Il sogno di Laura

“Lei era il seme di una pianta che stava già crescendo rigogliosa. Per questo, nonostante le cattiverie e la mancanza di rispetto di una parte dei concittadini, io giro a testa alta e voglio che proprio qui il suo amore continui a germogliare.”

Un centro di aggregazione nel quale i ragazzi possano incontrarsi, fare sport, confrontarsi, trovare un aiuto psicologico e prendersi cura degli animali abbandonati. Un luogo che manca a San Giovanni La Punta, comune in provincia di Catania, dove a sognare un futuro diverso per i suoi coetanei, c’era Laura Russo. Era una ragazzina di 11 anni, nei suoi temi scriveva che desiderava che gli altri fossero felici in un mondo più pulito e raccontava della sua volontà di aiutare anche tutti i cani e i gatti maltrattati. Una sensibilità e una dolcezza rara che stride con il terribile epilogo della sua giovane vita. Uccisa dal papà la notte del 22 agosto del 2014, vive nel ricordo di una madre, Giovanna Zizzo, prostrata dal dolore e dalla cattiveria, ma determinata a portare avanti la sua memoria in un percorso che sia d’esempio per far nascere un progetto di amore e di condivisione. Giovanna che nel suo paese non ha ricevuto la solidarietà che sarebbe naturale ricevere, ma addirittura l’accusa di essere stata causa di quell’inimmaginabile delitto, ha scelto di rimanere e di realizzare, proprio qui il sogno di sua figlia. Abbiamo già seguito la storia di questa madre e della sua bambina,  nella traccia di oggi apriamo con loro un sentiero nuovo che speriamo ne incontri altri per dimostrare come, dove il bene non sembri attecchire, possa in realtà germogliare e diffondersi . In che modo, lo racconta Giovanna.

il sogno di laura nelle scuole“Ci sto lavorando da tempo. Non è facile mantenere la lucidità dell’azione quando si prova una sofferenza così dilaniante. Ho deciso, però, dopo cinque anni, di mettermi concretamente all’opera per realizzare ciò che qui manca. Vedo i ragazzi del paese girare senza meta, non avendo un posto dove stare per costruire delle passioni, ma anche solo per essere accolti e ascoltati nelle loro difficoltà. Ho vissuto il dramma che i miei figli hanno passato dopo l’uccisione della loro sorellina, so quanto possa essere fondamentale trovare un conforto nel momento del bisogno.

La mia idea, che poi parte da quelle di Laura, è di creare uno spazio di amore e di rispetto, nel suo nome, dove si possa giocare, ma anche prendersi cura degli animali abbandonati che era la sua grande preoccupazione. “

“Penso di costituire un’associazione in modo che qualsiasi mio passo sia trasparente e non possa dare adito a chi, purtroppo, ancora si permette di attaccare il mio impegno quotidiano e costante per mantenere viva la memoria della mia bambina. Da sola non ce la posso fare, ma confido anche nell’aiuto dei ragazzi. Ne ho incontrati tanti nelle scuole in cui vado a raccontare la nostra storia per affrontare il tema della violenza contro le donne. So che loro hanno una sensibilità diversa che va supportata per emergere nel modo giusto e non portarli all’emarginazione. Mi accorgo che sono sempre più soli, perchè tante famiglie, non tutte, non riescono a seguirli e aumentano i casi drammatici in cui, adolescenti meravigliosi, prendono strade sbagliate o peggio scelgono di farsi dal male.”

“Il progetto di Lauretta verrebbe incontro alle loro esigenze, utilizzando anche la terapia della cura degli altri, in particolare di cani e gatti randagi che qui nelle nostre zone, sono molti. Come pure i cavalli che Laura adorava nella loro maestosità: spesso vengono sequestrati da chi li sfrutta per le corse clandestine e non si sa che fine facciano. Penso che possa essere una molla giusta per unire. Mi piacerebbe sentire per il mio paese la voce: “oggi pomeriggio andiamo alla casa di Laura ad accudire dei cuccioli.”

“Al momento non ho molto sostegno, ho chiesto alle istituzioni locali, ma non ho ricevuto alcuna risposta. Non sono stupita: qui non c’è stata nessuna volontà di onorare la memoria di Laura, per fortuna nei comuni vicini hanno organizzato iniziative e piantato alberi in suo nome.

Lei era il seme di una pianta che stava già crescendo rigogliosa. Per questo, nonostante le cattiverie e la mancanza di rispetto di una parte dei concittadini, io giro a testa alta e voglio che, proprio qui, il suo amore continui a germogliare. Ho pensato di andare via, ma ho sentito che non potevo darla vinta a chi crede che la violenza, persino l’omicidio di una bambina, possa essere lo scotto da pagare per essere libera e rispettata.”

il sogno di laura l'amore non uccide.jpg“Resto con la mia famiglia e porto avanti il sogno di chi credeva che ovunque potesse esserci il bene. Laura quando andava a scuola si portava dei panini al latte, una volta trovò dei cuccioli davanti all’ingresso, per diverso tempo, quando arrivava e prima di prendere il pullman per tornare a casa, dava tutti i suoi panini a loro. Molti suoi coetanei, sono sicura, provano lo stesso affetto nei confronti degli animali che non possono tenere in casa. Mi piacerebbe, tra le prime azioni dell’associazione, raccogliere le risorse necessarie a comprare del cibo per andare a portarlo, insieme ad un gruppo di ragazzi, in un rifugio o dove ce n’è bisogno.

Creare un contatto e allo stesso tempo una rete su gesti concreti di solidarietà.”

il sogno di laura finale“Il Natale per me è il periodo peggiore dell’anno, quello nel quale affiorano i ricordi e la mancanza si fa sentire più forte, so che intorno vorrebbero che io stessi in silenzio, invece proprio ora sono contenta di riprendere a parlare del nostro progetto. Mi sta aiutando una ragazza che studia in Umbria, ma vuole tornare a San Giovanni La Punta per dare vita, insieme a me, alla Casa di Laura. Partiamo e sono certa che troveremo chi vorrà stare al nostro fianco. Ho un angelo speciale che mi guida e mi sostiene. Scriveva Laura: “credo che tutti i sogni si possano realizzare, certo forse non tutti, ma qualcuno si avvera.”

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