Tiziana e il potere delle fiabe

“Mi fa piacere che un mio libro ‘La Paura è fatta di niente’ sia utilizzato da una maestra che fa lezioni a distanza in uno dei paesi focolai del coronavirus. Sono contenta che ci si stia rendendo conto del bisogno di riflettere sulle emozioni insieme ai bambini, e non solo. La letteratura fiabesca si conferma ancora una volta uno strumento fondamentale per affiancare, impreziosire e spiegare la realtà.”

tiziana libro pauraCosa può rasserenare un bambino, costretto a passare la sua giornata in casa malato o perché intorno si aggira un nemico invisibile, che alla televisione hanno definito virus? Non è necessario nascondere e negare che si stia attraversando, grandi e piccoli, un periodo difficile, anzi si può partire proprio dalla paura per riflettere sulle emozioni che proviamo. Lo specchio degli stati d’animo senza infingimenti sono le fiabe, autentici registri dell’anima utilissimi come punto di partenza per l’analisi dei diversi aspetti della realtà, dentro e fuori di noi. C’è chi sta dedicando studi, scrittura e laboratori pratici per rendere chiaro a tutti come si possa ‘Insegnare con la letteratura fiabesca’. Questo il titolo della guida, scritta nel 2018, da Rosa Tiziana Bruno, sociologa, autrice di libri per ragazzi, membro dell’Italiana Children’s Writer Association e direttrice del festival di letteratura per ragazzi “Scampia Storytelling”. A lei la Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo (Bimed) ha chiesto di scrivere un breve racconto per i bambini che in questo momento avvertono il senso di panico e la pesante situazione di isolamento per via del coronavirus. In “Un segreto segretissimo” l’autrice ricorda quando, bambina, uscì dalla “prigione” di un lungo periodo di malattia, grazie ai personaggi e alle emozioni di un romanzo di Victor Hugo. Ad un’altra sua opera “La Paura non fa niente”, la maestra di una scuola di Cremona, è ricorsa per una lezione a distanza con i suoi alunni. Non è sorpresa Tiziana, ma si rallegra nel constatare come si stia ricorrendo all’utilizzo della letteratura fiabesca in maniera sempre più allargata. La sua traccia di autrice racconta di un impegno, concretizzato in testi, romanzi e progetti formativi, affinché le fiabe, nella loro versione letteraria originale, diventino sempre più strumento di conoscenza, condivisione e dialogo. Uno strumento prezioso, se usato in maniera corretta, nelle famiglie come a scuola, per esplorare emozioni e sentimenti, propri e degli altri.

 La traccia: le fiabe per affrontare la realtà

 

“Ho scelto da sempre le Fiabe. Sono entrate molto presto nella mia vita aiutandomi ad analizzare la realtà che mi circondava. A 5 anni ho iniziato a leggere da sola, riuscendo così a sperimentare da subito gli effetti benefici del mondo fiabesco. Da allora non le ho mai abbandonate, portandole con me ogni giorno: con gli insegnanti che incontro, con i miei studenti, con i miei nipotini. Quando ero molto piccola non avevamo la televisione in casa, ma in compenso tanti libri, molti dei quali contenevano le versioni letterarie originali delle fiabe. Mi sono quindi salvata da letture scadenti, piene di stereotipi, che purtroppo spesso circolano in commercio. Le mie preferite erano Rosaspina, i Musicanti di Brema e Pierino Porcospino. Ricordo ancora quando mi regalarono ‘I Quindici’: era una enciclopedia molto diffusa all’epoca e io mi appassionai al volume sulle fiabe, che erano illustrate in maniera meravigliosa.”

“Le fiabe, è giusto precisarlo, non conoscono età ma parlano a tutti, a qualunque età. Sono usate come strumento fondamentale sia durante le terapie, sia nei percorsi formativi di grandi aziende. Si prestano a più chiavi di lettura, purché siano presentate nella maniera corretta. Già da tempo sono inserite nella programmazione didattica: dalla materna alle superiori. Il problema è che prevale l’approccio tecnico, ovvero l’analisi degli elementi testuali e non la lettura gratuita. Nella mia guida spiego ai docenti come utilizzare la fiaba in classe, mettendo a frutto la mia esperienza, maturata in lunghi anni di docenza e di ricerca, ma anche nei numerosi laboratori che ho condotto come autrice. Propongo un approccio completamente diverso: praticare la lettura ad alta voce in classe, sganciata da ogni forma di valutazione e seguita da riflessioni e considerazioni. Nel mio libro ho inserito 15 laboratori interdisciplinari, attuabili in vari gradi di scuola, per mostrare come sia possibile utilizzare la fiaba nell’insegnamento di tutte le discipline.

tiziana insegnare guida

In realtà mancava ai docenti un supporto scientifico, una guida concreta che li aiutasse ad orientarsi nel complesso mondo della letteratura. Per questa ragione ho pensato di scrivere un saggio dedicato specificamente a loro, ma validissimo anche per genitori. I riscontri mi hanno molto colpito. Penso ad una insegnante di scuola secondaria di primo grado che, dopo aver frequentato il mio seminario, ha voluto comunicarmi che stava sperimentando la mia strategia con successo. Era entusiasta, mi raccontava di come i suoi alunni fossero concentrati durante la lettura, un livello di attenzione mai ottenuto prima, anche da quei ragazzi che di solito facevano fatica a stare in silenzio. Non è facile per gli insegnanti abbandonare i modelli obsoleti e aprirsi ad una nuova strategia didattica incentrata sulla lettura, ma quando accade i risultati sono strepitosi”

“Per i ragazzi, invece, la fiaba assume da subito una valenza liberatoria. Attraverso di essa, riescono a tirare fuori le proprie emozioni. Un anno fa alla Fiera dell’editoria per ragazzi di Bologna, venni intervistata dalla Rai: mi chiesero come si potesse affrontare il tema della paura con i bambini. Risposi che è necessario approcciarsi al mondo fiabesco perché è l’unico che consente di ritrovare un rapporto sano con le emozioni, a cominciare dalla paura. Mi ha fatto piacere scoprire, pochi giorni fa, che il mio libro “La Paura è fatta di niente” sia stato utilizzato da una maestra che sta facendo lezioni a distanza in uno dei paesi focolai del coronavirus. Sono contenta di questo lento ritorno alla letteratura fiabesca, nei momenti critici come quello che stiamo vivendo adesso per la diffusione del coronavirus la fiaba si conferma come lo strumento più efficace per affrontare e spiegare la realtà.”

 

La traccia volante: “Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo.” E’ un verso di Ivan Tresoldi che ho usato per introdurre il mio romanzo ‘Un Ribelle a Scampia’.

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