Di Tracce tra Map e Jeff Buckley

Già da tempo ho capito quanto la vita sia un susseguirsi di segni che si rincorrono, perdono e ritrovano. Accade, spesso senza la nostra volontà diretta, di averne una conferma, così forte, da spiazzare ogni razionale concezione del destino. Basta poco, una canzone all’improvviso, un biglietto inatteso: la sorpresa dell’eco di persone e sensazioni che tornano dal passato, si scoprono nel presente e spingono verso il futuro. Ieri era la giornata dedicata alla presentazione di Map Magazine a Pesaro: in 12 ore le tracce si sono diffuse nell’aria, mista a sole e pioggia, in una sceneggiatura semplice nella quale non sono mancati più colpi di scena finali.

map in arrivo mariagloriaViola aveva di nuovo un po’ di febbre ed io mi sono svegliata con il mal di gola, certa del contagio, preda dei miei soliti dubbi sul voler portare avanti impegni che bambini, malattie, vacanze, rendono un’impresa ardua. Il primo messaggio della giornata è una foto di Maria Gloria nel gruppo whatsapp della famiglia degli amici romani: ”Emozione ! Appena consegnato.” Ritrae il giornale ancora avvolto nel cellophane. E’ seguita la solita polemica Roma nord – Roma sud sulla celerità dei postini, oltre alla sfida a scattarsi le foto più folli, in lettura di Map.

Il cuore di Elena, testimonia che Map è entrato anche in una sua mattinata complicata, Debora mi ha taggato nel suo profilo. Inizia a salire una certa emozione per il pomeriggio: forse ho sottovalutato la responsabilità di una creatura così amata dal suo editore. Sì, quel ragazzo di piazza Bologna, che non ho ancora incontrato di persona, ma si è fidato delle mie parole scritte e di uno scambio di interviste, per affidarmi il presente del mensile che cura con una passione artigianale nei dettagli anche grafici. Ho ceduto alle richieste di Pier Paolo Mocci, proprio per il richiamo della carta, per quel profumo di inchiostro e idee che ha ispirato il mio primo editoriale da direttore.

map logo blog

Presa dalle mie paranoie, evito per un giorno di scrivere nel mio blog che è, invece, la mia terza creatura, nella quale provo, quasi quotidianamente, a raccogliere la visione del mondo attraverso le storie delle persone meravigliose che mi affidano il loro racconto di vita.

La febbre di Viola è scesa, temo stia salendo la mia. Insensatamente, l’unico avverbio necessario in queste situazioni, giochiamo a schizzarci con l’acqua sul terrazzo: allenta le tensioni e rende increduli gli anticorpi.

Malati o sani, la decisione è presa: andremo tutti insieme alla presentazione. Viola addetta alle riprese, coadiuvata dal cugino Francesco; Luca in possibile emergenza, potrà rifugiarsi al parco con la zia Lilli.

Soffia un bel vento fresco quando arriviamo alla Libreria del Mare, dove Tonino Di Gregorio ha messo, ben esposte, le copie del giornale. Che personaggio Nino! Il libraio che ha letto tutti i libri che consiglia di leggere, a cui dedica iniziative semplici e toccanti per farli arrivare a più lettori e curiosi possibili. Il suo accento milanese in una voce da speaker radiofonico, rassicura chiunque si affidi alle sue cure culturali. Quando ho chiesto di poter distribuire da lui Map, non mi ha fatto nemmeno finire la domanda: lo spazio era già pronto. Gli ho chiesto se si riusciva a presentare il numero di luglio e mi ha invitato a parlarne in uno dei suoi Aperitivi d’autore.

map e viola

Qui si intrecciano le tracce: l’inciampo lessicale di erre è ricercato. Il libro che si presenta è una graphic novel “Last Goodbye”, scritta da Micol Beltramini e disegnata da Gea Ferraris per raccontare Jeff Buckley. Come spiegare, senza sentire tutte le erre del vocabolario nello stomaco, che l’anima di quel corpo, perso in un affluente del Mississipi, suona e canta nel mio cuore da almeno venti anni. Dal giorno in cui uno scrittore di Bologna mi fece sentire Lilac wine, rendendomi una adepta delle sue note: la mia ispirazione, anche ora, mentre scrivo.

Compro il libro, insieme all’ennesimo tomo di Sofia e Luì ( star di youtube) per Viola e Luca. Nel Tipopub di Viale Trieste, luogo della presentazione, Nino è già alle prese con l’amplificazione. Mi presento alla affascinante e cortese proprietaria con una figuraccia, testimonianza della mia mondanità: “bello qui, avete aperto da poco?”. “Veramente ci siamo da cinque anni” risponde lei, gentile.

