Mamme libraie a Tor Bella Monaca

Tor Bella Monaca non è solo operazioni di polizia, spaccio e degrado, è cuore, quello che batte alla libreria Booklet Le Torri. La libraia, Alessandra Laterza che è riuscita a trasformarla in un luogo di incontro, confronto, conoscenza, gioia e mutuo soccorso, ha avuto bisogno di aiuto, il quartiere si è mobilitato. In Via Aspertini, 410 non si chiude. A tenere aperto ci pensano le mamme, Paolo Masini, ex assessore del comune e tanti bambini.

Della libreria Booklet Le Torri di Tor Bella Monaca, ho scritto spesso perché credo sia un esempio di come si possa guardare, curare e vivere il proprio quartiere in maniera diversa: creando comunità. Un messaggio di Alessandra qualche giorno fa, mi ha avvertito che questa storia è diventata un libro che non vedo l’ora di leggere e recensire “Storie di Torri lungo più di un metro”, pubblicato dalla casa editrice Efesto. Il mio entusiasmo si è un po’ affievolito quando l’anima vulcanica di questo progetto mi ha informato anche che avrebbe dovuto stare per un po’ lontana dalla sua libreria per risolvere dei problemi di salute.

mamme libraie alessandraE’ il rischio di quando si crea una famiglia con chi è vicino e chi ne respira il calore a distanza: ci si preoccupa l’uno per l’altro. Alessandra lo ha percepito, mi ha rassicurato, con la sua solita spiazzante ironia, sulle sue condizioni e anche sulla resistenza della libreria: “ci penseranno le mamme di Tor Bella Monaca”. Al momento sono in tre, collaborerà con loro anche il monteverdino Paolo Masini. Hanno deciso che lo spazio di via Aspertini lo gestiranno fino a quando colei che le ha spinte ad amarlo così tanto, non potrà tornare.

La prima a rispondermi e a spiegarmi quella che merita di diventare anche una sceneggiatura, è Isabella Cocco, insegnante della scuola Melissa Bassi, coautrice del libro e inesauribile ideatrice di progetti.

mamme libraie bambini“Appena ha aperto, dal primo momento in cui ho conosciuto Alessandra, ho capito che avremmo collaborato insieme. E’ venuta a scuola, ha conosciuto i bambini per cui è diventata un riferimento fondamentale. In due anni la libreria si è trasformata in un polo educativo, quasi un’estensione delle nostre classi. Per fare un esempio pratico. Ho provato a realizzare una foto di fine anno , al computer, con gli scatti che avevo dei miei alunni: il ritiro si effettua qui. E’ naturale ritrovarsi in questo posto: rinunciarci è come smettere di rispondere ai nostri stimoli culturali. Siamo poi anche centro di raccolta con Sant’Egidio per la spesa solidale. Non si poteva proprio chiudere. Per quello che mi riguarda è anche un piacere stare qui: ho scoperto che la libraia è la seconda professione che avrei voluto fare. E’ bastato mandarci un messaggio lunedì e abbiamo stilato un calendario per definire le nostre disponibilità.”

Ad aprire e chiudere ci pensa Valeria Sette che abita a dieci minuti a piedi dalla libreria. Storica dell’arte, mamma di due bambine: da due anni a lei è affidata la cura dei laboratori artistici di Booklet.

“Con Alessandra ci siamo subito intese. Mi dà carta bianca per ogni mio progetto. Di solito lavoro con le scuole, sempre in zone lontane da qui, finalmente, grazie alla libreria ho potuto portare le mie idee nel luogo in cui sono nata e cresciuta. Una grande soddisfazione. E poi, le mie figlie si sentono a casa, per loro non è un sacrificio, anzi è una gioia e un divertimento stare con me, e fare le libraie. Stacchiamo solo per pranzo e poi torniamo. Ho l’onore di avere le chiavi.”

Tra i bambini di casa a Booklet c’è anche Zoe, cinque anni, eccezionale lettrice creativa di storie. Lo conferma Katia Candidori, la mamma che è la terza del gruppo delle libraie.

“Zoe ha trovato il suo spazio: prende i libri, non sapendo ancora leggere, inventa ciò che ci potrebbe essere scritto. Vivo a Torbellamonaca da dieci anni, ma ho i nonni che sono di qui, per cui frequento queste strade da quando sono piccola. Non mi è mai andata giù che si considerasse, chi ci cresce, di serie B, ma so bene quali sono le difficoltà e i pasticci, per questo penso che la libreria sia un luogo fondamentale. Ci siamo buttate a capofitto a difenderlo e ora a garantirne l’apertura, mentre Alessandra non c’è. Sento forte l’impegno a preservare un posto che come la scuola, garantisce ai piccoli la conoscenza e la fantasia. Vengo da una lunga esperienza scout, so bene quanto sia importante dare agli altri prima che ricevere, soprattutto ai bambini.”

Questa mattina Alessandra mi ha inviato una sua foto, un po’ sfocata, anche se accompagnata dalla rassicurazione che sta meglio. Sono seguiti gli scatti delle mamme libraie, nitidi, raccontano di una comunità che si vuole bene: un rischio molto più serio di altri che si può provare, entrando nella libreria Booklet di Tor Bella Monaca.

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