Aveva 5 anni, è morta di freddo, mentre alla stessa età, nelle stesse ore si fanno recite, saggi e gare di nuoto in piscine riscaldate. Non cederò al buio che guida chi, anche ora, sta frenando gli interventi possibili di salvataggio, ma se sono padri, madri, zii auguro che riescano a sentire il gelo che provo dentro ora. Continua a leggere “Aveva 5 anni”
Quando non è solo una recita
Le mani applaudono la gioia, la bravura, la spensieratezza, la topina, i lupi, le Tartarughe, la gimkana impossibile di incastri di prove e di orari che non coincidono mai, le scenografie e i costumi: la fatica di una scuola che resiste e che continua a lanciare messaggi positivi, utilizzando la magia di suoni, parole, rumori reali del teatro per coprire e salvare dalla tempesta che sembra circondarci. Continua a leggere “Quando non è solo una recita”
L’indolenza e la speranza
In questi mesi sto raccogliendo storie vere, dalle voci, che si confondono nei dialetti, ma si ritrovano nel calore, di chi vive la propria vita con passione, spinti a lasciare un segno per gli altri di ciò che fanno. Entusiasmo e speranza. Nella piazza del leader del paese, oggi, ho respirato un certo astio e tanta indolenza. Continua a leggere “L’indolenza e la speranza”
Il difficile esercizio della memoria
Quello che sono lo devo, nel bene e nel male, alla mia città che mi ha dato anche la forza per allontanarmi e quella per capire che non serve la residenza per difenderla e custodirne la memoria lungo il percorso dei miei figli. Continua a leggere “Il difficile esercizio della memoria”
Gabriele, per me, oggi è un eroe
Gabriele Ottaviani non ha pensato nemmeno un momento al rischio: ha preso la bambina dalle braccia di quella madre, raccogliendone il terrore, la responsabilità e la fiducia e non l’ha mai lasciata. La violenza di un altro uomo e l’indifferenza, le avrebbero uccise tutte e due. Continua a leggere “Gabriele, per me, oggi è un eroe”
La pagina social dell’Inps non fa ridere
“E’ uno squarcio inquietante sulla realtà, raccontata da parole sgrammaticate, risposte offensive più colte, nell’evidenza di una diffusa disperazione che si nutre di ignoranza e di contrasti. Si volevano sfruttare i social per evitare l’imbarazzo dell’assalto fisico agli uffici, si è ottenuto un risultato peggiore: l’immagine di un drammatico neorealismo contemporaneo, affidato a profili virtuali, mai così reali.” Continua a leggere “La pagina social dell’Inps non fa ridere”
Semplicemente sorelle
Le sorelle come noi lo sarebbero state anche se non si fossero ritrovate in ogni foto, sin dal nascita, l’una con la testa sulla spalla dell’altra. Destino ha voluto che fossi più piccola, ma più alta e da lì forse il tentativo di imbrogliare l’anagrafe. Continua a leggere “Semplicemente sorelle”
Era il 7 aprile del 1944
“Mi auguro che ci siano altri bambini che, come Viola, si chiedano cosa ricordi quel monumento e si portino dietro dieci nomi di donne che non sono nei manuali, ma hanno dato la vita per una storia di libertà e di pace che abbiamo il dovere di meritare. Continua a leggere “Era il 7 aprile del 1944”
La guerra del pane colpirà tutti
“Allora siete poveri, disperati e vi portano pure gli zingari a rubare quel poco che avete.” E’ stato facile per le sigle di destra che ogni volta soffiano sull’odio, accendere l’ennesimo fuoco dell’intolleranza che arma la disperazione.” Continua a leggere “La guerra del pane colpirà tutti”
Non solo il 2 aprile
In futuro, mi piacerebbe che non servissero luci blu e ipocrisie per ricordarci un impegno che deve essere costante per non lasciare solo chi vive direttamente l’autismo e per trovare insieme soluzioni, da condividere alla luce del sole e delle stelle. Continua a leggere “Non solo il 2 aprile”