June e le mille gru rosse per la Cina

“L’Italia è il paese nel quale ho deciso di fermarmi e far crescere i miei figli: sono felice che parta da qui un piccolo ma significativo segnale di pace e solidarietà verso la mia Cina che, in questo momento, ne ha bisogno.”

june seconda copertina ok1000 gru di origami per la Cina e il Mondo: questa l’idea che sta portando avanti June Liu presidente dell’associazione culturale Il Filo di Seta, organizzatrice di eventi culturali a Padova. Mentre la Cina si è fermata per contenere l’epidemia del coronavirus, nel tentativo di uscire il prima possibile dell’emergenza, dall’Italia parte un messaggio di solidarietà e di pace, veicolato dalla bellezza di una forma d’arte tradizionale. June, insieme ad altri rappresentanti della comunità, in accordo con le istituzioni locali padovane (l’Assessorato alla Cultura del Comune e l’Istituto Briosco), ha deciso di annullare gli ultimi eventi dedicati al Capodanno cinese che dal 2015 sono diventati un’occasione di scambio tra le culture, per fermarsi in una iniziativa condivisa di riflessione e preghiera laica. Al lavoro a piegare gru, italiani e cinesi insieme, dal Veneto al Salento per raccogliere un numero di origami che possa costituire un’installazione da posizionare nella Sala della Gran Guardia di piazza dei Signori, sede attuale della mostra di Hong Wu sull’ oroscopo cinese. Un altro segno evidente della collaborazione con la cittadinanza dopo l’inaugurazione, il 25 gennaio, del murale di Tony Gallo dedicato al Capodanno cinese, dipinto sulla facciata della palestra della Scuola secondaria Andrea Briosco. June racconta il senso di questo semplice, ma significativo gesto, oltre a confidarci lo stato d’animo di una cittadina cinese che vive in serenità nel nostro paese, senza dimenticare la forza della storia e della determinazione del suo popolo.

La traccia: gru di origami per il popolo cinese

“Abbiamo deciso di annullare gli ultimi eventi previsti per celebrare il Capodanno cinese. Non volevamo, però che questo fosse interpretato come un segnale di allarme, in realtà l’intenzione è quella di fermarsi in segno di rispetto per pregare insieme per il popolo cinese. Da qui il nome che abbiamo voluto dare all’iniziativa “Il Silenzio nel caos”, durante la quale si realizzeranno e raccoglieranno le 1000 gru rosse di origami per la Cina e il mondo. “

“Qui a Padova, né a me, nè ad amici a cui ho chiesto, sono state manifestate forme di razzismo e discriminazione, legate al panico da coronavirus. Personalmente ho fatto le prove: per alcuni giorni, dopo aver accompagnato mio figlio a scuola in un paese vicino la città, sono entrata nei bar per studiare le reazioni. Non ho notato nulla di strano. Anzi, devo ammettere che quest’anno, alle iniziative organizzate per celebrare il nostro Capodanno, coincise proprio con l’esplosione dell’epidemia, abbiamo avuto maggiore partecipazione e il significato di quanto realizzato è stato ancora più profondo.”

Segni di vicinanza e solidarietà

“Oltre alla grande opportunità di poter allestire la mostra “Poeti vaganti tra gli affreschi. Raffigurazioni dell’oroscopo cinese” di Hon Wu, nella sala della Gran Guardia, abbiamo avuto un numero di presenze, mai registrato prima, alla cena della vigilia del 24 gennaio che precede la data ufficiale del Capodanno cinese. Il 25 gennaio si è verificato l’evento che ha lasciato un segno permanente del legame tra la comunità cinese e la città. Tony Gallo, noto street artist padovano, ha realizzato un murale sulla facciata della palestra della Scuola Briosco, dedicato proprio alla nostra festività. E’ la bellezza dell’arte come specchio di rapporti, impressi nei colori che hanno ravvivato un muro precedentemente deteriorato. Devo ringraziare per questo gli assessori alla cultura e alle politiche scolastiche del comune, il Preside della Scuola Briosco, grazie ai quali portiamo avanti anche le altre nostre attività. Il Capodanno cinese è costituito da una serie di iniziative per diffondere e far conoscere la nostra cultura. Il 25 quando abbiamo inaugurato il murale, la scuola è stata animata da danze, canti, rappresentazioni di kung fu per i bambini. Un momento di aggregazione molto intenso.”

