Luca lascia segni di luce

“Ciò che mi rende più orgoglioso è la possibilità che il mio lavoro possa diffondere la conoscenza e l’amore per la bellezza dell’arte in una forma diversa.”

luca dueAnimare un dipinto di Van Gogh e di Monet, inserendo ombre mancanti e elementi tridimensionali. Rendere la luce un’opera che fa vivere la musica congelata nell’architettura: dal Palazzo Ducale di Genova al Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo. Digital art e videomapping sono le due forme espressive con cui si sta distinguendo nel panorama mondiale Luca Agnani, artista maceratese che dalla realtà virtuale crea proiezioni suggestive su luoghi e monumenti reali. Nel 2013 ha vinto con il suo studio, il terzo posto al concorso di video mapping Circle of Light di Mosca, sempre nello stesso anno il video Van Gogh Shadow, un’animazione di 13 opere del pittore olandese è stata ospitato al Van Gogh Museum di Amsterdam. Da allora numerose e emozionanti le sue opere che hanno acceso con disegni ed esaltato elementi architettonici di diverse città italiane, imponendosi come modelli a livello internazionale, fino alla consacrazione nel 2017 con il videomapping realizzato per la celebrazione dei 100 della Rivoluzione russa sulla facciata del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo. La sua ultima opera di rilievo sulla facciata della Farnesina, il 14 dicembre del 2019, nell’ambito della Digital Art Experience: insieme ad altri quattordici importanti studi di arte digitale ha animato di colori e immagini il palazzo del Ministero degli Esteri. Nei computer dello studio di Corridonia, edifici storici e capolavori della pittura riprendono vita per poi essere mostrati in maniera inattesa, attraverso l’uso sapiente di proiettori ed una tecnica collaudata, agli occhi meravigliati del pubblico. La traccia di Luca racconta come un’idea artistica si possa trasformare in lavoro, senza smettere di essere anche un sogno.

Avevo raccolto la storia di Luca, pochi giorni prima che arrivasse la pandemia in Italia. Eravamo d’accordo nell’aspettare per pubblicarla, presi anche noi dal corso degli eventi, che ha sospeso nell’attenzione tutto ciò che non fosse legato al virus. Ieri ho mandato un messaggio all’artista delle luci, per comunicargli che era arrivato il momento per un piccolo spiraglio, offerto proprio dal racconto di chi, illuminando l’architettura, può regalare un’emozione nel rispetto di distanze e regole. Nell’attesa che ci si possa ritrovare più vicini nelle piazze ad ammirare i suoi capolavori, non dimentichiamo che anche la creatività degli artisti è fondamentale per ripartire.  

La traccia: digital art e videomapping

luca farnesina“Nel 2000 lavoravo in una tipografia a Macerata. Ho deciso di licenziarmi e andare a Barcellona per vedere cosa succedesse fuori dalla realtà nella quale ero cresciuto. Appena arrivato, ho trovato un corso di un anno per imparare il web design e l’utilizzo del 3D.  Tornato a Macerata, ho cominciato ad applicare ciò che avevo appreso, offrendo le mie competenze per realizzare siti web. Ho sempre avuto la passione per i computer e la grafica anche se non ho seguito degli studi specifici, visto il mio scarso amore per la scuola. Mi sono formato da autodidatta, ma devo ammettere che il corso di Barcellona mi ha aperto gli occhi e spianato la strada. Nella mia città di siti web animati non se ne era mai occupato nessuno: in quel periodo non c’erano tanti esperti nemmeno a livello nazionale. Hanno cominciato ad assegnarmi dei lavori alcune agenzie grafiche. Parallelamente continuavo ad approfondire le conoscenze sugli eventi legati all’animazione e al 3D. In particolare mi colpirono su youtube i video di un gruppo “Gli Apparati effimeri”, gli unici a dedicarsi, in quegli anni, con successo, di videomapping. Ho iniziato a capire come potevo utilizzare ciò che avevo imparato a Barcellona per provare a seguire quanto facevano loro.”

luca sferisterio

“Mi sono fatto prestare un proiettore: se penso ai miei primi esperimenti in casa mi viene da sorridere. Appena, però, ho intuito che quanto realizzavo poteva funzionare anche oltre le pareti della stanza, ho avuto l’opportunità di partecipare ad un Festival di artisti di strada, organizzato da un mio amico. La mia prima opera di videomapping  ha animato la facciata di una chiesetta piccolissima vicino la città. Era il 2010. Avevo un videoproiettore per uso domestico quindi mi sono basato sul bianco e nero con il quale ho esaltato alcuni elementi architettonici: dalle colonne alle finestre. E’ bastato ad attrarre l’attenzione di alcuni architetti che, passando, sono rimasti colpiti e mi hanno chiesto se potessi riprodurre lo stesso tipo di illuminazione sulla facciata dello Sferisterio di Macerata. Cinque mesi dopo ho avuto quindi, già, la mia prima grande occasione: anche se, pure in quel caso, mi sono limitato ad evidenziare le architetture senza nemmeno le musiche che per me sono diventate fondamentali.”

