali, le squadracce fasciste distrussero le sedi sindacali.”

“Il Sindacato è la più grande organizzazione del mondo del lavoro, depositaria delle istanze sociali di chi ha meno voce per farsi sentire. Le frange neofasciste vogliono strumentalizzare uno stato di malcontento, generato da dubbi che possono essere anche legittimi sull’attuale fase storica che stiamo attraversando. Abbiamo ribadito in varie occasioni che non riteniamo tutti coloro che manifestano contro il green pass dei fascisti facinorosi, ma è evidente che questi gruppi si vogliano intestare le proteste: difficile non accorgersene.”

“La CGIL è consapevole del malessere che avverte una parte dei lavoratori. Per primi, rispetto ad altri sindacati europei, abbiamo fatto partire una fitta campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema dei vaccini, certi che fosse percorribile e auspicabile l’ipotesi dell’obbligo vaccinale. Abbiamo risposto prontamente alle nuove necessità imposte dal dilagare del virus con protocolli attenti sulla sicurezza nei posti di lavoro, fornendo, soprattutto alle categorie più a rischio e maggiormente fragili, i presidi di cui avevano bisogno. Temevamo l’esplosione negli ambienti di lavoro di un conflitto tra vaccinati e non, in grado di alimentare discriminazioni che si devono sanare immediatamente. Continuiamo in un capillare lavoro di rete per spiegare come le esigenze di una tutela maggiore del singolo equivalgano alla garanzia di sicurezza per tutti.”

“Io, da sempre, responsabili anche mamma e papà iscritti al sindacato, ho percepito la mia identità come parte di qualcosa di più grande. E’ una passionaccia quella per la politica e l’impegno, costante sin dai collettivi studenteschi: la caratterizzazione di me si rispecchia in una visione collettiva.”

“Per questo, esserci domani è fondamentale: non significa solo riprendersi la piazza, ma chiudere ogni tentativo nostalgico del fascismo degli anni 20 e della violenza degli anni 70, attraverso una risposta democratica e compatta. E’ il mondo del lavoro a raccogliere le forze. Dopo la pandemia, il cambiamento va portato avanti in maniera diversa, tenendo presenti le esigenze del lavoro che deve essere giusto e dignitoso: questa è l’unica base della democrazia. Quando si indebolisce c’è il rischio che si possano inserire delle degenerazioni che approfittano proprio delle fragilità. Al presidio di Bruxelles saranno presenti anche rappresentanti delle associazioni datoriali, più timide nella reazione qui in Italia, mi auguro che domani non ci siano distinguo: tutti insieme in piazza!”

La traccia volante:

“E’ la Cgil che mi ha fatto come sono. Mi ha dato le ragioni più profonde e più grandi di vita e di lotta. Mi ha dato una cultura, anche. Mi ha dato un’etica, un’educazione sociale e politica.”

Luciano Lama, cent’anni il 14 ottobre 2021.

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