C’era una volta una bimbetta

Sono tante le famiglie senza fiato nel nostro paese, molti i padri e le madri che non sanno come potranno crescere i loro figli, troppo poche le soluzioni offerte da un welfare distratto. Questa storia nemmeno avranno il tempo e la voglia di leggerla, ma se intorno c’è chi può aiutarle, sappia che si può fare e che non c’è ricchezza più grande di quella condivisa.

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Ci sono piccole storie che hanno un grande significato. Si nascondono nella cronaca di un quotidiano locale. Quando si riesce a trovarle, si scorge nella lettura la luce di una speranza, capace di sfocare il buio, creato dalle notizie di ciò che accade tutto intorno.

Nell’ospedale di Civitanova Marche, ieri notte, è nata una bambina: pesa circa 3,5 kg ed è in buona salute. I genitori vivono a Casette d’Ete, frazione di Sant’Elpidio in provincia di Fermo, località nota soprattutto per le origini di uno dei marchi di calzature più famose al mondo.

Sono due ragazzi che, come purtroppo spesso accade in questo periodo storico, hanno vissuto l’attesa in un clima difficile: le ansie professionali ed economiche hanno offuscato la gioia di diventare padre e madre per la prima volta. Il papà infatti ha perso il lavoro, la mamma, in bilico tra piccole occupazioni a tempo determinato, è andata a chiedere aiuto alla Caritas per le prime necessità della figlioletta.

Nessun nonno o famigliare vicino a loro, pronti a sostenerli, ma nemmeno l’indifferenza, colpevole nemica delle comunità contemporanee. Quando si è saputo delle loro condizioni, è scattata la solidarietà collettiva del paese. In dieci giorni si sono mossi in tanti per fare in modo che la “bimbetta”, come è stata affettuosamente battezzata dalla sua famiglia allargata, appena a casa, trovasse ciò di cui ha bisogno.

Un passaparola social e reale che ha fatto arrivare in un punto di raccolta stabilito: vestiti nuovi, ma rigorosamente lavati e sterilizzati, scarpe, culla, passeggino, lettino, fasciatoi, senza dimenticare giochi, prodotti per l’igiene, per i pasti e pannolini. Nel grande pacco anche i fiocchi rosa per annunciare la nascita e persino gli album fotografici nei quali non dovranno mancare testimonianze di bei ricordi. Per dimostrare che la vicinanza proseguirà fino a quando ce ne sarà bisogno, c’è chi ha offerto buoni acquisto, necessari alla famiglia per le spese successive. In una storia che, già così, sembrerebbe uscire dal libricino di una favola, c’è stato anche chi si è messo a disposizione per imbiancare la cameretta.

E’ stata dura per questi genitori, poteva esserlo anche per la loro figlia arrivare al mondo, già carica di problemi e di responsabilità, ma ora sanno di non essere soli. Oltre al fiocco, alle prime scarpine e copertina, la traccia più emozionante di questa nascita rimarrà impressa in un quaderno, nel quale tutti coloro che hanno donato qualcosa, hanno lasciato un augurio o una dedica per la piccolina.

Sono tante le famiglie senza fiato nel nostro paese, molti i padri e le madri che non sanno come potranno crescere i loro figli, troppo poche le soluzioni offerte da un welfare distratto. Questa piccola storia nemmeno avranno il tempo e la voglia di leggerla, ma se intorno c’è chi può aiutarli, sappia che si può fare e che non c’è ricchezza più grande di quella condivisa.

Il sorriso di una bimbetta illuminerà l’amore di una intera comunità. E per un giorno Casette d’Ete sarà più famosa per questo che per le note scarpe, usate in tutto il mondo.

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