Chi attacca Marwa Mahmoud, attacca la democrazia

Stanno provando a contrastare il lavoro e la missione politica di Marwa Mahmoud, presidente della Commissione per i Diritti Umani, delle pari opportunità e delle Relazioni Internazionali del Comune di Reggio. Si ribadisce solidarietà e fiducia verso chi sostiene e difende, con fierezza e competenza, i valori della Costituzione: noi siamo con Marwa!

marwa consiglio

Non può passare sotto silenzio la manifestazione del razzismo più subdolo, messa in atto, in quella che prova ad essere una forma istituzionale, da parte dei consiglieri dell’opposizione del comune di Reggio Emilia, guidati dalla Lega, contro Marwa Mahmoud, consigliera comunale del PD, tra le più votate alle ultime elezioni amministrative.

Richiesta di censura e condanna verso il comportamento di Marwa Mahmoud”

Questo è l’oggetto della mozione che sarà discussa oggi pomeriggio in Consiglio comunale. 

Censura e condanna, termini inquietanti, perché, a quanto sostengono, non avrebbe le caratteristiche adatte per presiedere la Commissione Diritti umani, pari opportunità e relazioni internazionali.

L’attacco delle opposizioni, forse latente da tempo, è esploso dopo il voto contrario da parte della consigliera rispetto alla proposta di cancellare Via Tito dalla toponomastica cittadina e soprattutto dopo l’incontro avuto da Marwa Mahmoud con il Questore cittadino.

Marwa è stata una delle tracce più preziose nel nostro percorso di conoscenza dell’identità del paese, attraverso chi si impegna a costruire un futuro nel dialogo e nel rispetto. Ci ha raccontato la sua vita di donna, studiosa, lavoratrice, mediatrice, promotrice di pace e cultura, mamma, proprio poco prima che venisse eletta. Alcuni passaggi, ora risultano ancora più significativi. Quando raccontava il suo percorso ci ha chiarito.

marwa bella

Si sa che bisognerà dimostrare il doppio per veder riconosciuto il proprio valore, ma abbiamo dalla nostra parte una elasticità mentale con cui ci confrontiamo sin da piccoli. In casa cresciamo con i nostri genitori che non vogliono farci perdere il legame con le nostre origini, tramandandoci lingua e tradizioni. Quando si esce c’è la società, gli amici e la scuola che rappresentano la maggioranza con una cultura diversa.”

Specificava poi sulla realtà cittadina in cui è cresciuta.

A Reggio per fortuna si lavora da tempo sul tema delle discriminazioni, non mi sono mai sentita la figlia di immigrati, se non nei momenti burocratici, quando dovevamo fare la fila di notte per il rinnovo dei documenti. A scuola non c’è nessuna differenza, sei come gli altri, stessi giochi e uguali materie. poi, però, per lo Stato sei straniero, anche se hai vissuto da sempre in questo paese.”

Sul suo impegno aveva precisato.

Ho sempre pensato che questo fosse il mio modo di fare politica: se c’è un’ingiustizia sociale, vado e provo a risolverla, faccio rete per arrivare ad una soluzione. Ho capito però che è necessaria anche una rappresentanza politica per ottenere i risultati, per questo ho accettato la sfida che mi ha lanciato il Sindaco di Reggio con cui collaboro già da tempo: ho deciso di candidarmi come Consigliera comunale per le amministrative che si terranno il 26 maggio.”

Non vivo in funzione della mia elezione, ma sento la responsabilità di quanti vedrebbero nel raggiungimento di questo risultato una proiezione anche del proprio riscatto sociale oltre ad una maggiore possibilità di ascolto per le proprie istanze. Miro a lasciare messaggi importanti alla politica, per questo ci metterò la faccia e il cuore.”

Così ha fatto Marwa, rispondendo da subito alle responsabilità affidate dai cittadini che l’hanno eletta, 824 preferenze ricevute, tra le più votate. La sua nomina a presidente della Commissione Consiliare per i Diritti Umani, delle pari opportunità e delle Relazioni Internazionali, rappresenta un naturale riconoscimento a quanto fatto e potrà portare avanti per tutta la città.

marwa commissioneCosì ne ha parlato nell’ articolo del 1 novembre sulla Gazzetta di Reggio.

E’ stato per me un grande riconoscimento, un onore ma anche una grande responsabilità. Perchè so che sarà necessario tenere alta la guardia e stare al passo con ciò che avviene nel mondo, drizzando le antenne ma continuando ad avere una continua e profonda contezza di ciò che si sviluppa in Città. La reputo una Commissione necessaria per approfondire progettazioni e attività che riguardano le politiche che la Città di Reggio Emilia porta avanti in sinergia con la società civile da anni sul profilo internazionale nella difesa dei diritti umani, sulle pari opportunità e contro la violenza sulle donne.”

Nella sua limpidezza, Marwa ha spiegato le modalità con cui avrebbe e sta lavorando.

La Commissione che presiedo sarà dunque il luogo ideale per riconoscere e valorizzare quanto viene realizzato quotidianamente dalla associazioni, onlus, compagnie teatrali, imprese ed organizzazioni che lavorano in maniera proficua e si battono per i diritti di tutti. Sarà una piattaforma mobile che si sposta e viaggia sul territorio. Avvicinare i cittadini a questi organi istituzionali e renderli maggiormente partecipi è tra le priorità delle politiche locali ecco perchè le sedute della Commissione non si terranno solo in Comune, è mia volontà render la Commissione uno strumento cittadino, itinerante facendo attraversare i luoghi più significativi della città proprio dove si produce arte, democrazia, coesione, salvaguardia e tutela dei Diritti. Da quando son stata eletta e nominata Presidente di Commissione ho voluto prendere da subito contezza di ciò che viene realizzato sul territorio da parte dell’Amministrazione e della società civile sui temi che seguirò.

Inoltre incontri di dialogo e di confronto come quelli avvenuti nelle settimane scorse con il Vescovo Camisasca al Circolo culturale islamico e con il Questore Sbordone in Questura vanno proprio nella direzione della promozione del dialogo interreligioso e interculturale tra politici ed istituzioni. Dialogo e spirito collaborativo che non mancheranno mai nei lavori e nella gestione della Commissione che presiedo.”

Dialogo e spirito collaborativo rappresentano forse una provocazione troppo forte per chi vuole vincere le elezioni e amministrare, seguendo la logica dell’uomo solo al comando. Troppo marcata la distanza, se poi è il metodo politico, espresso e realizzato, da una donna di origine straniera.

Chi crede nella necessità di ribadire i valori democratici su cui si fonda la nostra Costituzione, deve esprimere la massima fiducia e solidarietà a Marwa che li difende e deve continuare a farlo nel suo ruolo di Presidente della Commissione per i Diritti Umani, delle pari opportunità e delle Relazioni Internazionali di Reggio Emilia. 

marwa tricolore (2)

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