“Ho continuato a portare avanti le due attività: da un lato il lavoro per le agenzie grafiche, dall’altro il perfezionamento del videomapping. Nel 2013 ho deciso di dedicarmi solo a questo, anche se non sapevo potesse diventare un lavoro. Ho rinunciato ad uno stipendio sicuro per ripartire da zero, ma potevo contare sul sostegno morale della mia famiglia: anche se non navighiamo nell’oro, hanno creduto in me. A poco a poco, essendo uno dei pochi ad occuparmi di questa particolare forma di arte, il mio nome ha cominciato a girare: da un festival di strada all’altro, i miei lavori sono stati citati anche nelle pagine di alcuni giornali. Nel frattempo mi sono immerso in un’altra impresa ardita. Appassionato di Van Gogh, ho voluto provare a mettere le ombre assenti nei suoi quadri. Ho riprodotto il dipinto La Camera in 3 D. Avevo letto che a Van Gogh non piaceva la sensazione di angoscia che pervadeva l’opera, con le ombre sembra che abbia riportato serenità all’immagine. Ho animato anche altri quadri del pittore olandese, tanto che i video sono diventati virali. Un giorno mi ha chiamato il Museo Van Gogh di Amsterdam per chiedermi di esporre anche lì il mio lavoro. Prima dell’Olanda, però c’è stato un altro paese a segnare per sempre il mio percorso: la Russia. Nello stesso anno mi hanno convocato per un contest di videomapping a livello mondiale. Sono arrivato terzo, ma soprattutto ho capito che quello poteva essere un lavoro che tanti, in diverse parti del mondo, facevano. Non ero l’unico matto ad investire tutto su questo. Sono finito anche per la prima volta al TG1 e neanche lo sapevo.”

“Tornato dalla Russia, sono partito per Amsterdam. Con il rispetto massimo per Van Gogh e per le sue opere, sono felice per essere riuscito a stimolarne la conoscenza attraverso i miei video su youtube. Ho portato orgogliosamente con me tutta la mia famiglia. Da lì si sono triplicate le richieste di fare animazione sui dipinti, anche oltre le possibilità oggettive. Alcuni artisti non si possono toccare: penso ai ritratti di Raffaello o alle meraviglie, già perfette di luci e ombre, di Michelangelo e Caravaggio. Il computer perde in partenza. Diverso è il discorso per gli impressionisti, ai quali mi sono accostato sempre con iniziale discrezione, realizzando delle animazioni su alcuni dipinti di Monet.“

luca agnani genova“Sono un perfezionista, quando scelgo un lavoro devo sapere che posso realizzarlo in maniera tecnicamente perfetta. Il lusso che posso concedermi adesso è proprio questo: poter decidere e dare il massimo a realizzare l’opera selezionata. Di norma noleggio tutta l’attrezzatura necessaria, i proiettori hanno costi molto alti che scendono notevolmente se ci si affida ad un service. Io realizzo il filmato e poi mando tutto ai tecnici di cui mi fido per la messa in opera che poi, ovviamente, vado a seguire. Nel mio studio ho tantissimi computer. Il periodo nel quale si concentra l’impegno massimo è Natale. Se penso che tutto sia cominciato da quell’anno a Barcellona ancora non ci credo, come stento a pensare che abbia già esaudito due miei desideri artistici: il videomapping sul Palazzo Ducale a Genova e soprattutto la facciata del Palazzo d’Inverno. Difficile per me riuscire ad individuare altre architetture altrettanto emozionanti. L’unico piccolo rimpianto su San Pietroburgo è che scelsero una musica popolare da sottofondo alla mia opera, ma data l’ufficialità dell’evento non ho potuto oppormi. Solitamente parto proprio dalla musica: da lì sviluppo il video che mi ispira l’architettura su cui andrò a proiettare. Se capisco di che musica è fatta, è facile. Un duomo imponente deve avere una colonna sonora epica; il Palazzo Ducale una melodia più rinascimentale con un trionfo di violini.

luca palazzo d'invernoLa musica è una mia altra passione: ho suonato sia il piano, sia la chitarra. Note e luci insieme: un dialogo che in generale rende la nostra vita migliore. Questo è ciò che mi rende più orgoglioso: la possibilità che il mio lavoro possa diffondere la conoscenza e l’amore per la bellezza dell’arte in una forma diversa. Un’agenzia di comunicazione mi ha chiesto di dividere i miei video dei quadri di Van Gogh per creare dieci box diversi, all’interno dei quali riprodurre, in uno schermo incorniciato come un quadro, le mie opere animate. L’iniziativa è da tempo diffusa nei centri commerciali, dove portano i ragazzi delle scuole con delle guide che illustrano i miei lavori. Intanto continuo a creare: dal 2010 ad oggi, in Italia e all’estero ho realizzato circa 100 video mapping: è una sfida personale e professionale che credo di aver vinto.”

luca centri commerciali

La traccia volante: “L’architettura è la musica congelata” Ghoethe . L’ho molto interpretata in questi anni.  

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