“Da quel giorno in poi è iniziata ad aggravarsi la situazione del virus con la conseguente campagna mediatica che tendeva a diffondere paure, anche insensate. Ribadisco che qui a Padova non ci sono stati episodi di razzismo, ma ho avvertito, insieme anche ad altri amici che fanno parte dell’associazione, l’esigenza di lanciare un messaggio: uniamo le forze per una preghiera collettiva, attraverso un pensiero positivo. Da qui la necessità di un po’ di silenzio e di un piccolo simbolo che ognuno potesse costruire e condividere: l’origami della gru. Per noi cinesi simboleggia la pace e la longevità.”

Da Hiroshima a Padova verso la Cina

“Una leggenda giapponese conferma quanto sia di buon auspicio.

june gru rossaEra il 6 Agosto del 1945 a Hiroshima. La piccola Sadako Sasaki, di soli due anni, si trovava insieme al fratellino più grande nella loro piccola casa, ormai svuotata dalla povertà della guerra, a pochissimi chilometri dall’esplosione. Dopo lo spavento iniziale la loro vita continuò come sempre, come quella di bambini che crescono giocando, andando a scuola e facendo sport, con tanta voglia di vivere. Qualche anno più tardi Sadako inizia a stare male. “E’ stata colpa di quell’esplosione!” le dicono i medici e per questo la ricoverano. L’ospedale, però, è molto povero, non ci sono giochi e la piccola si annoia, non vede l’ora di tornare a casa. Per fortuna è sempre circondata dalla sua famiglia e dai suoi amici: proprio la sua migliore amica Chizuko le racconta l’antica leggenda delle mille gru, l’uccello simbolo di lunga vita. Le narra di come che chi fosse riuscito a realizzare mille gru con la tecnica dell’origami avrebbe potuto esprimere un desiderio. Sadako si mette subito all’opera e inizia a creare gru con tutta la carta che può trovare in ospedale, principalmente le scatole vuote dei farmaci. Il suo desiderio non è solo quello di guarire e tornare a correre ma anche quello di poter porre fine a tutte le sofferenze delle vittime della guerra e portare la pace del mondo.

Da allora l’origami della gru rappresenta il tentativo di uscire da una situazione drammatica anche attraverso l’impegno e l’investimento personale.”

june le gru“Questo il nostro obiettivo. Ci stiamo dando da fare anche negli asili e nelle scuole, a partire dalla Briosco che aveva confermato la disponibilità ad ospitare la festa della Lanterne con cui avremmo chiuso le nostre celebrazioni. Stiamo assistendo allo spettacolo tenero ed incoraggiante di presidi e insegnanti, intenti ad imparare a piegare origami. Un grande aiuto arriva anche dalle mamme, perché non è molto semplice per i bambini, confezionarle. Abbiamo chiesto al comune di istituire, già da questo sabato, dei punti di raccolta per le gru che stanno arrivando anche da altre parti d’Italia: ognuna con il proprio nome e una frase di augurio. Vorremo proseguire fino al 23 febbraio, durante il periodo della mostra di Hong Wu, per poi realizzare delle installazioni che potrebbero rimanere esposte nella Sala della Gran Guardia dove dal 26 marzo al 26 aprile ci saranno altre mostre legate all’arte cinese. Si può anche donare una gru virtuale, mettendo una foto della gru come immagine del profilo Facebook, oppure realizzare una gru di carta e pubblicare una foto nella sezione discussioni dell’evento nella pagina Facebook dell’Associazione Culturale Il Filo di seta. Dei miei amici giornalisti di Pechino hanno esteso l’idea a tutta la Cina. In questo caso, si spera di poterle esporre fisicamente nei luoghi del paese durante la festa dei bambini il 1 giugno.”

june seconda copertina

Farsi ponte tra le culture

“Quella degli origami è una mia passione: li uso per decorare la tavola, ma anche come pensiero di buon augurio, donato a coloro a cui tengo. Non mi aspettavo però di raccogliere così tanto entusiasmo, soprattutto dai ragazzi cinesi della seconda generazione che si stanno dando veramente molto da fare per lanciare al meglio questo messaggio dall’Italia, che è il loro paese, alla Cina, dove ci sono le loro origini.  Il mio percorso è stato meno lineare. Sono arrivata a Padova nel 2006 dalla Svezia, ero già stata a Milano dal 2000 al 2003. Quindi in tutto ho vissuto 16 anni in Italia, ma ho trascorso lunghi periodi anche in Egitto, Corea del Sud e Svezia, per motivi di lavoro. I miei tre figli sono nati in paesi diversi: la prima in Corea del Sud, il secondo ad Abano Terme vicino Padova, il terzo l’ho partorito in Cina. Spesso ribadisce con orgoglio questa differenza rispetto ai fratelli. Mio marito è italiano, pugliese.”

