“…perché ci tengo, perché se non lo facessi starei molto peggio di quando ho l’emicrania, perché i sensi di colpa, se non dessi il mio piccolo contributo di resistenza, mi perseguiterebbero in futuro, perché è giusto che con me, per la difesa dei diritti e della libertà, ci sia anche Viola e dia un senso concreto alle sue lamentele pre adolescenziali.” Continua a leggere “Perché sabato sarò a Verona con mia figlia”
A Napoli la realtà arriva prima
Nelle 48 ore che siamo stati a Napoli, nel mondo è successo di tutto: manifestazioni, polemiche, stragi, cataclismi ed io ero senza connessione. Come racchiusa nella magia del Vesuvio, il mio telefono ha smesso di funzionare: sono stata costretta a vivere, a interpretare i gesti e gli sguardi delle persone in uno dei teatri umani più fervidi.
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Questione di civiltà
“Noi abbiamo solo potuto chiedere agli altri genitori se potevano fare questo passo per noi, di fare anche delle vaccinazioni extra-facoltative e lo hanno fatto tutti. E di questo siamo eternamente grati.” Continua a leggere “Questione di civiltà”
Perché oggi penso a Tania e la ringrazio
“Non c’è dibattito sul femminicidio e non ci può essere con chi lo nega , ci sono valori come essere contro il razzismo, contro la pedofilia, essere contro il nazismo e il fascismo, essere contro il femminicidio che in questa nazione sono fondamentali. Non c’è nessuna pluralità di opinione che possa giustificare il sacrificio di tali valori, soprattutto per il giornalismo.” Continua a leggere “Perché oggi penso a Tania e la ringrazio”
Nostalgia di Carnevale
Ero vestita da Arlecchino: in penombra spiccava un copricapo bianco che mia madre mi aveva messo, sicuramente osservando la versione storica della maschera. Intorno a me principesse, sceriffi e pagliacci. Avevo sei, forse sette anni, credo fosse una delle feste che si organizzavano nella sala dell’oratorio della Divina Provvidenza, la mitica parrocchia popolare di via di Donna Olimpia. Continua a leggere “Nostalgia di Carnevale”
Mi costituisco: leggo quindi inquino
A questo punto, diamo una ulteriore spinta di coraggio ad una campagna che finalmente ha la forza di ammettere l’unico destino possibile per il nostro paese, nel prossimo cartello, scriviamolo a lettere 3 D: “Non leggete più che non serve a niente anzi fa male a sé e al prossimo!” Io però mi consegno alla polizia provinciale di Corato. Continua a leggere “Mi costituisco: leggo quindi inquino”
Non si finisce in ospedale per amore!
Una ragazza di 15 anni, studentessa di un istituto di Pesaro, si sente male a ricreazione. Al pronto soccorso scoprono lividi sul corpo. E’ costretta ad ammetterne l’origine: il ragazzo l’ha aggredita due giorni prima, ma lei non vuole denunciare. Violenza, vergogna, paura, caratterizzano una realtà che non può essere taciuta. Un professore racconta, un giornale locale lo definisce un caso di “amore selvaggio” e i commenti di chi legge, evidenziano, ancora una volta, il medioevo delle coscienze che si deve illuminare con ogni mezzo a disposizione. Io non sto zitta e ribadisco che: a nessuna età, in nessun contesto c’è amore nella violenza. Questo insegno ai miei figli. Continua a leggere “Non si finisce in ospedale per amore!”
Rileggendo di Elena e Mario
“Ciò che ho capito di Elena, che viene fuori a chi legga il suo diario è che: è sì una forza della natura, ma proprio perché ha scelto di non essere solo la madre di un figlio disabile, anzi di portarlo in tutte le sue cose, come energia, sprone, a volte sotto forma di occhiaie e di dolori articolari.” Continua a leggere “Rileggendo di Elena e Mario”
Mena e Manfredo
Che non sarebbe stato facile, Manfredo deve averlo capito subito, ma quella ragazza dagli occhi trasparenti che incontrò, per caso, in una mattina del 1939, al decimo piano di un palazzo di Viale Angelico lo ammaliò, tanto da fargli scendere le scale, saltando a piedi uniti. Continua a leggere “Mena e Manfredo”
Inutilmente stoiche
“E’ solo influenza, questo è chiaro e benedetto, ma sfugge il motivo per cui non ci consentiamo di vivercela come quei fortunati delle pubblicità che guardiamo con invidia attorcigliarsi ad una coperta sul divano. Quel sofà che rappresenta le nostre Bahamas. L’alternativa onirica è il sogno di Burioni arciere che lancia frecce di vaccino ad immunizzarci per sempre.” Continua a leggere “Inutilmente stoiche”