Giacomo e la Bergamo che non retrocede

A Bergamo non c’è la caccia all’untore, ma la volontà di sostenersi l’un l’altro. Non siamo sempre stati così. Superata la paura, l’angoscia, le tante difficoltà di questi mesi, dobbiamo ricordare che le abbiamo affrontate uniti per il bene della nostra comunità.”

giacomo bergamo bellaE passava la luna di febbraio/ aperta sulla terra, ma a te forma/ nella memoria, accesa al suo silenzio./ Anche tu fra i cipressi della Rocca/ ora vai senza rumore; e qui l’ira/ si quieta al verde dei giovani morti/ e la pietà lontana è quasi gioia./ Incarcerato a Bergamo per antifascismo, Salvatore Quasimodo compose nel 1943 la poesia “Dalla Rocca di Bergamo Alta”. In tanti, proprio in queste settimane, nelle quali la città soffre più di altre sotto la scure del virus, mentre ci sentiamo reclusi nelle nostre case, stiamo riscoprendo la bellezza e la forza di Bergamo che è invece chiara e ben impressa nel carattere dei bergamaschi. Fieri, determinati e pronti ad aiutarsi l’un l’altro, come i ragazzi di Maite, l’associazione di promozione sociale, che dal 2010 a Bergamo Alta, promuove eventi culturali e sociali nei luoghi simbolo della città. Non appena l’influenza ha cominciato a diffondersi, hanno aderito subito alle nuove regole: chiusi gli spazi di aggregazione, si sono reinventati. Ogni giorno sono a disposizione di chi ha bisogno della spesa, di farmaci a domicilio o anche, solo, di un conforto telefonico. In poco tempo hanno creato un coordinamento con altre realtà “Bergamo Super” (Supporto unitario popolare e resiliente): in accordo con il comune, rappresentano una voce, uno sguardo sotto la mascherina per chi ha paura e ha bisogno di un supporto concreto. 120 volontari, tra di loro anche Giacomo Zambetti, 26 anni, prossimo alla laurea in ingegneria, racconta la sua prospettiva e cosa non si deve dimenticare di queste giornate di dolore e di solidarietà condivisa. La sua traccia è un altro incoraggiamento per chi ha preso l’umile decisione di non retrocedere.

 La traccia: volontariato ai tempi del Coronavirus

“Ho 26 anni, insegno matematica in un istituto tecnico e sto per laurearmi in ingegneria. Sono nel direttivo di Maite da due anni, ma frequento l’associazione da molto più tempo. Ci occupiamo di promozione sociale attraverso la cultura: da cinque anni abbiamo in gestione i locali delle ex carceri di Bergamo, pezzi di storia e di bellezza della città. Siamo stati i primi a chiudere a seguito delle ordinanze del comune. Ci siamo subito chiesti, però: cosa possiamo fare? Come possiamo reinventarci? Siamo quasi tutti a casa dal lavoro e siamo giovani: il pensiero è andato a chi non poteva uscire e aveva bisogno. Abbiamo postato la nostra offerta di aiuto nel profilo Facebook e attaccato una locandina nei supermercati e nelle farmacie della nostra zona: Bergamo alta.”

maite“Immediatamente si è allargata la rete. Con il sostegno del comune, coordiniamo Bergamo Super, supporto unitario popolare e resiliente, che unisce diverse realtà associative del territorio: Ink Club, Barrio, Club Ricreativo di Pignolo, UpperLab, csa Pacì Paciana, Arci Bergamo. Siamo 120 volontari con ruoli precisi. L’attività parte dal centralino, dove vengono raccolte le richieste che poi sono girate nella chat whatsapp: il primo che si rende disponibile riceve i dettagli ed effettua la commissione. Tutto in massima sicurezza, ognuno dotato dei presidi necessari, mascherine e gel che, all’inizio ci hanno regalato amici tatuatori e dentisti, ed ora vengono messe a disposizione dal Comune o da aziende private.”

giacomo 120 volontari“Non abbiamo contatti ravvicinati con coloro che ci chiamano: anticipiamo noi i soldi della spesa, poi ci vengono restituiti alla consegna che avviene sempre nel rispetto delle distanze . E’ evidente che non rispondiamo solo a esigenze contingenti, ma soprattutto a quelle umane: aiutiamo a superare la solitudine che affligge tanti. La mia prima consegna è stata ad una mamma sola con un bambino piccolo che mi ha ringraziato con le lacrime agli occhi. Stiamo cercando, per questo, di potenziare un altro servizio, offerto da volontari che sono raffreddati o in quarantena, ma possono rispondere al telefono da casa e confortare con una chiacchierata a distanza chi ha bisogno di compagnia.”

giacomo bergamo super“Il mio ruolo anche, nel frattempo, è cambiato. Ho cominciato come “uomo spesa”, adesso con l’allargarsi del coordinamento mi occupo del rifornimento e della distribuzione di guanti, disinfettanti, mascherine per i volontari. Stiamo continuando a chiedere sui social di aiutarci in tal senso. Il sostegno non manca ed è l’aspetto positivo di questa situazione tragica: a Bergamo non c’è la caccia all’untore, ma la volontà di sostenersi l’un l’altro. Non siamo sempre stati così. Per quanto ci fosse una vita sociale e culturale vivace, ogni realtà curava il proprio spazio, ora siamo insieme.

Spero che quando finirà l’emergenza, non si torni alle chiusure del passato. Mi auguro anche che si continui ad apprezzare e difendere la bellezza della nostra città: i tanti tesori di Bergamo ci sembravano fini a sé stessi, ora abbiamo scoperto appieno il loro valore. Superata la paura, l’angoscia, le tante difficoltà di questi mesi, dobbiamo ricordare che le abbiamo affrontate uniti per il bene della nostra comunità.”

La traccia volante: “Abbiano preso l’umile decisione di non retrocedere” è il motto di Maite.

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