Silvia continuerà a tutelare Andrea

“Dopo alcuni mesi nel mio ruolo ho capito che soprattutto noi proviamo a ricostruire la fiducia da parte loro nei confronti degli adulti. Con Andrea il rapporto è stato particolare, fatto di piccoli segnali. E’ durato pochi mesi, ma sono sicura che continuerà e diventerà ancora più forte. “

silvia c minori 2Nei giorni in cui torna la polemica, forse mai sopita, sui migranti, tra chi ne riconosce il legittimo diritto ad essere salvati e chi li vorrebbe allontanare sempre e comunque, rincuorano storie di chi ha scelto di compiere un semplice gesto di cittadinanza attiva per l’accoglienza. Silvia Capo, libera professionista di Roma è tra le centinaia di connazionali che ha deciso di diventare tutore di un minore straniero non accompagnato come previsto dalla legge 47/2017. Ha aspettato che Andrea, il ragazzo egiziano che ha seguito in questi ultimi mesi, compisse 18 anni per dichiararlo su Facebook. Commentando l’unica foto insieme che ha pubblicato, dichiara di essere felice perché ha avuto la percezione che il suo sostegno ad Andrea continuerà in un rapporto, non più regolato dalla burocrazia, ma dalla fiducia che si è creata tra loro due. Le ho chiesto di raccontarmi di più della sua scelta e di questo percorso che le ha consentito di conoscere da un’altra prospettiva la storia di chi sfida il mare, la violenza, l’incertezza e il pregiudizio per ricominciare la propria vita nel nostro Paese.

La traccia: compiti ed emozioni di un tutore di minore straniero non accompagnato

“L’unica foto ce la siamo fatta la scorsa settimana in Questura, dove siamo andati a rinnovare il suo permesso di soggiorno, perché è diventato maggiorenne. Finora volevo proteggere la sua privacy. Sono suo tutore dall’aprile del 2018. La legge 47/ 2017 ha introdotto una serie di misure di tutela per i minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia e non possono essere respinti. Ai sensi della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, hanno gli stessi diritti dei ragazzi italiani. La legge ha istituito per loro la figura del tutore volontario.”

silvia c la legge

“Nel Lazio i minori stranieri non accompagnati sono circa 800. Il Garante dell’infanzia della Regione ha attivato un bando per reclutare tutori. Bisognava inviare un curriculum, superare un primo colloquio motivazionale e frequentare un corso di formazione obbligatorio. 30 ore necessarie per ricevere tutte le informazioni sullo stato giuridico di questi ragazzi, ma anche sulle condizioni di salute e psicologiche, nonché le diverse problematiche che si possono trovare ad affrontare.”

silvia c legge 2
Illusi e sfruttati

“Nella nostra regione sono quasi tutti minori adolescenti, tra i 14 e i 17 anni d’età. Il 95% sono maschi, per la maggior parte egiziani e albanesi. Le loro storie si assomigliano, raccontano di arrivare alla ricerca di un lavoro. Non li costringono, ma certo li illudono. Molto spesso hanno dei parenti qui in Italia che funzionano da intermediari con le famiglie, a cui interessa solo che mandino loro parte dei guadagni.”

“Gli adulti per questi ragazzi non rappresentano certo dei riferimenti validi. Eppure mantengono un grande senso del dovere, come figli, verso i loro genitori. Colpisce, però, che quando parlano di quanto hanno passato, la loro espressione cambi, non tanto quando pensano al distacco dalla famiglia, ma quando devono ricordare il viaggio.
Andrea, come ha deciso di chiamarsi qui in Italia il ragazzo che ho seguito, mi ripete spesso:

“Sapessi il mare che ho visto io!”

silvia c minori mare

“Quando arrivano finiscono quasi subito in un giro che li sfrutta, facendoli lavorare con turni lunghissimi per pochi Euro. Spesso sono proprio loro, esausti, ad andare nei commissariati ad autodenunciarsi come minorenni. A quel punto vengono identificati e affidati ai servizi sociali del comune, che li colloca in case famiglia idonee a ragazzi minorenni. Noi tutori invece veniamo iscritti nell’albo del Tribunale dei Minorenni ed è il giudice a fare poi gli abbinamenti.”

“Ho scelto con determinazione di ricoprire questo ruolo. Alla fine dell’estate del 2017, mi feriva sentir parlare di migranti con toni tanto astiosi e spesso confusi. Ho visto nel profilo Facebook dell’on. Silvia Costa il rilancio del bando della Regione Lazio che offriva l’opportunità di fare qualcosa di concreto: mi sono messa a disposizione. Ho un figlio adolescente ed ho pensato fosse giusto fare la mia parte per aiutare in qualche modo un suo coetaneo meno fortunato.”