“Rappresento quindi una bella miscela di esperienze, culture e tradizioni che ho messo a disposizione di progetti di scambio e dell’organizzazione di eventi che promuovano l’incontro e la conoscenza. In realtà, all’inizio del mio percorso professionale, facevo la consulente e l’interprete per grandi aziende, poi ho conosciuto un professore di filosofia dell’Università che mi ha chiesto di occuparmi di iniziative che creassero un ponte tra Italia e Cina. Ho cominciato con delle letture bilingue insieme ad un amico scrittore e poi mi sono dedicata a sanare la contraddizione tra la forte presenza di ristoranti cinesi in città e la mancanza di una conoscenza approfondita della cucina.”

june filo di seta“Avendo vissuto a Milano, ho notato le differenze tra le comunità cinesi. A Milano, come credo anche a Roma e a Prato, non per gli stessi motivi, c’è un’apertura maggiore, a Padova si stava un po’ indietro. Noi cinesi siamo quasi 10 mila a Padova e in provincia, ma quando ho iniziato ad occuparmi di possibili interazioni ho percepito atteggiamenti di chiusura da superare. Nel 2015, come consulente dell’Istituto Confucio, ho creato l’evento del Capodanno cinese. Non era mai stato organizzato nulla di simile in città: in un parco ho predisposto laboratori, dall’arte alla cucina, per diffondere i vari aspetti della cultura cinese. Sono sicura che a qualcuno sia sembrata un’azione un po’ avventata, ma hanno partecipato così tante persone, soprattutto italiani, da renderlo un modello per gli anni successivi. Nel 2016 se ne sono occupati anche i giornali e le televisioni. E’ stata una sorpresa anche per me. Nel 2016 ho lasciato l’Istituto e abbiamo creato l’associazione con la quale ci siamo resi indipendenti nell’organizzazione delle manifestazioni. Collaboriamo anche con altri comuni della provincia, creando mostre d’arte, spettacoli e la settimana della cultura cinese. Si è creata un’ottima sinergia con le istituzioni locali ma anche di altre parti d’Italia. L’estate organizzo soggiorni per molti amici cinesi nel Salento da cui pure stanno arrivando delle gru.”

june finale“L’Italia è il paese nel quale ho deciso di fermarmi e far crescere i miei figli: sono felice che parta da qui un piccolo ma significativo segnale di pace e solidarietà verso la mia Cina che ne ha bisogno in questo momento. I miei genitori con i miei fratelli sono chiusi in casa. Vivono in un gran comprensorio nel nord est, sotto le colline. Erano in viaggio quando è stato dato l’ordine di non uscire per impedire il contagio: mia madre è una dottoressa, mio padre è stato direttore di un ospedale, hanno capito subito l’emergenza e sono rientrati immediatamente. Non è facile per chi è abituato a muoversi, a lavorare, ritrovarsi così tanto tempo senza poter fare le proprie attività, ma il senso di responsabilità dei cinesi è fondamentale e ci distingue. Ho letto il titolo di un giornale italiano che definiva “domiciliari” le misure imposte dal governo, ma forse non ci si rende conto di quali conseguenze potrebbero scatenarsi se non ci si attenesse a quanto stabilito. Siamo milioni se l’epidemia continuasse a diffondersi, sarebbe un disastro. Invece sento i miei amici e mi raccontano di una organizzazione ferrea a cui ci si sottopone anche a costo di perdite economiche per far di tutto affinché se ne esca fuori il prima possibile. “Se non passa è peggio: Collaboriamo!” mi ha detto mia mamma. Sono certa che in questo modo si tornerà presto a respirare sereni per le strade. Intanto dedichiamo a tutta la Cina il buon augurio delle nostre gru rosse.”

La traccia volante: Silenzio nel caos. Per dimostrare amore al popolo cinese.  

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