La Biblioteca Calabrese è un patrimonio di tutti

Una miniera, capace di attrarre nel piccolo comune della provincia di Vibo, visitatori da varie parti nel mondo, eppure, rischia di essere abbandonata. Non era stato calcolato, però il fattore umano: gli Amici della Biblioteca calabrese ai quali si sono aggiunti intellettuali e studiosi da ogni parte d’Italia, pronti a difenderla.

biblio calabrese prima bibbia stampata in ebraicoQuarantamila volumi, stampe antiche, periodici, libri rari, un archivio di microfilm e di foto d’epoca in corso di ampliamento: chi vuole sapere, scrivere e approfondire della Calabria e dei suoi autori, nel passato e nel presente, deve venire nella Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro. Un istituto culturale unico nel panorama nazionale per l’attenzione monotematica dedicata alla terra di Cassiodoro, Gioacchino da Fiore, Tommaso Campanella, Bernardino Telesio, Corrado Alvaro e Leonida Repaci. Solo per citare alcuni di coloro che hanno reso immortale, dalla Calabria, il patrimonio di filosofia, storia e letteratura del paese.

Una tale miniera, capace di attrarre nel piccolo comune della provincia di Vibo, visitatori da varie parti nel mondo, andrebbe promossa e curata, invece rischia di essere abbandonata. Da giugno, la Regione che è tra i soci fondatori, ha spostato il personale che si occupava della gestione quotidiana, mentre il Comune, altro socio, ha approvato una delibera di giunta, nella quale si è stabilito che da gennaio 2020 non ne pagherà più le utenze.

biblioteca calabrese.jpgSenza personale e al buio: si potrebbe prevedere il destino di questo importante e necessario presidio culturale. Non era stato calcolato però il fattore umano: coloro che tengono alla biblioteca, a costo di impegnarsi direttamente per tenerla aperta e per richiamare gli enti alle responsabilità prese. Sono gli Amici della Biblioteca calabrese ai quali si sono aggiunti intellettuali e studiosi da ogni parte d’Italia.

Da giugno stanno scrivendo appelli sui social o direttamente indirizzati alle istituzioni: ultima una lettera inviata al Prefetto di Vibo, al Ministero dei Beni culturali e alla Regione che è riuscita a ottenere, ieri mattina, l’incontro con l’assessore alla cultura regionale per capire come giungere ad una soluzione condivisa.

Siamo arrivati uniti: per la prima volta, dopo tempo, è venuto anche il direttore che finora aveva preferito non intervenire. Siamo stati chiari: se non ci avessero presentato una soluzione per ripristinare il normale funzionamento, ci avremmo pensato noi. Abbiamo l’appoggio di una associazione che mette a disposizione volontari per garantire l’apertura in assenza di personale, e siamo pronti ad avviare raccolte di fondi per pagare le utenze.”

I rappresentanti del comitato raccontano, rasserenati dal clima positivo riscontrato durante l’incontro, ma pronti a vigilare che si mantenga quanto promesso.

L’assessore ci ha rassicurato: è stato emesso l’avviso di un bando per 15 posti da destinare alle biblioteche provinciali, 3 di essi saranno distaccati dalla biblioteca di Vibo a quella di Soriano. I tempi non saranno biblici: entro venti giorni dovrebbe essere chiusa la pratica. Per quello che riguarda le utenze c’è l’ipotesi che sia la Regione a occuparsi del pagamento. Non è stato posto alcun divieto all’idea di organizzare attività straordinarie per raccogliere le risorse necessarie. Ora non rimane che aspettare e controllare. Di certo non lasceremo chiudere la nostra Biblioteca.”

E’ una vicenda che indigna e commuove. Riprende il luogo comune del disinteresse per la crescita culturale e sociale da parte di alcuni rappresentanti delle amministrazioni locali e nazionali, ma mostra anche la resistenza attiva di chi ama i luoghi nei quali è nato, disposto a lottare per difenderli dalla scontata conclusione che li vuole destinati ad essere cartelli geografici vuoti.

Per capire meglio l’importanza di tenere accesa l’attenzione nazionale su questa battaglia all’ombra delle Serre, è necessario ricordare la storia di questo ente speciale.

biblio nicola provenzanoSognata e fortemente voluta dal professor Nicola Provenzano che iniziò a concepirla nel 1949, quando era ancora studente, laureando in “Lettere moderne” all’Università di Messina, è stata istituita ufficialmente nel 1995 grazie alla collaborazione di volontari e l’appoggio delle istituzioni locali. Il professore Provenzano che ne è stato a lungo direttore e l’ha seguita fino al suo ultimo giorno di vita, il 27 febbraio del 2012, ha voluto fosse un’istituzione autonoma e indipendente, tanto da concepirla come una Associazione no profit. Quasi sentisse che la sua creatura potesse essere preda di alcune dinamiche della comunità calabrese. Sono quindi soci fondatori della Biblioteca, oltre ad accademici e studiosi: la Regione Calabria; la Provincia di Vibo Valentia; la Comunità Montana dell’Alto Mesima ed il Comune di Soriano Calabro. Gestita da un consiglio di amministrazione e da un comitato scientifico, negli anni, la Biblioteca ha accresciuto il suo patrimonio come le attività offerte al territorio.

biblio soriano

Ne parla con orgoglio, sempre uno dei rappresentanti del comitato degli Amici.

“Sono state coinvolte, in diversi progetti, le scuole di ogni ordine e grado di comuni anche fuori provincia o di altre zone d’Italia. I pullman che arrivano a Soriano, si fermano al museo e subito dopo alla Biblioteca. I ragazzi, dalle elementari all’Università, hanno trovato qui un luogo ricco di stimoli e di strumenti fondamentali per ricerche e approfondimenti. Non solo studenti, ma anche studiosi dall’Europa e dal mondo. La biblioteca era stata pensata dal suo fondatore come un luogo per i cittadini. Per questo lo abbiamo fatto vivere con convegni su varie tematiche, le presentazioni di libri, i seminari e i laboratori. Un vero presidio culturale e sociale. “

biblio rogeriusDal 1998 nella biblioteca si realizza la rivista semestrale “Rogerius”(e un quaderno monografico attuale) che viene distribuita a tutte le biblioteche nazionali e a parecchi altri utenti anche all’estero.

E’ l’eco che richiama pure coloro che hanno lasciato la loro terra e possono così ritrovare le radici e studiare le proprie origini.”

Dalla Calabria sono partiti e partono in tanti, soprattutto giovani, tra coloro che restano, c’è la volontà di non rassegnarsi. Difendere il patrimonio, costituito dalla memoria di grandi pensatori, autori e semplici cittadini, è un’esigenza civile.

La nostra realtà è percorsa dall’onda mafiosa che si alimenta dell’ignoranza, per questo sappiamo quanto sia importante che la cultura non arretri.”

A Soriano Calabro ieri non si è tornati indietro: cittadini, studiosi, studenti, lettori, amanti della Calabria, della storia, della filosofia e della letteratura che ha donato al nostro paese, l’hanno difesa e non devono rimanere soli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: