Barbara, Valentina, Maria Luigia, donne in viaggio oltre i pregiudizi

“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.” Due progetti fanno rivivere le parole di Bruce Chatwin: Libera come una donna e Lampedusa allo specchio. Esperienze uniche per seminare e raccogliere tracce di conoscenza e condivisione.”

La traccia: tra chilometri e parole

barbara-partenzaC’è chi interpreta il viaggio come un percorso di scoperta e di testimonianza: intraprendere strade già tracciate per creare nuovi sentieri. Barbara Cassioli si è messa in movimento per disegnare mappe di incontri, pensieri e valori. L’educatrice bolognese di 33 anni ha deciso di dedicare la sua vita a diffondere una modalità di conoscenza dei luoghi e delle persone, mirata a ritrovare l’autenticità di prospettive e di sentimenti. A giugno dello scorso anno ha raggiunto Lampedusa, partendo dal suo paese, Livergnano, contando solo sui passaggi e sull’ospitalità della bella umanità che ha incontrato nelle diverse tappe. Tutto ciò che è riuscita a risparmiare, lo ha devoluto a Mediterranea Saving Humans: voleva riprendere fiducia negli altri e capire come si potesse stimolare la voglia di conoscersi e aiutarsi. Obiettivo raggiunto, grazie a volti, voci, mani che le hanno restituito un’immagine insperata dell’accoglienza.

Per superare altre convinzioni e dimostrare la necessità di sostituire nuove consapevolezze, Barbara ritorna in cammino, questa volta insieme a Valentina Costi, con cui ha condiviso esperienze di studio e di lavoro, come operatrici sociali, oltre ad una comune radice emiliana nel sangue. Dall’ 8 al 31 marzo percorreranno la via Francigena con “Libera come una donna.” Da Lucca a Roma andranno alla ricerca e allo smascheramento di tutte quelle forme di limitazione della libertà personale che, ancora oggi, in Italia, le donne vivono. Dalla pressione sociale che impone modelli estetici perfetti alle molestie fino ai maltrattamenti: raccoglieranno le storie di vita delle pellegrine e di coloro che incontreranno lungo la via, contando anche su una rete di associazioni e collettivi. I racconti, insieme alle foto che scatteranno, comporranno una mostra.

Barbara e Valentina non sono le prime a voler mettere alla prova se stesse per diventare testimoni di un viaggio teso a sensibilizzare sul tema della libertà delle donne. Nel logo, disegnato da Dana Donato si svela il simbolo che contraddistingue la loro impresa: una sposa che evoca l’esperienza di Pippa Bacca. L’artista milanese nel 2008 venne uccisa in Turchia proprio mentre promuoveva la pace e la fiducia nel prossimo con Spose in Viaggio, un’opera itinerante con cui si proponeva di attraversare, in autostop, 11 paesi, teatro di conflitti armati, vestendo un abito bianco.

barbara valentina logoLe viaggiatrici emiliane raccolgono l’eredità degli intenti, usando lo stesso strumento di comunicazione: indosseranno un vestito da sposa che verrà condiviso con le donne intervistate e incontrate. Sono determinata a mostrare che si deve e si può cambiare il finale. Racconta Barbara di come una conoscente abbia ispirato quella che si può considerare la loro traccia volante. “Mi ha detto, ricordando il viaggio di Pippa: che di troppo entusiasmo, qualcuna c’è morta. Noi invece diciamo che da troppo entusiasmo la camminata c’è nata!”

Chi vuole unirsi alla loro impresa anche solo per pochi chilometri, o ospitare la loro mostra e il racconto di quanto vivranno, può scrivere a liberacomeunadonna@gmail.com.

Insieme si possono superare barriere fisiche e le frontiere di un pensiero ostile per provare a formularne diversi, condivisi, di pace e di armonia.

E’ sempre Barbara a suggerirci la strada, insieme ad un’altra compagna, in un viaggio differente: non tra strade e lungo chilometri, ma immergendosi nelle atmosfere a cui conducono i luoghi e le parole. “Lampedusa allo specchio” è il laboratorio di scrittura creativa che dal 10 al 14 aprile 2020 la vedrà collaborare con altre due realtà complementari: l’associazione “Libertà era restare” che unisce il territorio di Marzabotto, sede del tragico eccidio fascista, a quello di Lampedusa, luogo della memoria contemporaneo e Maria Luigia Longo, docente e scrittrice di poesia e narrativa, autrice di “I segreti della dalia”.

L’obiettivo lo spiega Barbara:

“Lasciarsi ispirare da ciò che l’isola offre, svolgere esercizi di scrittura creativa e – osservandosi- raccontarsi. Gli stimoli esterni saranno, al mattino, di vario genere: incontri con realtà o persone di riferimento del territorio, visite a luoghi simbolo, proposte dolci e corporee, sollecitazioni da parte di un paesaggio meraviglioso. Sono previsti anche momenti liberi per esplorare l’isola in autonomia.”

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Un viaggio che non parte da un miglio, ma da un foglio, certi che mettersi davanti ad uno bianco rappresenti sempre un processo di autoanalisi. Quel foglio diventa uno specchio che ritrae, mentre il testo scritto, sarà il terreno dove si comporrà il dialogo tra l’autore e il sè stesso  più profondo e, dopo, tra autore e lettore.

“Lampedusa è di per sé un viaggio. E’ per l’umanità un avamposto di pietra. Scrivere a Lampedusa è scrivere dell’essere nel mondo. Ora.”

btyLa chiosa di Barbara è un potente stimolo a partecipare al laboratorio che è aperto a tutti: donne, uomini, studenti, pensionati, disoccupati, lavoratori precari, dirigenti di banca, sportivi, vagabondi, apolidi, amanti dei cani e pure dei gatti, filosofi, mamme, padri, figli e chi più ne ha più ne metta. Si possono trovare maggiori informazioni su: marialuigialongo.blogspot.com o scrivendo a viaggiareapiediscalzi@gmail.com.

La traccia volante: “La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.” Bruce Chatwin. “Da troppo entusiasmo la camminata c’è nata” Barbara e Valentina

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