Un padre non uccide i figli

Un uomo ha strangolato nella notte i suoi due figli di dodici anni e poi si è suicidato. Lo ha fatto per odio e per vendetta. Il grido di dolore della madre a cui ha inferto questo colpo così fatale, non deve provocare solo compassione, ma svegliare gli animi: non si può ignorare che l’orrore è costante, in una società che continua a giustificare il violento e a condannare più volte le vittime. A Daniela, Diego e Elena vorrei dire solo “Scusate per non aver impedito che ciò accadesse.”

padre omicida margno

Avevano dodici anni e si fidavano di lui: era il loro papà. Quello che viene ad assistere alle gare, applaude ai saggi, ti sostiene prima e dopo; colui che ti fa scoprire il mondo intorno; chi insegna e tramanda valori e saperi; l’ultimo sguardo sereno prima di addormentarsi e il primo della mattina. Il papà che ti richiama, quando è giusto o è arrabbiato, che solo in quei casi può incutere timore. Così fingeva di apparire anche Mario Bressi agli occhi di Diego e Elena e della società, nella quale ancora oggi, dopo aver ucciso i figli nel sonno, viene considerato “tutto sommato” un uomo tranquillo che deve aver perso la testa.”

È un assassino senza pietà che ha strangolato due bambini con premeditazione per dimostrare la sua superiorità, vendicandosi con la donna che aveva deciso di lederne la maestà, lasciandolo. Diego e Elena non erano i suoi figli, ma degli strumenti per tenere insieme la sua idea di famiglia e per distruggere chi, liberamente aveva deciso di non condividerla.

padre omicida soffocareDa madre, leggere le notizie riportate, la mail scritta per comunicare, con lucida crudeltà, l’orrore commesso, la corsa disperata, sperando fino all’ultimo che fosse solo una minaccia, la scoperta devastante, è come subire una lenta agonia che può finire dopo una serie di respiri, ma non cesserà per chi la continuerà a provare per il resto della vita.

Seppur empaticamente compresi nella sofferenza, a chi è esterno e comprende solo dalla cronaca cosa sia accaduto, deve rimanere, però, la razionalità di aggiungere anche per chi ne è vittima, la rabbia per come questa storia continuamente si ripeta e venga narrata.

Un giornale come il Mattino ha avuto la leggerezza, in un post modificato solo dopo un insistente invio di mail e richieste partito dalle rappresentanti di Madri unite contro la violenza istituzionale, di titolare la notizia “Il dramma dei padri separati”, mentre per la prima agenzia stampa italiana, l’Ansa  “l’uomo ha commesso l’omicidio perché non poteva sopportare l’idea della separazione.”

Una parte cospicua della società non riesce a comprendere la volontà di una madre di scegliere un futuro migliore per sé e per i propri figli, ma può arrivare a formulare giustificazioni per un padre che li uccide.

padre omicida madri vittimeOgni giorno, (non ci vuole molto per scoprirlo, nell’era dei social basta collegarsi a gruppi come quello già citato della Madri unite contro la violenza istituzionale o seguire quanto viene fatto da realtà come Reama o Maison Antigone che le difende ), decine e decine di donne subiscono l’oltraggio di vedersi portare via i propri figli in un sistema che le considera inadeguate o peggio instabili mentalmente perché hanno deciso di allontanarsi da uomini violenti, loro sì inadatti a rappresentare figure di riferimento. Cosiddetti padri che preferiscono affidare i propri figli a terzi, a strutture nelle quali segnarne definitivamente l’equilibrio, per vendetta, odio, supremazia del proprio ego ferito.

Ogni giorno decine e decine di bambine, bambini e ragazzi sopportano questo strazio.

La notizia dell’omicidio dei due fratellini di Margno ci deve raccapricciare, ma purtroppo non stupire, perché potrà accadere di nuovo se continuiamo a non vedere quale sia la degenerazione culturale in cui anche chi dovrebbe raccontarcela, è avviluppato.

Ci sono padri meravigliosi che pure nelle più dolorose separazioni sanno mantenere il rispetto e soprattutto l’amore per ciò che hanno creato, loro oggi soffrono: non si provi ad utilizzarli come ennesimo scudo per difendere chi ha vigliaccamente interpretato il suo ruolo, fino all’epilogo finale del suicidio che ne sancisce la pusillanimità.

padre omicida finaleA Daniela, come a Ginevra, a Laura, a tutte coloro che stanno patendo per la lacerazione più terribile che si possa infliggere o si stanno battendo per provare a sanarla, va il mio “scusa” per non essere stati in grado di aiutare, sostenere e raccontare quanto hanno subito loro e quei figli ai quali dedico un pensiero d’amore reale e forte.

Non ho messo foto dei gemellini uccisi, so che ce ne sono tante in rete anche con il loro assassino, sicuramente assicurano più letture, ma testimoniano un’ennesima mancanza di rispetto nei confronti loro e della madre.

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