Si parte in salita: dirigo un giornale di cinema, musica, arte, devo fingermi più cool. Tentativo perso in partenza quando arriva Micol, sprizzante energie nel suo tubino di seta, ammaliante nei gesti e nelle parole. Mi conforta la presenza della insegnante di Viola, solare e allegra: è tornata dopo avermi incontrato per caso, curiosa di sentirmi. C’è anche Paolo Pagnini, l’anima degli eventi pesaresi che mi rilassa con i racconti dell’epica del concerto riminese di Jovanotti. Si affaccia un’altra maestra del fascino e dell’ironia, Ada con la sua piccola appena nata e arriva Lamberto che so seguire veramente con affetto il mio blog.

Si comincia: io jeans corti, maglietta griffata tracce, capelli sconvolti, postura rilassata, accaldata da 38 gradi di temperatura, mi sento la Sora Lella, accanto a Micol, perfetta Franca Valeri da giovane. Nino se la rischia: mi dà il microfono, non sapendo quello che è il grido di amici e colleghi da quando ho scoperto di amare parlare amplificata in pubblico: “togliete l’audio alla Scafetta!”.

map complessiva

Concordiamo cinque minuti, supero i 7 senza mai prendere fiato e senza rendermi conto che, sia Nino, sia Micol si prestano a farmi da valletti, mostrando pagina dopo pagina Map al pubblico. Le coincidenze, le tracce, l’incontro con l’editore, la descrizione del giornale, il tema del numero del mese e quello del successivo, la promessa di incontri futuri, il richiamo a tutte le mie attività di scrittura, i ringraziamenti sentiti. “Non ti manca la favella…” chiosa con classe Nino.

Viola ha ripreso tutto, capovolto; la maestra mi manda le foto che ha scattato; mia mamma fa colpi di tosse, nervosa e commossa;i piccoli sono stati deportati al parco dalla santa zia.

Mi sdraio sul bancone, circondata dalla faccia sorniona di Madonna: mi fissa dalle copertine del giornale che Francesco, solerte, ha messo su tutti i tavoli del locale.

map madonna sui tavoli

La presentazione del libro di Micol è intensa: uno scambio tra anime affini, nel quale lei sembra non rispondere, mentre approfondisce ogni spunto del suo intervistatore. Arriva anche Betta, il mio riferimento stampa nel territorio: condividiamo noccioline mentre commenta “bella sfida il cartaceo!”, stringendo tra le mani la sua copia.

Sento la febbre salire, il pub è pieno, tornano i bambini: Luca mangia anche il guscio delle arachidi, senza conseguenze. Il messaggio di Cinzia: “arrivò”, attesta il trionfo delle poste di Roma sud.

Respiro.

E’ andata: Map diventerà una piacevole abitudine mensile anche nella mia città di adozione. Nonostante abbia provato a controllare la dizione, tra due milanesi, l’accento ha felicemente tradito le mie orgogliose origini capitoline, comuni a questa nuova avventura che mi ha raggiunto nel mio tentativo, vano, di ritirarmi a vita privata.

map lilac.jpg

Mentre raccolgo gli infiniti pesi nella borsa, pronta a salutare e ringraziare nuovamente tutti, il colpo di scena: quello che arrota, traccia, segna, destina… Si alza una donna bionda dallo sguardo dolce, va verso il divanetto con un foglio. Nino ci ferma: “aspettate, un fuori programma!”. Micol mi chiama “Valeria devi proprio venire qui.” Sul tavolino le parole di Lilac Wine che Lucia Giommi, Lady Perbacco, inizia a cantare, senza nessuno strumento ad accompagnarla, se non il suono delle prove del concerto della sera nella piazza vicina. La sua voce, cadenzata dal ritmo dello schiocco delle sue dita, copre ogni rumore, si impossessa del pub, di viale Trieste e dei miei occhi, incontrollabili dispensatori di lacrime.

map lady perbaccoLa sceneggiatura parrebbe completa, se al ritorno a casa, non trovassi, nella mia cassetta della posta, l’ultima traccia, su carta. Me l’ha lasciata Viola in un foglio A 4 piegato. Ha disegnato uno schermo con dentro il mio ritratto ( le doti artistiche le ha prese dalla zia).

Il contenuto precede i titoli di coda e dà un senso speciale a tutto il film.

“Ultima notizia: intervista a Valeria Scafetta. Una qualunque giornalista che nel 3/08/2009 è diventata madre e nel 5/05/2014 di ben due figli, ma nonostante questo oggi 11/07/2019 presenterà a Pesaro il giornale di cui diventa direttrice mentre mantiene il suo blog “tracce volanti”. In questo blog fa interviste a persone molto gentili e adesso è stata fatta a lei l’intervista, la miglior mamma del mondo.”

map finale

La febbre è passata, ma gli occhi brillano ancora.

Prendo in prestito un’espressione di Nino: Buona vita a Map Magazine, a Tracce volanti e a tutti coloro che vorranno aiutarmi a raccontare gli infiniti finali possibili.

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