Un gesto di cittadinanza e di amore
“Il tutore diventa il sostegno dei minori nei tribunali, per questioni legali, ma anche a scuola o in caso di esigenze di salute. Può capitare che questi ragazzi vengano nuovamente avvicinati da chi li ha sfruttati per rimetterli nel giro: il tutore si attiva per aiutarli nella denuncia e nella protezione. “

silvia c accoglienza

“Dopo alcuni mesi nel mio ruolo ho capito che soprattutto noi proviamo a ricostruire la fiducia da parte loro nei confronti degli adulti. Con Andrea il rapporto è stato particolare, fatto di piccoli segnali. E’ durato pochi mesi, ma sono sicura che continuerà e diventerà ancora più forte. Ho subito capito che in Casa Famiglia si è trovato molto bene. Ha legato in maniera speciale con la responsabile, penso la consideri anche la sua salvezza. Ricordo che la prima volta che ci siamo incontrati, aveva nello sguardo il timore che lo portassi via da lì. L’ho subito rassicurato: non solo non lo avrei allontanato da quelle che erano ormai le sue nuove abitudini, ma avevo stretto un buon rapporto con gli operatori. E’ fondamentale conoscere l’ambiente nel quale si trovano e attivare la massima collaborazione anche per non commettere errori come presentarsi con un regalo: si deve evitare per impedire che si creino delle differenze con gli altri. Ho potuto vedere con i miei occhi quanto sia curata la struttura nella quale si trova ancora Andrea. E’ capitato di sentire il profumo dei dolci fatti in casa quando arrivavo: si respira un’aria famigliare con gli operatori che passano anche le festività insieme ai ragazzi. A Natale la responsabile li ha invitati tutti a casa sua.”

“E’ una prospettiva diversa rispetto a quella che spesso viene raccontata, secondo la quale c’è chi si arricchisce sui minori. I ragazzi stessi quando sentono dire in tv che danno loro 35 euro al giorno, vanno a chiederne conto agli operatori. Tocca a loro spiegare che forse è quanto costa la diaria giornaliera. Le fake news creano turbolenze, per fortuna ben gestite.”

“Andrea capisce tutto ed è molto informato su quanto riguarda la sua situazione. E’ arrivato tre anni fa dall’Egitto, frequenta l’istituto professionale e si sta già dando da fare per un lavoro. Io mi sono occupata dei suoi documenti ed alcune volte l’ho accompagnato in tribunale: sono convinta che anche per il giudice fosse importante la mia presenza al fianco di Andrea. Rasserena la presenza di chi possa raccontare, spiegare e rappresentare i minori.”

Fiducia e affetto proseguono
“Ho letto tutto il fascicolo che lo riguardava prima di accettare l’incarico. Poi ho prestato il giuramento, con il quale, davanti al giudice del Tribunale dei Minori, mi sono impegnata a svolgere il mio ruolo con fedeltà e diligenza, come recita il Codice Civile. Ho eseguito il mio incarico, non solo nel rispetto delle regole, ma anche secondo un legame che lentamente si è creato. Insieme agli operatori l’ho motivato a frequentare la scuola e lo accompagnerò al suo primo colloquio di lavoro.”

“A ridosso del compimento dei i 18 anni, che ha festeggiato insieme ai suoi amici in Casa famiglia, mandandomi le foto, abbiamo presentato, insieme alla struttura affidataria, l’istanza per farlo rimanere perché portasse a termine il progetto di integrazione e formazione. E’ previsto sempre secondo la legge 47/2017 che il giudice prolunghi il trattamento di protezione perché continuino gli studi o si inseriscano in un lavoro. Un’azienda gli ha offerto la possibilità di un inserimento. Stiamo aspettando di capire se verrà accolta la domanda, ma siamo fiduciosi. “

silvia e andrea

“Il mio intervento è richiesto ancora per riferire sul suo passato e sulla situazione attuale. Non sono più il suo tutore, ma, come speravo, il nostro rapporto va avanti e si fortifica. Fa affidamento su di me non solo per le questioni burocratiche. Può spostarsi più facilmente per la città, quindi sarà più semplice incontrarsi. Spero di riuscire a fargli vedere le bellezze di Roma, magari anche i reperti del suo paese che ci sono nei nostri musei e aumentare le occasioni in cui si potrà incontrare con mio figlio.

Giulio sa tutto di lui ed è molto orgoglioso di questo mio impegno. Il 21 maggio, Giornata mondiale del Rifugiato, hanno fatto un’iniziativa a scuola per cui hanno letto un libro sulla storia dei rifugiati. Ha scritto: “Io la conosco già perché mia madre è tutore di uno di loro.”

“E’ contento quando ci diamo da fare per dare il nostro contributo ad aiutare gli altri.”

minori

La traccia volante: Mi raccomando: fatevi onore. Lo dico ad Andrea e il messaggio è rivolto anche ai suoi compagni: siete stati bravi, avete superato un’esperienza che noi non possiamo neanche lontanamente capire, ora mi raccomando, studiate, lavorate, dimostrate chi siete a chi vi guarda male: fatevi onore.

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